Avevamo parlato alcuni giorni fa del curioso blackout dei cellulari israeliani nei territori al confine con il Sinai. Durante le operazioni di cyberwar delle forze armate egiziane per colpire i terroristi in Sinai, infatti, era accaduto qualcosa di particolare: le linee telefoniche dei cellulari del sud di Israele e di Gaza erano andati in tilt. Un evento andato avanti per settimane.

Il ministero delle Comunicazioni di Tel Aviv aveva avuto un colloquio con la controparte egiziana dicendo che tutto sarebbe stato risolto al più presto. Ma le domande continuavano (e continuano) a esserci e a non trovare risposte. Perché i telefonini israeliani sono stati colpiti dagli attacchi cyber dell’aviazione del Cairo?

Una prima risposta sembra arrivare dal quotidiano finanziario israeliano Globes. Secondo le fonti del quotidiano di Israele, l’esercito egiziano sospetta che le cellule Isis nel Sinai stiano usando le schede sim delle compagnie israeliane di telefonia mobile. Questo fa sì che sia estremamente difficile per l’esercito egiziano individuare le forze dello Stato islamico. Di conseguenza, l’unico mezzo che ha l’esercito egiziano per combattere i terroristi attraverso il sabotaggio delle linee telefoniche (usate anche per detonare bombe a distanza) è quello di colpire le reti cellulari israeliane nella regione.

Una fonte del governo israeliano ha detto al quotidiano che colpire le reti cellulari israeliane è come “volare nello spazio aereo israeliano per combattere l’Isis”. Insomma, una vera e propria violazione della sovranità. E in effetti sono in molti, stando a quanto riportato dal giornale dello Stato ebraico, a ritenere che il governo sia silente di fronte a quelle che considerano vere e proprie violazioni della sovranità.

L’indagine di Globes rivela dunque una verità che contraddice quanto sostenuto dal governo israeliano. I disordini nel sud ai 300mila abbonati alle compagnie telefoniche israeliane non sono dovuti allo screening delle reti cellulari da parte dell’esercito egiziano, ma dal fatto che l’esercito egiziano sta usando mezzi tecnologici intenzionalmente diretti alle reti cellulari israeliane. E questo cambia parecchio le carte in tavola, perché vi sarebbe una complicità del governo israeliano.

Fonti della Difesa israeliana hanno affermato che la situazione attuale delle operazioni in Sinai, con gli aerei egiziani che colpiscono le reti, potrebbe avere conseguenze disastrose, se ci fosse, ad esempio, una grave situazione di emergenza vicino al confine con la Striscia di Gaza. In questo momento, infatti, le reti cellulari attorno alla striscia di Gaza non funzionano.

La situazione è tutt’altro che di facile risoluzione. Da quello che si evince dalle fonti, il ministero della Difesa israeliano sta lavorando con gli egiziani per risolvere il problema e il primo ministro Benjamin Netanyahu è stato informato del problema. Fonti governative hanno però confermato che i colloqui non hanno dato i frutti sperati. Gli operatori telefonici israeliani, d’altro canto, affermano che non vi è alcuna soluzione agli attacchi dell’esercito egiziano sulle loro reti. Pertanto, l’unica soluzione è un accordo con il Cairo.

Anche i residenti della Striscia di Gaza stanno subendo interruzioni nei servizi di telefonia mobile. Ma questo interessa molto poco al governo israeliano. Il problema per Israele è capire la sua vulnerabilità alle reti telefoniche e come poter risolvere questo problema senza che la questione si allarghi a macchia d’olio. In molti infatti si chiedono perché lo Stato islamico in Sinai utilizzi sim israeliane senza che l’intelligence israeliana si sia attivata prima. 

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