Il congresso Usa, a dispetto delle indicazioni politiche emergenti dalla Casa Bianca dall’elezione di Donald Trump, si appresterebbe ad approvare una mozione sul conflitto israelo – palestinese in cui si fa esplicito riferimento alla soluzione a due Stati. Un’iniziativa, quella dei deputati statunitensi, volta a far pressione sul presidente Trump affinché riveda la sua posizione giudicata dai promotori della mozione come eccessivamente orientata verso Israele. Il caso ovviamente adesso è anche politico: dallo Stato ebraico i diplomatici del governo di Netanyahu starebbero cercando di evitare l’approvazione della mozione.

Il documento bipartisan del congresso Usa

Ad avallare l’iniziativa non è una singola forza politica, bensì entrambi i principali partiti che siedono all’interno del Congresso Usa: democratici e repubblicani sarebbero infatti a favore di una mozione volta a premere su Trump ed a cercare di imprimere un nuovo orientamento politico di Washington sul medio oriente e sul conflitto israelo – palestinese in particolare. La mozione è a firma di due senatori: si tratta del democratico Chris Van Hollen e del repubblicano Lindsey Graham. Sono loro a redarre nelle settimane scorse il documento ed a trovare una convergenza trasversale in seno agli inquilini del Campidoglio di Washington.

La mozione potrebbe arrivare nei prossimi giorni in sede di seduta plenaria e, stando ai report emersi nelle ultime settimane dalla capitale federale degli Stati Uniti, potrebbe essere approvata. Sia Van Hollen che Graham infatti, sarebbero riusciti a convincere la maggioranza dei colleghi senatori e ad avere quindi i numeri per il definitivo via libera della mozione. Il documento avrebbe, in caso di approvazione, un valore non vincolante bensì di indirizzo verso la politica estera di Trump. Anche se difficilmente il presidente ne terrà conto, a livello politico la mozione assumerebbe però un aspetto non secondario.

“Israele prova a bloccare l’approvazione della mozione”

Ecco perchè dallo Stato ebraico ci si muove in questi giorni per attuare un’attività di lobbying volta a bloccare il documento. A riferirlo è il sito americano Axios, il quale pubblica un report del giornalista israeliano Barack Ravid: “Israele sta cercando di impedire al Senato di approvare una risoluzione bipartisan che dia il via libera ad una soluzione a due stati per il conflitto israelo-palestinese”, scrive il cronista.

Ravid fa riferimento ad alcune fonti del parlamento statunitense, che gli avrebbero rivelato come nelle ultime settimane specialmente si registri a Washington un’intensa attività lobbistica perpetuata anche dallo stesso ambasciatore israeliano negli Usa. Per il governo di Netanyahu, che a settembre deve nuovamente passare al vaglio delle elezioni dopo la mancata formazione di un esecutivo, sarebbe quanto mai importante non veder emergere da Washington posizioni favorevoli ad una soluzione a due Stati.

Quella della formazione di due distinte entità nazionali, con il riconoscimento quindi della creazione di uno Stato palestinese, per anni è alla base dei colloqui di pace in medio oriente. Da quando nel 1993 vengono firmati gli accordi di Oslo, che sanciscono la nascita dell’Anp (Autorità Nazionale Palestinese), la comunità internazionale percorre la via fondata sul principio “due popoli – due Stati“. Un principio però scalfito da inizio mandato da Donald Trump, il quale riconosce Gerusalemme come capitale d’Israele ed il Golan occupato quale territorio israeliano. Ma soprattutto, il presidente Usa mette in discussione la formazione di due distinti Stati ed il piano di pace che vorrebbe mandare avanti non prevede la nascita della Palestina come entità distinta da Israele. Un favore elettorale al suo alleato Netanyahu, ma anche preciso indirizzo politico assunto dalla sua amministrazione.

Ed è contro questo indirizzo che la mozione bipartisan si rivolge: così come si legge sempre su Axios, i due firmatari del documento non avrebbero però intenzione di ritirare la mozione e né tanto meno di modificarla evitando riferimento alla formazione di due diversi Stati. “Entrambi i senatori Van Hollen e Graham sono da tempo sostenitori di una soluzione a due stati – dichiara il portavoce di Van Hollen su Axios – e stanno lavorando sul modo migliore per portare avanti questo impegno al Congresso”.

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