Israele cerca di uscire dall’impasse politico che ormai perdura da diversi mesi. Questa sera infatti il leader della coalizione centrista Bianco e Blu Benny Gantz e il premier uscente Benjamin Netanyahu, leader di Likud, si incontreranno per la prima volta faccia a faccia, nel tentativo di trovare una soluzione che garantisca la stabilità politica nel paese. L’obiettivo, come riportato in precedenza da InsideOver, sarebbe quello di creare un grande governo di coalizione o di cosiddetta “unità nazionale”, per garantire quanto meno una stabilità politica che consenta alla Knesset di uscire dalla situazione di stallo che neanche il ritorno alle urne di questo settembre è stato in grado di risolvere. Come avvenne per le elezioni dello scorso aprile, infatti, nessuno dei due sfidanti con i loro rispettivi alleati è stato in grado di ottenere una maggioranza tale da garantire un nuovo governo.

L’incontro con Netanyahu richiesto da Gantz è l’inizio di una fase di consultazioni che il leader del partito dei “generali” si augura di portare a buon fine, dopo aver ricevuto l’incarico dal presidente Reuven Rivlin che gli ha affidato il compito di risolvere “la situazione di stallo” e raggiungere un accordo che possa portare alla formazione del nuovo esecutivo. Secondo il mandato del presidente dello Stato ebraico, Gantz ha 28 giorni di tempo per provare a formare il nuovo governo. In caso di mancato accordo, Israele sarà costretto a tornare al voto per la terza volta in meno di dieci mesi. Il ritorno alle urne dovrebbe svolgersi nella speranza che la colazione centrista guidata da Gantz o il partito del cinque volte eletto Netanyahu ottengano quei 61 seggi necessari a formare una maggioranza alla Knesset.

Entrambi i leader, che si confronteranno oggi a Tel Aviv, hanno affermato di volere creare come si era già paventato in passato un governo di unità nazionale proprio per evitare il ritorno alle urne. La principale criticità tuttavia, rimane quella del rifiuto da parte del partito Blu e Bianco di voler fare parte di un governo guidato da Netanyahu – almeno fino a quando non verrà chiarita la sua posizione giudiziaria. Su Netanyahu pesano a tutt’ora diverse accuse di corruzione e accuse per aver commesso altri illeciti sui quali sono state aperte ulteriori inchieste. La decisione del procuratore generale di Israele riguardo in rinvio a giudizio del premier uscente – che non ha mai accettato di dimettersi – è attesa entro la fine di quest’anno. Dunque oltre i termini richiesti dal presidente Rivlin per la creazione del nuovo esecutivo. Gantz incontrerà a Gerusalemme anche il leader nazionalista laico Avigdor Lieberman, e ha già pianificato un incontro con il leader dei Laburisti e dell’Unione democratica Nitzan Horowitz per sciogliere le riserve riguardo la possibilità di rendersi partner di una coalizione di maggioranza. Un incontro con la Lista Araba Unita sarebbe invece in via di pianificazione.

partiti della destra ultra ortodossa invece – che impegnano Netanyahu a partecipare ad un eventuale governo di coalizione solamente con la presenza dei propri alleati – guardano alla possibilità di un governo con la coalizione bianco blu come una un’opzione estremamente remota, date le posizioni inconciliabili con quelle di sostenute da Gantz e Liberman. Per parte sua inoltre, il premier uscente Netanyahu non ha mai ventilato l’idea di volersi fare “da parte” nell’eventuale formazione di un governo di unità nazionale. E questo vuol dire che qualcuno, tra Likud e Bianco e Blu, dovrà necessariamente rinunciare a qualche genere di pretesa se non intendono riportare il popolo ebraico al voto.

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