Israele considera ancora possibile una guerra contro l’Iran. La Siria si è rivelato un terreno di scontro feroce e molto complesso. E gli attori coinvolti nel conflitto, in particolar modo la Russia, hanno evitato che si andasse incontro a una catastrofe. La strategia di Vladimir Putin si fonda sulla sopravvivenza di Bashar al Assad. L’ha ottenuto: ma adesso non vuole vedere scemare davanti ai suoi occhi anni di guerra.

Ma l’accordo siglato fra Benjamin Netanyahu e Putin, con il placet di Washington e il semaforo verde di Damasco, non sembra essere ancora convincente per gli israeliani. Vogliono tutte le milizie legate all’Iran fuori dalla Siria. E per adesso, le Israel defense forces (Idf) ritengono ancora presenti nell’offensiva contro Daraa e Quneitra le truppe di Hezbollah e della galassia sciita. La tensione non accenna a diminuire e, dopo gli ultimi voli di droni dal territorio siriano, Israele muove di nuovo le sue pedine in vista di un potenziale conflitto aperto con l’Iran.

Israele nomina il direttore del progetto

In queste settimane, una notizia, passata in sordina doveva far capire che le forze armate israeliane stessero inviando un messaggio a tutti gli attori in gioco in Medio Oriente. Il capo di stato maggiore delle Idf, Gadi Eisenkot, ha nominato il generale Nitzan Alon come primo direttore di un progetto speciale per coordinare tutte le questioni relative alla guerra contro l’Iran. È il cosiddetto Iran project: un piano che da tempo circola nei piani alti della Difesa israeliana e americana.

Questa è la prima volta che le Idf hanno un direttore che si occuperà specificamente dell’Iran. In passato, il capo del Mossad Meir Dagan è stato responsabile del “fascicolo Iran” ai tempi di Ariel Sharon ed Ehud Olmert. Ma si trattava di Intelligence. Oggi, la situazione è mutata. La guerra è sostanzialmente venuta a galla. I missili israeliani colpiscono in territorio siriano le basi iraniane. E i morti ci sono stati anche sotto i bombardamenti.

In cosa consiste l’ “Iran project”

Il cosiddetto “Iran project”è un’idea sorta durante il colloquio tra il Capo di stato maggiore israeliano Gady Eisenkott con i massimi vertici statunitensi a Washington il 29 giugno. In quell’occasione, era presente anche Nitzan Alon e si sono trattate le questioni inerenti le operazioni militari congiunte Usa-Israele contro l’Iran.

Alon era in procinto di andare in pensione. Ma Eisenkot lo ha dissuaso: serviva alle Idf come direttore di un nuovo piano, l'”Iran Project”, una task force composta da Israele e Stati Uniti per l’esecuzione di attacchi alle strutture nucleari, ai siti missilistici e alle basi militari iraniane in tutto il Medio Oriente.

Il sito israeliano Debkafile ha rivelato che in quell’incontro sono stati creati quattro comandi:

Il gruppo di comando nucleare: il cui scopo è quello di interessarsi di tutti gli obiettivi nucleari in Iran. Essi vanno dagli armamenti ai reattori, fin agli impianti di arricchimento dell’uranio;Il gruppo di comando balistico, che si occupa di tutto ciò che riguarda l’arsenale missilistico iraniano, dai silos, ai siti di lancio fino ai centri di ricerca;Il gruppo di comando anti-sovversione: si occupa di tutte le operazioni contro i centri militari e di intelligence iraniani in Medio Oriente, in particolare in Siria, Libano e Yemen.Il gruppo di comando economico, che si occuperò di tutto ciò che concerne le sanzioni statunitensi contro l’Iran. L’obiettivo è capire come Teheran riesca ad aggirare le sanzioni.Un messaggio rivolto alla Russia

La notizia della nascita di questa task force congiunta fra Israele e Stati Uniti è anche un segnale a tutti gli attori in campo in Siria. In primis, è un messaggio rivolto alla Russia. Il recente incontro fra il premier Netanyahu e il presidente Putin ha mostrato, ancora una volta, quale sia l’obiettivo dello Stato ebraico: rimuovere la possibilità che l’Iran ed Hezbollah siano in Siria. Se questo non avverrà, il governo israeliano è pronto ad alzare il tiro.

Putin è l’unico leader in grado di decidere le sorti della guerra in Siria. Ha fatto in modo che l’Isis venisse sconfitto e ha reso possibile la sopravvivenza della Siria e di Assad. Ma adesso, le pressioni per rompere con l’Iran sono molte. Ma la Russia non può né vuole abbandonare di punto in bianco un alleato prezioso come Teheran, che ha combattuto l’Isis e che rappresenta un partner fondamentale in Asia. 

In questi ultimi giorni, il Mossad ha anche rivelato come siano stati ottenuti i famosi documenti di cui parlò Netanyahu nella famosa conferenza stampa in cui mostrò ai giornalisti una presentazione al computer del presunto programma nucleare segreto iraniano.

Questa scelta dei servizi israeliani di annunciare questa notizia è un segnale che va messo in correlazione con la nascita di questa task force. L’obiettivo è far capire all’Iran che sonio pronti alla guerra. E far capire alla Russia che si aspettano un segnale inequivocabile da parte di Putin. 

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