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I festeggiamenti per l’anno nuovo (Rosh Hashanah) nella tradizione ebraica cominceranno il 20 settembre e dureranno per due giorni, anche se il periodo di vacanza legato all’avvenimento si prolungherà fino ai primi di ottobre. In questa cornice e in attesa del primo giorno del Tishrei, ovvero il primo giorno del primo mese del nuovo anno, il Dipartimento per la lotta al terrorismo ha diramato un comunicato dove viene suggerito ai cittadini israeliani di evitare di scegliere come mete per il periodo di riposo località come Giordania, Turchia e Egitto.

Questi Paesi notoriamente rientrano nella lista di chi non intrattiene buoni rapporti con il governo di Tel-Aviv, almeno non ufficiali, e l’elemento di novità che dovrebbe far riflettere infatti è che, insieme ad alcuni paesi del Medio Oriente e del nord Africa, il Dipartimento antiterrorismo abbia inserito come destinazioni ad alto rischio e quindi da evitare, anche buona parte delle capitali europee e delle maggiori città degli Stati Uniti. Nel comunicato si legge che il periodo che coincide con le vacanze ebraiche è ad alto rischio attentati e per questo, oltre ad avvertimenti generali come sconsigliare di stare troppo a lungo in luoghi pubblici particolarmente affollati, si scoraggia anche e soprattutto la permanenza in città europee.

Israele non è certo un paese che si può definire estraneo ad attacchi terroristici ed è per questo che l’invito di Tel Aviv a evitare le capitali europee dovrebbe far riflettere. Solo qualche giorno fa a Londra è stato fatto esplodere un altro ordigno rudimentale mentre a Parigi è stato accoltellato l’ennesimo soldato. Non ce ne siamo neanche accorti, ma oggi un attacco terroristico a Parigi è considerato quasi “nella norma” esattamente come ci si è da tempo assuefatti alle notizie degli attentati nella città israeliana.

I leader europei ogni qualvolta viene compiuto un attacco terroristico affermano che “non dobbiamo cambiare il nostro stile di vita, perché altrimenti la daremmo vinta a loro (gli uomini di Daesh)”, ma – se non fosse già chiaro – quando un paese come Israele sconsiglia ai suoi cittadini di viaggiare in Europa e Stati Uniti perché considerati obiettivi ad “alto rischio”, significa che lo stile di vita occidentale è destinato a cambiare radicalmente. Prima lo si accetterà e si reagirà, meglio sarà.

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