Diventa fotografo professionista con noi
Iscriviti alla masterclass

Nicosia diventa per un giorno la capitale del Mediterraneo, e probabilmente anche dell’Europa. Nell’isola di Cipro si è aperto infatti il vertice dei sette Paesi mediterranei dell’Unione europea: Italia, Francia, Cipro, Grecia, Malta, Spagna e Portogallo. Un vertice particolarmente importante, che arriva a un anno dal summit di Roma e che si pone come obiettivo quello di raggiungere un coordinamento sempre maggiore fra i Paesi europei dell’area mediterranea di fronte alle sfide che si trovano a dover affrontare.

Certo, il clima e i tempi non sono dei migliori. Il Mediterraneo ribolle di crisi annunciate, in corso o pronte ad esplodere. E l’Europa appare tutt’altro che unita, visto che Italia, Francia, Malta e Spagna in particolare hanno sul tavolo molte questioni irrisolte. E le schermaglie diplomatiche sono all’ordine del giorno: l’ultima, sui migranti, vede l’Italia dover affrontare il blocco composto da Madrid, Parigi e Berlino sul tema dell’accoglienza e dei fondi europei.

Ma a fronte di questo clima, c’è anche da capire che direzione possa intraprendere l’Europa mediterranea a fronte di sfide che in ogni caso sono un comune denominatore delle proprie agende politiche. E Nikos Anatasiades, presidente cipriota, vuole rendere Nicosia un punto di incontro per far ripartire il dialogo.

Missione non certo semplice quella del presidente di Cipro, visto che le agende sono molto diverse. La base di dialogo è quello di confrontarsi su Brexit, immigrazione ed energia. Sono questi i tre grandi temi che preoccupano i governi mediterranei. Ma se questa è la base di partenza, è altrettanto vero che gli interessi dei diversi esecutivi sono molto distanti. Ed è difficile trovare un quadro comune di riferimento. Perché se i problemi sono gli stessi, diversa (se non opposta) è la strada che si vuole intraprendere per risolverli.

L’occasione sarà comunque utile per avere degli incontri informali e ufficiali che possono essere molto utili per il futuro delle relazioni intra-mediterranee. E il fatto che Emmanuel Macron e Giuseppe Conte siano presenti al vertice può essere molto interessante visto il tono dello scontro fra Roma e Parigi nelle ultime settimane, al limite dell’incidente diplomatico.

A margine del summit, Anastasiades avrà incontri bilaterali sia con Conte che con il presidente Macron. E anche in questo caso, la sfida fra Italia e Francia sarà particolarmente sentita, dal momento che Eni e Total sono fortemente coinvolte nell’esplorazione dei fondali ciprioti. E il gas, così come il petrolio, del Mediterraneo orientale è uno dei grandi terreni di scontro ma anche di potenziale cooperazione fra il governo italiano e quello francese.

Ieri, dal Cairo, Macron ha dato una risposta molto dura, dopo giorni di silenzio, alle parole di Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Il capo dell’Eliseo ha detto che l’Italia meriterebbe governanti migliori rispetto a quelli che sono presenti oggi. Frasi che hanno ovviamente costretto Conte a una replica molto netta: “La valutazione se i leader siano più o meno all’altezza non può che essere rimessa al popolo. Gli italiani lo hanno stabilito e sono costanti in questo convincimento come dimostra il fatto che il consenso di questo governo è tra i più alti di tutti i governi europei”.

Il duello quindi è tutt’altro che interrotto. E adesso entrambi i leader affilano le armi anche in vista degli interessi che li dividono su Cipro e sul gas del Levante. L’Italia è in prima linea, molto più della Francia. Ha Eni che già lavora nelle acque cipriote e ha ottimi rapporti con l’Egitto per Zohr e con la Grecia. I giacimenti di Cipro, uniti al passaggio del gasdotto East-Med, sono fondamentali nello scacchiere del Mediterraneo orientale. E l’ha confermato anche il viaggio di Enzo Moavero Milanesi in Israele.  Il progetto è stato al centro dei colloqui con i vertici dello Stato ebraico, dal momento che il gasdotto, partendo da Israele, dovrebbe raggiungere il Sud Italia passando per Cipro, Creta e Grecia, rifornendo l’Europa di 125 miliardi di metri cubi di gas naturale entro il 2030. Un accordo fondamentale che può cambiare la politica del Mediterraneo.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.