Quando Angela Merkel andò in visita ufficiale alla Casa Bianca, l’incontro con il Presidente Donald Trump fu certamente privo di qualunque tipo di empatia, sia politica sia umana. In quell’occasione, al netto delle prese di posizione su Trump o su Merkel, il cerimoniale di The Donald fu decisamente inappropriato. L’evitare di stringere la mano ad Angela Merkel e far sedere sua figlia Ivanka vicino alla Cancelliera, pur non avendo alcuna funzione ufficiale né titolo politico, hanno rappresentato due cadute di stile che hanno rappresentato l’emblema dei rapporti pessimi fra i due leader.È stato probabilmente quello il momento in cui Angela Merkel ha compreso per la prima volta l’importanza della figlia di Trump, e soprattutto la possibilità che aveva per utilizzarla come tramite, come interlocutore dentro lo Studio Ovale, o (perché no?) anche per delegittimare la politica del presidente degli USA. E così Angel Merkel invitò Ivanka Trump-Kushner al vertice Woman20 che si è tenuto ieri a Berlino. Un incontro che doveva rappresentare la riunione tra la società civile e il G-20sul ruolo della donna nel mondo.Se però doveva essere un test per vedere crollare Ivanka Trump, Angela Merkel si è dovuta arrendere all’evidenza. La figlia di The Donald si è, infatti, comportata come una vera e propria diplomatica, una degna rappresentante degli Stati Uniti in territorio straniero. Ha parlato da pari a pari con Christine Lagarde, con la regina d’Olanda, con Angela Merkel, così come con il ministro canadese Anne Finucane. Ivanka Trump era perfettamente padrona della situazione, destando anche molta sorpresa fra coloro che non vedevano l’ora di colpire la figlia del presidente tacciandola di arrivismo o di arroganza.I media statunitensi hanno sottolineato come, proprio per evitare questo, Ivanka abbia deciso di andare a Berlino con una preparazione degna di un diplomatico. Ha utilizzato i rapporti della McKinsey & Co. sul ruolo delle donne nel mondo, ed ha sostenuto le sue tesi riguardo all’importanza della donna ma che bisogna anche comprendere la singola cultura del Paese di riferimento. Una risposta intelligente che dimostra molta più capacità di analisi di quanti parlano del ruolo femminile senza comprendere il substrato culturale ed etnico in cui si manifesta questo ruolo.Ed ha dato una lezione anche a chi voleva farla cadere sul fatto che il padre sia tacciato di maschilismo. Ad una domanda su quanto segua o no le politiche del padre, Ivanka ha dato una riposta degna di una politica che vuole entrare a far parte della classe dirigente degli States, dicendo che è prima d tutto una donna autonoma, una madre, e un’imprenditrice e che quindi pensa da sola, ma che condivide quanto dice il Presidente. Una risposta precisa che ha suscitato il sostegno della platea.Trump ha telefonato una Merkel alla vigilia della celebrazione del W20: la quarta telefonata dopo la visita del Cancelliere alla Casa Bianca. Dalla conversazione non è trapelato nulla. Ma è chiaro che tra telefonate e l’invito ad Ivanka, c’è di mezzo tutta la volontà della Merkel di portare il presidente degli Stati Uniti a più miti consigli. E facendo ciò, non è stata esente da molte critiche arrivate da più parti politiche in Germania, in particolare da sinistra, dove è stato più volte ricordato che Ivanka rappresenti una fusione tra potere economico e politico che non può essere il simbolo dell’emancipazione femminile nel mondo, ma il frutto di un business di famiglia.Ma Ivanka non ha battuto ciglio. Mentre era in Germania, ha avuto un colloquio con l’ambasciatore americano a Berlino, ha visitato una fabbrica Siemens, ed ha reso omaggio al memoriale dell’Olocausto, ricordando a tutti la sua conversione all’ebraismo nel 2009 per sposare Jared Kushner. Tutte azioni che hanno dimostrato, ancora una volta, come Ivanka Trump si stia sempre di più trasformando da figlia del presidente a vera e propria arma della diplomazia di Donald Trump

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