John Delaney è stato il primo esponente democratico ad annunciare la sua partecipazione alle primarie. Lo ha fatto addirittura nell’estate del 2017.

La sua discesa in campo è passata in sordina, ma non per questo va sottovalutato l’immaginario kennediano che il cinquantacinquenne sta provando a utilizzare, di nuovo, per convincere con la nostalgia il cuore degli americani. IlGuardian, che ha evidenziato pure questo tentativo di “fare il Kennedy”, lo chiama il “Don Chisciotte” degli asinelli. Quella del deputato del Maryland, in effetti, è una lotta contro i mulini a vento

Gli avversari contro cui dovrà vedersela sono più grandi di lui. Come può il figlio di un elettricista del New Jersey, che è stato eletto in un collegio dove il suo partito vince senza alcuno sforzo, battere gente come Joe Biden o Bernie Sanders? Come può organizzare una macchina elettorale in grado di competere con quella di chi è stato vicepresidente degli Stati Uniti d’America? Ma gli States, lo sappiamo anche noi italiani, sono il Paese delle possibilità. Lo sanno bene pure gli analisti che avevano escluso la possibilità che Donald Trump rappresentasse qualcosa di serio quando si è candidato alle primarie repubblicane. Politicamente, non si può dare nessuno per morto. 

Delaney, tenendo conto dei ventiquattro potenziali candidati democratici di cui si parla, cercherà di rappresentare leistanze moderate. Si contenderà l’elettorato con Joe Biden e con chi, tra i competitor non appartenenti alla corrente socialista, deciderà di prendere parte alla contesa. Non dovrebbe fare una brutta figura. Almeno non durante i primi turni delle primarie. Soprattutto perché si è già recato in Iowa e in New Hampshire, i primi due Stati interessati dal voto, una ventina di volte. La corsa per la selezione del candidato di un partito alla Casa Bianca procede per il tramite di una progressiva scrematura, ma John dovrebbe tenere botta per i primi mesi. 

Tutto, come anticipato, ruota attorno a Biden. Così come tutto, per parte socialisteggiante, ruota attorno a Bernie Sanders. Quando i papabili più accreditati comunicheranno la loro scelta, sarà possibile iniziare a fare qualche previsione. Sino ad allora è tendenzialmente inutile. Alcune fonti americane, intanto, riportano una voce che potrebbe giocare a favore del deputato del Maryland: Barack Obama, che da mesi usa incontrare i potenziali candidati nel suo studio di Washington, avrebbe privatamente comunicato a Beto O’Rourke che il suo endorsement lo riguarderà. 

Se la notizia venisse confermata, svelerebbe come Obama abbia abbandonato la barca di Biden prima del tempo. E l’anziano esponente democratico potrebbe optare per starsene a casa. John Delaney, in caso, può riporre una bottiglia in frigo: non vincerebbe comunque, escludendo enormi sorprese, ma la sua candidatura acquisirebbe un significato inaspettato nella parte di campo occupata dai moderati. 

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