Il 9 maggio, la Guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei pubblica un tweet in cui scrive una frase molto importante, come conferma anche oggi il Washington Post.

A few days ago Trump wrote a letter to leaders of #PersianGulf states, which was revealed to us. He wrote: “I spent $7 trillion and you must do something in return.” The U.S. wants to own humiliated slaves.

— Khamenei.ir (@khamenei_ir) 9 maggio 2018

La Guida suprema dell’Iran ha pubblicato questa frase subito dopo l’annuncio del ritiro degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare iraniano. Una frase importante, in cui il leader di Teheran informa che non solo l’intelligence del suo Paese ha ottenutouna missiva segreta degli Usa ai suoi alleati del Golfo Persico, ma anche quale sia la strategia americana in tutto il Medio Oriente.

Donald Trump, stando a quanto rivelato, avrebbe scritto una missiva a Qatar, Arabia Saudita ed Emirati contenente questa frase: “Ho speso sette trilioni di dollari e voi dovete fare qualcosa in cambio”. La Casa Bianca non conferma. E non lo ha fatto nemmeno il Consiglio per la sicurezza nazionale presieduto dal falco anti-Iran John Bolton.  Ma un funzionario dell’amministrazione americana, che ha richiesto naturalmente l’anonimato, ha confermato al giornale di Washington che un paio di settimane fa è stato effettivamente inviato un messaggio di quel genere agli alleati del Golfo.

La missiva contiene di fatto la linea tracciata da Trump per la regione mediorientale. E non è una novità in termini assoluti. Da sempre il presidente Usa chiede ai suoi alleati di fare di più e che gli Stati Uniti hanno già fatto molto senza aver ottenuto nulla in cambio. L’idea della coalizione araba che sostituisca le forze armate americane in Siria, rientra perfettamente in quest’ottica verso un maggiore impegno degli alleati nel conflitto che dal 2011 devasta il popolo siriano.

Ma c’è dell’altro, in  quella lettera. In base alle informazioni raccolte dalla stampa, il presidente Usa avrebbe chiesto alle monarchie del Golfo di risolvere la disputa tra il Qatar, e  il blocco composto da Arabia Saudita, Bahrain, Emirati ed Egitto. E su questo punto, esisterebbe, a detta delle fonti del Wp, una crepa nei rapporti fra Riad e Washington. I sauditi pare abbiano respinto con forza le pressioni americane sul dossier Qatar. E questo è un fattore di non poco conto nello scacchiere mediorientale.

Ma com’è arrivata questa lettere all’ayatollah Khamenei? Secondo Theodore Karasik, consigliere di Gulf State Analytics, non è detto che sia frutto dell’intelligence iraniana. Potrebbero essere state anche diplomazie o servizi stranieri a inoltrare questa missiva. Il ventaglio dei Paesi coinvolti varia dal Kuwait alla Giordania, ma anche lo stesso Qatar o l’Oman, prezioso alleato iraniano nel Golfo e recentemente visitato da alti funzionari di Teheran. Ultima ipotesi, da non sottovalutare, che ci sia la mano della Russia.

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