La talpa della Cia, il “whisteblower” che ha presentato la denuncia dopo la conversazione telefonica del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, dando di fatto avvio alla procedura di impeachment, ha consultato il comitato di intelligence della Camera prima di procedere. Il presidente del comitato è il democratico Adam Schiff, che dunque era a conoscenza della denuncia del “whisteblower” contro il presidente Donald Trump prima che fosse resa pubblica. A renderlo noto è il New York Times.

“Come altri whistleblower prima di lui, sia con commissioni a guida democratica e sia a guida repubblicana, la talpa ha contattato la commissione per indicazioni su come riportate possibili abusi nell’ambito della giurisdizione della comunità dell’intelligence”, ha spiegato al Nyt un portavoce di Schiff, Patrick Boland. Non la vede così il presidente Donald Trump, che ieri, in conferenza stampa con il presidente finlandese Sauli Niinistö, ha dato spettacolo. “Non riesco a credere che lo abbia scritto il New York Times – ha spiegato Trump – è una frode”. Trump ha accusato il presidente della commissione Intelligence della Camera di aver “aiutato” la talpa del Kievgate “a scrivere” la denuncia al centro dell’inchiesta sull’impeachment. “Penso sia uno scandalo che sapessero in anticipo – ha tuonato Trump dallo Studio Ovale – e faccio un passo oltre. Penso che probabilmente lui (Schiff) abbia aiutato a scriverla”, ha accusato il presidente.

Smentita la versione di Adam Schiff

La notizia del New York Times ha fornito un assist incredibile al presidente Trump e al suo staff. Ma c’è un un altro dato di fatto da tenere presente: Adam Schiff ha mentito. Intervistato dalla Msnbc il 17 settembre, Schiff disse di “non aver mai parlato” con la talpa della Cia. “Non abbiamo parlato direttamente con l’informatore. Vorremmo. Ma sono sicuro che il whistleblower teme di non essere stato informato, come la legge richiede, dall’ispettore generale o dal direttore dell’intelligence nazionale su come comunicare con il Congresso. Quindi il rischio per l’informatore è la ritorsione. L’informatore sarà protetto ai sensi dello statuto se gli uffici che dovrebbero venire in suo aiuto non sono disposti a farlo. Ma sì, ci piacerebbe parlare direttamente con l’informatore”.

“La legge federale afferma esplicitamente che gli informatori della comunità dell’intelligence devono formalmente passare attraverso l’Icig [ispettore generale della comunità dell’intelligence] prima di contattare il Congresso”, ha spiegato Sean Davis, sollevando dubbi sull’operato di Schiff. Il repubblicano Devin Nunes aggiunge che il deputato Schiff “ha nascosto queste informazioni al popolo americano” e persino al comitato di intelligence della Camera. “Alla luce di questa notizia, è difficile vedere l’impeachment come qualcosa di diverso da una farsa orchestrata”. Altre fonti del Gop hanno riferito a Fox News che lo sviluppo è stato inquietante e ha minato l’integrità dell’indagine di impeachment in corso da parte dei democratici.

I dubbi sulla versione di Joe Biden

Secondo il giornalista investigativo John Solomon, sulla vicenda Kievgate a “scricchiolare” è la versione di Joe Biden. Su The Hill Solomon racconta di centinaia di pagine di memo finora mai pubblicati sinora sulla questione Ucraina che sconfesserebbero proprio la versione dell’ex vicepresidente e candidato alle primarie del Partito democratico. 

Joe Biden ha sempre affermato di aver fatto pressioni per ottenere il licenziamento dell’ex procuratore Generale ucraino, Viktor Shokin, in quanto corrotto e dunque non per l’indagine sulla Burisma Holdings, la società energetica ucraina in cui lavorava suo figlio, Hunter Biden. Come ricostruisce Solomon, i rappresentanti legali americani di Burisma hanno incontrato funzionari ucraini pochi giorni dopo che Biden ha forzato il licenziamento del procuratore capo del Paese e presentato le loro “scuse per la diffusione di informazioni false da parte di rappresentanti e personaggi pubblici statunitensi” sui procuratori ucraini, secondo una nota ufficiale. Inoltre, il team americano di Burisma si è offerto di presentare i pubblici ministeri ucraini ai funzionari dell’amministrazione Obama per fare ammenda, secondo un memo con le e-mail interne del team legale americano. Pertanto, secondo John Solomon, sorgono alcune domande: se il licenziamento del procuratore generale avvenne per corruzione, perché il team legale della Burisma avrebbe definito le accuse come false?

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