Donald Trump e Kim Jong-un sono pronti a incontrasi per la seconda volta. La notizia era nell’aria ma adesso arrivano conferme concrete. C’è la volontà da entrambe le parti di organizzare un nuovo faccia a faccia per risolvere questioni spinose rimaste in sospeso da troppi anni, come la denuclearizzazione della penisola coreana e lo stop delle sanzioni statunitensi nei confronti di Pyongyang.

La diplomazia a lavoro

Già da diversi giorni i due paesi sono a lavoro per preparare il nuovo meeting. Membri del governo americano e nordcoreano si sono recentemente incontrati in Vietnam, ad Hanoi, e c’è chi ipotizza che sia proprio questo paese il luogo in cui avverrà il secondo, storico incontro. Il Vietnam ha relazioni diplomatiche sia con gli Stati Uniti che con la Corea del Nord, e quest’ultima ha anche un’ambasciata in loco. Come se non bastasse la scelta del Vietnam avrebbe anche un significato simbolico: un paese comunista che ha (e sta) gradualmente riformando la propria economia, proprio come potrebbe farlo in futuro la Corea del Nord.

Il secondo vertice

Sei mesi dopo il faccia a faccia di Singapore in molti sono concordi nel ritenere che poco o niente è cambiato in merito alla situazione nordcoreana. In realtà qualche progresso c’è stato: Pyongyang non ha più effettuato test nucleari e i dialoghi tra Corea del Nord e Stati Uniti proseguono a gonfie vele. Le promesse sono però fin qui state vaghe. Per arrivare alla svolta serve un deciso cambio di rotta da entrambe le parti.

Le richieste di Washington e Pyongyang

Ma chi chiede cosa? Gli Stati Uniti puntano alla completa denuclearizzazione della Corea. Questo, per Kim Jong Un, vorrebbe dire sacrificare la bomba atomica. Lo strumento che per anni ha rappresentato una sorta di sicurezza sulla vita del paese. Il Presidente nordcoreano è apparso disponibile a incontrare Trump, ma difficilmente acconsentirà a una simile richiesta. La Corea del Nord aspira ad avere buone relazione con gli Stati Uniti. Per farlo, chiede lo stop alle sanzioni che per anni hanno strangolato l’economia nordcoreana.

Quel compromesso necessario

Per uscire da un simile enigma gli Stati Uniti dovrebbero fare delle concessioni alla Corea del Nord. Trump potrebbe riconoscere Pyongyang potenza nucleare. Oppure chiedere al governo nordcoreano di rimuovere i missili intercontinentali, quelli capaci di raggiungere le coste statunitensi. Quest’ultimo caso sarebbe un buon compromesso per entrambi. Il presupposto che porterebbe Washington ad allentare gradualmente le sanzioni per consentire a Pyongyang di applicare eventuali riforme all’economia. Sia Kim che Trump dovranno rinunciare a qualcosa se vorranno davvero tessere una relazione di pace duratura.

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