Per alcuni è una minaccia per la sicurezza nazionale, per altri un mezzo subdolo che consentirà alla Cina di spiare i Paesi di mezzo mondo. Il 5G a trazione cinese deve ancora essere implementato in gran parte del pianeta, molti governi non hanno alcuna intenzione di accogliere questa tecnologia sul loro territorio e c’è chi deve scegliere se farlo, al caro prezzo di compromettere i rapporti con gli Stati Uniti. Eppure, in mezzo a mille polemiche, Pechino guarda già al futuro, dal momento che il Dragone ha già iniziato a sviluppare il 6G. Come ha annunciato il vice ministro del ministero della Scienza e della Tecnologia, Wang Xi, il Dragone ha lanciato ufficialmente le attività di ricerca e sviluppo necessarie per la realizzazione delle reti mobili di sesta generazione. Bisogna sottolineare come la Cina abbia da attivato le reti 5G da pochissimo, precisamente dall’inizio di questo mese, con il chiaro obiettivo di lanciare un programma iniziale per il 2020. I tre operatori statali, ovvero China Mobile, China Unicom e China Telecom, hanno commercializzato i loro pacchetti per consentire ai consumatori di usufruire dei servizi supportati dalle reti 5G: i piani tariffari partono da poco più di 16 euro al mese per 30 Gb di traffico.

Il piano della Cina

In altre parole, la tecnologia 5G è ancora agli inizi, e la maggior parte del mondo attinge ancora alle reti 4G. Ma il Partito comunista cinese ha già ben chiari i prossimi passi da fare, anche se Wang Xi ha spiegato come “il percorso tecnico” non sia ancora chiaro e che “gli indicatori chiave e gli scenari applicativi” non sono ancora “stati standardizzati e definiti”. In ogni caso, ha concluso il viceministro “In questo periodo critico di sviluppo nazionale dobbiamo attribuire grande importanza allo sviluppo del 6G, coordinarne la pianificazione, promuoverlo con efficienza e aprirsi all’innovazione in questo settore”. La notizia è arrivata fino agli Stati Uniti, dove Donald Trump ha risposto con un tweet dei suoi: “Io voglio la tecnologia 5G, e anche 6G per gli Stati Uniti il prima possibile. Non c’è alcuna ragione per cui dovremmo rimanere indietro”. Tuttavia, ascoltando il parere di numerosi esperti, Pechino al momento è un passo avanti rispetto a Washington.

La fase iniziale del 6G

Secondo quanto riportato dalla nota pubblicata dallo stesso ministero della Scienza e della Tecnologia, la Cina istituirà due gruppi di lavoro per svolgere il compito di sviluppare il 6G. Il primo sarà formato da dipartimenti governativi competenti che dovranno promuovere le modalità di ricerca e sviluppo della rete di sesta generazione; il secondo includerà 37 università, istituti di ricerca e imprese che dovranno offrire consulenza tecnica e implementazione sul campo. Se il 5G si riferisce a quelle reti mobili capaci di offrire dati super veloci, in grado di attivare tecnologie del futuro, come le automobili senza conducente e la realtà virtuale, cosa potrà mai fare il 6G? Ancora non lo sappiamo, ma la Cina ritiene che sia un tassello fondamentale per rafforzare ulteriormente il settore tecnologico del Paese. Dunque, meglio mettersi al lavoro per non perdere troppo tempo.

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