All’indomani dell’intervista bomba dei duchi di Sussex alla Cbs, che ha scosso profondamente la monarchia britannica e spaccato politica e opinione pubblica, l’ex Segretario di stato ed ex First Layd Hillary Clinton scende in campo per Meghan Markle. Poteva forse farsi sfuggire l’occasione di sostenere l’icona progressista del momento? Certo che no. E infatti Hillary, un tempo innamorata della casa reale britannica e di Lady Diana, ora volta le spalle ala Regina e prende le parti della duchessa di Sussex e attrice americana, moglie, dal 19 maggio 2018, del principe Henry. “E’ stato straziante vederli seduti lì a descrivere come sia stato difficile essere accettati, non solo all’interno della famiglia reale, ma in modo ancora più doloroso dalla più ampia società la cui narrativa è imposta da tabloid che vivono nel passato” osserva Hillary Clinton, commentando l’intervista clamorosa rilasciata a Oprah Winfrey da Meghan ed Harry.

 “Vergogna i tabloid inglesi”

In un evento live del Washington Post, riporta l’agenzia Agi, Hillary Clinton sottolinea in particolare la ferocia dei tabloid britannici, che lei stessa, sia da First lady che da candidata alla Casa Bianca, ha sperimentato. E, ricordando di aver conosciuto la madre di Harry, Lady Diana, Clinton ha lodato il coraggio della Duchessa del Sussex, che anche l’ex Segretario di Stato ha avuto modo di conoscere. “Sapete ho avuto i miei problemi con i tabloid britannici, come tutte le persone in una posizione pubblica – ha detto – e la loro crudeltà nell’attaccare Meghan è stata così vergognosa, ed il fatto che lei non abbia avuto alcun sostegno e la reazione fosse ‘copriamo tutto, facciamo finta che non sia successo nulla, tieni solo la testa bassa”. “Ma – ha concluso Clinton – questa giovane donna non è rimasta in silenzio, sapete è il 2021, e lei ha voluto avere la propria vita, essere impegnata a pieno ed aveva tutti il diritto a farlo”.

Clinton e Meghan, amiche per la pelle

Per Hillary Clinton è sempre colpa degli altri: un giorno sono le fake news e gli hacker russi, un altro i tabloid britannici. Il solito vittimismo al servizio di una retorica oramai trita e ritrita contro chiunque osi criticarla. Il sospetto è che l’ex First Lady stia cavalcando l’intervista di Meghan Markle per provare a tirare acqua al suo mulino e tentare di beneficiarne in termini d’immagine, con Meghan che ha assunto il ruolo di idolo dei progressisti, soprattutto negli Usa, contro la cattiva e conservatrice casa reale britannica. Non è peraltro la prima volta che Hillary scende in campo per la duchessa di Sussex: nel 2019, in un’intervista rilasciata al Time, l’ex Segretario di stato Usa ammise di essere “una grande fan di Meghan”. È inspiegabile, affermava, “il trattamento che sta ricevendo dalla stampa inglese”. Sempre nel 2019, si tenne un incontro segreto fra Meghan e Clinton, presso l’abitazione della duchessa a Frogomore Cottage. In un’intervista rilasciata in quel periodo, a proposito di Meghan, disse: “Avrei voglia di abbracciarla. Come madre voglio farle sentire la mia presenza. Voglio dirle di non cedere, di non lasciare che questi bad guy la schiaccino. Di andare avanti, di fare quello che lei pensa si giusto e basta”.

Nel suo discorso del 2015 come rappresentante delle Nazioni Unite, Meghan Markle descrisse la sua lotta per l’uguaglianza di genere alla tenera età di 11 anni. Raccontò che, dopo aver visto una pubblicità che suggeriva solo alle donne di lavare i piatti, prese carta e penna e scrisse direttamente alla First Lady dell’epoca: Hillary Clinton. Non poteva sapere che il destino delle due donne – icone del progressismo globale – si sarebbe anni dopo incrociato…

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.