La crisi diplomatica tra gli Stati del Golfo e il Qatar potrebbe aver portato dei benefici all’amministrazione americana. È in atto dallo scorso giugno un boicottaggio da parte di tutti gli Stati del Golfo contro l’Emirato del Qatar. La coalizione guidata dai sauditi ha accusato il Qatar di essere un elemento di destabilizzazione della regione per i suoi rapporti con l’Iran e per il suo appoggio ai Fratelli Musulmani. Un’organizzazione che soprattutto in Arabia Saudita ed Egitto ha dato filo da torcere ai governanti.

Per il Qatar crisi e isolamento

Gli Stati del Golfo per rappresaglia hanno così deciso di recidere tutti i collegamenti diplomatici, economici e dei trasporti, nonché l’accesso alle derrate alimentari e al petrolio per l’emirato del Qatar. Misure che hanno gettato un certo scompiglio all’interno dell’economia qatariota. Riportava Bloomberg che l’Autorità qatariota degli Investimenti si è trovata costretta a riversare 40 miliardi di dollari nell’economia, su un totale di 340 miliardi di dollari presenti nel fondo dell’Emirato. Qualora il boicottaggio dovesse continuare il Qatar potrebbe dunque peggiorare ulteriormente questo trend.

Oltre a pescare dalle riserve di Stato, l’Emirato potrebbe, come riporta sempre Bloomberg, iniziare a vendere quote di holding detenute all’estero. Si parla di quote in Volkswagen, Siemens, Barclays, Royal Dutch Sell, Suisse Group e Tiffany. Una svendita che unita al crollo del prezzo del petrolio porterebbe ad un crollo dell’economia qatariota e ad una sua regressione sino ai livelli registrati nel 1995. Questa situazione di potenziale crisi e instabilità potrebbe in realtà regalare soddisfazioni agli Stati Uniti sia economicamente che geopoliticamente.

La competizione tra Qatar e Arabia Saudita

Da un punto di vista economico è sempre tra le pagine di Bloomberg che è possibile leggere come “se c’è un vincitore in questa vicenda (crisi del Qatar), è probabilmente il presidente americano Donald Trump”. Perchè? In pratica questa nuova rivalità nel Golfo potrebbe creare una sorta di concorrenza con conseguente “corsa agli investimenti nelle infrastrutture americane”. Sia l’Arabia Saudita che il Qatar sono infatti influenzate dal pensiero che il “Buy American” sia la strategia migliore per sviluppare le rispettive economie. Una corsa competitiva confermata da Christopher Davidson, esperto di Medio Oriente, secondo cui lo stesso principio potrebbe venir applicato all’industria militare.

L’Europa si allontana dagli Stati del Golfo

Se su un piano economico gli USA potrebbero dunque beneficiare di un gioco al rialzo, da un punto di vista politico hanno forse ottenuto un successo più grande. Il recente viaggio dell’Emiro Tamim prima in Turchia e poi in Germania potrebbe aver avvicinato il Qatar verso l’Europa, come confermato dal portale businessinsider. Un evento che inasprirebbe le relazioni tra il Vecchio Continente e gli Stati del Golfo. In realtà a conferma di ciò sono già arrivati alcuni segnali.

Alcune delle più lussuose catene di hotel londinesi che lavorano in Qatar sono già finite nella “black list” di tutti gli Stati del Golfo e lo stesso marchio italiano “Prada” è stato descritto come portatore di “tensione geopolitca” per il suo sviluppato mercato qatariota. A rimarcare questa lieve tensione si deve aggiungere il recente annuncio dell’Arabia Saudita di voler creare un hub d’informazione che contrasti la stampa negativa che l’Europa fa del regno saudita.

Gli Stati Uniti ora dominano la regione

Se l’Europa è sul punto di perdere la partnership con gli Stati del Golfo, gli USA sono invece pronti a diventare padroni assoluti della regione. Attraverso un’astuta e smaliziata politica diplomatica, gli Stati Uniti sono assurti al ruolo di mediatori della crisi con il Qatar, come è anche stato dichiarato da Trump qualche giorno fa. Assumendo una posizione di neutralità attiva, con l’obiettivo, proclamato fin da subito, di voler risolvere questo contenzioso, gli Stati Uniti hanno potuto mantenere le relazioni con entrambe le parti, senza che questo potesse recare tensioni.

La Casa Bianca ha così potuto mantenere aperta e operativa la base militare di al-Uldeid in Qatar, la più grande della Regione. Con un Europa ancora più debole gli Stati Uniti ora hanno il pieno controllo della zona. Inoltre la scelta di mantenere le relazioni con il Qatar può permettere all’amministrazione Trump di sottrarre l’Emirato dall’influenza di Teheran, rendendo ancora più aspro il suo isolamento.

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