Il mondo finanziario ha scritto un epicedio per Theresa May, dichiarandone così la sua fine politica. Più che di condanna sembra quasi constatazione di decesso, quella fatta da Bloomberg e altri media europei nei confronti dell’ancora premier britannico.

Contestazione e colpi di tosse per affondare Theresa May

Lo spunto è arrivato dal recente congresso del partito britannico dei tories. Durante questo incontro la leader Theresa May ha tenuto un discorso, ritenuto dai più come simbolo della sua fine politica. Theresa May è stata oggetto di scherno da parte di un contestatore. Quest’ultimo avrebbe infatti consegnato il modulo P45 (quello di licenziamento) alla premier. Dopo quest’interruzione, superata per altro senza imbarazzo da parte di Theresa May, la stessa è stata colpita da un irrefrenabile attacco di tosse. La sventurata leader dei tories ha così dovuto lottare strenuamente con i colpi di tosse fino alla fine del discorso, che comunque è riuscita a terminare.

Per Repubblica e The Guardian tutto questo non è stato altro che un “imbarazzante spettacolo di debolezza fisica”, mentre la Bbc, non più docile, asserisce che gli applausi del pubblico erano più per “compassione” che per reale entusiasmo. Ecco dunque che qualche colpo di tosse può trasformarsi senza difficoltà in efficace strumento di attacco politico. E dare il via così a improbabili paragoni tra la debolezza fisica di Theresa May e quella del suo partito.

I quattro scenari proposti da Bloomberg

A concludere questa spietata diagnosi mediatica ci ha pensato poi Bloomberg. Sulle pagine del quotidiano finanziario americano è infatti uscito un editoriale che suggerisce quattro possibili scenari per l’avvenire della Gran Bretagna. In nessuno di questi si può ravvisare un futuro sereno per l’attuale Primo Ministro di Downing Street. Lo scenario uno ha come titolo “May clings on”, che letteralmente significa “May si aggrappa”. In questa prima ipotesi il giornalista di Bloomberg si immagina una Theresa May che, contro il volere di tutti, rimane aggrappata al ruolo di Premier.

Questo è per l’appunto lo “scenario peggiore” secondo Bloomberg, perché la May non avrebbe più consenso né in casa propria e nemmeno a Bruxelles, per la trattativa del Brexit. I rappresentanti Ue non sarebbero infatti pronti a fare concessioni verso un Governo che potrebbe cadere da un momento all’altro. Una situazione che scombussolerebbe anche gli stessi mercati. È meglio per tutti che Theresa May si dimetta, sembra voler scrivere l’editorialista di Bloomberg.

Le dimissioni di Theresa May sono l’unica soluzione auspicata

Il secondo scenario proposto vede infatti le dimissioni del Premier britannico e una conseguente battaglia politica per la sua successione. Un’instabilità che provocherebbe un (altro) crollo del valore della sterlina. Il terzo scenario è invece quello preferito da Bloomberg. In esso sarebbe l’attuale Segretario di Stato per l’uscita dall’Ue, David Davis, a prendere il posto di Theresa May.

Il pragmatismo di quest’ultimo, unito al fatto che verrebbero così accentrate nella stessa persone le decisioni sul Brexit e il Governo della Gran Bretagna, placherebbe i mercati e porterebbe ad una certa stabilità. L’ultimo scenario è quello più radicale e vede una profonda crisi politica nei tories e il richiamo generale alle urne per i britannici. Le nuove elezioni, secondo gli attuali sondaggi, vedrebbero una vittoria dei laburisti con Jeremy Corbyn alla loro guida. Un esito accolto con favore da Bruxelles per la visione “soft” del Brexit da parte dei laburisti. D’altra parte Corbyn è invece detestato dal mondo finanziario per il suo programma di nazionalizzazione.

Tosse, contestazioni e terrorismo psicologico per far cadere i tories

Le previsioni di Bloomberg per quanto possano sembrare verosimili, sono eccessivamente mirate a gettare discredito nel partito dei tories e nella sua attuale leadership. Se è vero infatti che i conservatori hanno perso conensi alle ultime elezioni, è anche vero che non ci sono ancora le condizioni perché si possano indire elezioni generali in Gran Bretagna.

Inoltre la tanto pubblicizzata spaccatura all’interno dei tories potrebbe essere meno evidente di come viene dipinta. Boris Johnson, Segretario per gli Affari Esteri, è stato indicato come possibile successore di Theresa May. Lo stesso starebbe, secondo i media, addirittura pianificando proprio la sostituzione della Premier. Un’accusa smentita dalle recenti parole del diretto interessato, che proprio durante la conferenza dei tories ha ribadito il suo pieno sostegno alla leader britannica. Il partito conservatore britannico è in una fase delicata di stallo, ma pensare che i colpi di tosse di Theresa May ne rappresentino la fine politica è alquanto esagerato. 

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