Capacità nucleare e la possibilità di operare a bordo delle portaerei. Sono questi i requisiti “chiave” che i funzionari della difesa francese esigono dal super caccia europeo che stanno sviluppando in collaborazione con la Germania – aprendo un nuovo scenario di conflitto con il partner che potrebbe far abortire il progetto sul nascere.

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Il caccia di sesta generazione che costituirà il nerbo delle forze aeree di Francia e Germania dovrà possedere queste due capacità “indispensabili” secondo i vertici di Parigi; capacità che lo porterebbero sempre più vicino ad essere l’omologo europeo dell’F-35.

“La Francia ha una politica specifica sulla deterrenza”, ha affermato il generale Jean-Pascal Breton, capo francese del Future Combat Air System (FCAS), durante una recente conferenza tenutasi a Berlino. “Ecco perché non vogliamo che nessun paese ci imponga il da farsi”. Questo contrasto di carattere “politico” potrebbe essere ennesimo motivo di scontro con il partner tedesco che si è già dimostrato in grave disaccordo con la politica di esportazione di questa nuova arma.

Ad oggi la Francia – unica potenza europea con armi nucleari “proprie” (oltre al Regno Unito) – può contare sulla deterrenza strategica dei missili da crociera ASMP con testate nucleari realizzati da MBDA. I vettori aerei capaci di lanciare questo missile sono versioni speciali dei caccia Rafale e Mirage, aeromobili che il nuovo super caccia ambisce a sostituire. Le indiscrezioni riguardo l’interesse di Parigi nel varare una nuova portaerei nucleare di ultima generazione spiega poi la necessità di una versione navalizzata del nuovo caccia, che lo vedrebbe impegnato in prima linea come principale vettore imbarcato.

I funzionari della difesa francese inoltre hanno annunciato il desiderio che il nuovo vettore possa “dialogare” con i nuovi droni da combattimento che sta sviluppando in collaborazione con il Regno Unito, in vista della strategia dello “sciame di droni” che supporterebbero il caccia leader.

Per parte sua la Germania, al centro di una crisi politica che suggerisce un cambio di passo che potrebbe riguardare anche la linea Difesa, sembra non avere interesse per questi requisiti chiave sollevando l’ennesima divergenza sul programma. La Germania, che non possiede e non ha nei suoi programmi il varo di alcuna portaerei e che non possiede una propria deterrenza nucleare, spera in un programma che contempli un’architettura modulare del vettore, e che così facendo non precluda un futuro già fortemente a rischio.

Il generale Gerald Funke, capo della forza aerea tedesca per il progetto FCAS, ha equiparato la configurazione ideale del vettore a quella che si potrebbe pianificare per uno “smartphone” : l’hardware è in gran parte lo stesso, sono le “app” intercambiabili a forniscono ai fruitori le capacità richieste. Attualmente sembra che il programma si stia basando su quattro varianti base per l’FCAS, mirando a raggiungere un accordo su una strategia comune entro il 2020, la costruzione di una piattaforma dimostrativa nel 2025 o il 2026, la selezione delle specifiche di progettazione nel 2030, e la messa in produzione e l’operatività sul campo nel 2040.

Se un accordo non venisse trovato e le divergenze tra i due paesi partner si facessero sempre più nette, i francesi potrebbero imboccare un’altra via e accogliere nel programma, o condividere un nuovo programma, con il Regno Unito, che, dopo l’acquisizione degli F-35 dagli Stati Uniti, ha presentato il progetto di un super caccia di sesta generazione che sotto l’effige della Union Jack faccia la differenza nell’aria. Il “Tempest“. Le capacità e le brame condivise dalle due potenze della regione europea potrebbero coincidere al punto di creare un nuovo asse negli armamenti.

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