I progressisti svedesi hanno sbagliato tutto. La loro miopia ha portato la Svezia sull’orlo del baratro e la destra locale ha avuto la strada spianata per conquistare i tanti (ex) elettori di sinistra scontenti di un agenda così folle e suicida. È questa, in sostanza, l’analisi di Nils Littorin, dissidente del Kommunistiska Partiet (Kp), cioè del Partito Comunista svedese, uno dei due schieramenti di estrema sinistra presenti in Svezia assieme allo Sveriges Kommunistiska Parti (il Partito comunista di Svezia). Eppure il clima è saturo e il Kp sta per andare incontro a una inevitabile scissione. Già, perché le classiche battaglie politiche progressiste – dall’uguaglianza Lgbt all’accoglienza, dal multiculturalismo all’idolatria delle organizzazioni non governative passando per lotta al cambiamento climatico secondo i dettami di Greta Thunberg – servono ormai soltanto ad attirare esponenti della classe medio-alta. Non certo i lavoratori, traditi dai loro protettori naturali. A un certo punto, di fronte a una situazione paradossale e insostenibile, Littorin ha aperto gli occhi e detto basta: “Basta con Greta, Ong e gay. La sinistra torni a fare la sinistra”.

Una rottura inevitabile

Il punto centrato da Littorin è quello che ci consente di analizzare una situazione riscontrabile nella maggior parte dei Paesi del mondo. Per quale motivo la destra prende i voti dalla classe lavoratrice? In altre parole, perché i sovranisti sono diventati il partito di riferimento degli operai, gli stessi che un tempo erano ferventi comunisti? La spiegazione è semplice: i progressisti odierni hanno tradito la loro missione e portano avanti battaglie che non interessano minimamente al loro elettorato di riferimento. E questo è proprio quello che è successo in Svezia, dove la presa di coscienza di una parte della sinistra ha provocato un’inevitabile braccio di ferro tra la “sinistra pura e dura” e la “sinistra dei fighetti”. Quest’ultima, abituata a difendere ogni minoranza tranne quella dei lavoratori, è stata accusata da Littorin di essere la causa principale dell’avanzata della destra. A Malmo la sezione locale del Kp si è ribellata al politicamente corretto e, per bocca del solito Littorin, ha avviato una crociata ideologica per screditare l’operato della corrente interna allo stesso Kp, propensa ad abbracciare le istanze della sinistra arcobaleno internazionalista. L’obiettivo di Littorin è ambizioso e al tempo stesso coraggioso: riabbracciare i temi cari alla sinistra del passato.

Le colpe della sinistra

La realtà parla chiaro e non si può nascondere. Molti lavoratori svedesi votano partiti di destra come l’Sd (i Democratici Svedesi) e sono stanchi sia degli immigrati sia della loro “concorrenza sleale” in ambito lavorativo. Le parole di Littorin, come sottolinea il quotidiano Libero, sono una sentenza: “Hanno fatto ingoiare a forza ai nostri lavoratori fenomeni come l’immigrazione multiculturale, i diritti degli omosessuali e ora anche l’ecologismo di Greta. La sinistra ormai è una frangia di élite che vede i problemi della classe lavoratrice come alieni. Se la destra prende moltissimi voti dai lavoratori è perché la gente è insoddisfatta dell’immigrazione dovuta all’economia liberista, che a sua volta porta a una gara al ribasso dei salari, alla ghettizzazione e a una situazione di cui beneficiano solo le grandi aziende”. Insomma, la sinistra ha abbandonato la classe lavoratrice ovunque. Anche nell'(ex) “paradiso” svedese.

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