Cina e Stati Uniti non concluderanno alcun accordo commerciale entro l’inizio di marzo. Il presidente Trump ha infatti dichiarato che non sono previsti incontri con l’omologo cinese Xi Jinping da qui alla fine del mese. Questo significa che gli ulteriori dazi americani, rimasti congelati fino al 2 marzo in attesa di una pax commerciale, cadranno come una scure sulla testa del Dragone. Con tutte le conseguenze del caso.

Nessun incontro in vista

Nelle scorse settimane Pechino e Washington si erano riuniti in vertici che preannunciavano la fumata bianca. Lo stesso Trump aveva parlato della necessità di incontrare Xi Jinping in un faccia a faccia risolutivo. A distanza di pochi giorni tutto è cambiato, perché Trump per il momento non incontrerà nessuno. Il Presidente è stato chiaro in uno scambio di battute con alcuni giornalisti: “Se incontrerò Xi il mese prossimo? Frose. Probabilmente è troppo presto”. Ma il tempo scorre, perché gli Stati Uniti aumenteranno presto le tariffe dei beni cinesi fino a 200 miliardi di dollari, passando dal 10 al 25%. Una simile mazzata farebbe schizzare alle stelle i prezzi di molti prodotti americani. Soprattutto per quei prodotti importati dalla Cina. E a pagare saranno aziende statunitensi e consumatori.

Colpo di scena all’orizzonte?

Eppure un funzionario anonimo della Casa Bianca ha lasciato trapelare uno scenario molto diverso. Secondo questa fonte, qualora i colloqui tra le parti dovessero continuare a essere costruttivi, è possibile che Trump possa offrire un’estensione temporale al periodo di congelamento dei dazi. Non solo: il presidente statunitense potrebbe anche trovare un accordo con Xi senza bisogno di un vertice. Ma con Trump non esistono certezze.

Una direttiva contro Huawei e Zte

In ogni caso questa attesa volontaria potrebbe anche essere una mossa dello stesso Trump. Secondo quanto riportato da Politico, la prossima settimana The Donald firmerà un ordine esecutivo per vietare l’utilizzo di attrezzature tlc cinesi nelle reti wireless degli Stati Uniti. Tutto per motivi di sicurezza. A farne le spese i colossi cinesi Huawei e ZTE, che puntano sulle reti 5G e che si ritroverebbero senza un’ingente fetta di mercato.

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