Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso una certa preoccupazione, nel corso di una conversazione telefonica avuta con la Cancelliera tedesca Angela Merkel, circa il mancato rispetto, da parte dei separatisti, della tregua che dovrebbe avere luogo nel Donbass. Le regioni orientali dell’Ucraina sono segnate, ormai da cinque anni, da un sanguinoso conflitto che vede contrapporsi le forze regolari di Kiev e le milizie separatiste locali dalle tendenze filorusse ma, più recentemente, si è assistito ad un abbassamento delle tensioni su scala locale. Zelensky, sin dalla sua elezione, ha riannodato le fila del dialogo con Mosca e ciò ha portato ad un generale rasserenamento nei rapporti bilaterali: il lungo percorso verso la pacificazione della regione, però, non è ancora stato completato ed è possibile che nuovi ostacoli possano emergere strada facendo. La telefonata tra Zelensky e la Merkel è giunta alla vigilia della riunione del Gruppo di Contatto Trilaterale, che vede la partecipazione dei rappresentanti di Ucraina, Osce e Russia e che si è svolta nella città di Minsk.

Progressi incompleti

Nel corso dell’incontro si è provato ad identificare nuove località da cui possa avvenire il ritiro congiunto delle forze regolari ucraine e delle milizie separatiste cercando, in questo modo, di facilitare un’ulteriore distensione nell’area. La pace è strettamente legata ad una soluzione politica del conflitto e la quadra potrebbe passare per la cosiddetta Formula Steinmeier, cioè lo svolgimento di elezioni locali,  in cambio di un’autonomia permanente per il Donbass. Per giungere a questo sviluppo, però, dovranno crearsi condizioni di sicurezza tali da poter consentire lo svolgimento delle consultazioni ed i segnali positivi, su tutti il doppio scambio di prigionieri avvenuto tra Mosca e Kiev ed il ritiro delle forze ucraine e separatiste da alcuni punti della linea di contatto, potrebbero aiutare in tal senso. L’interesse della comunità internazionale è probabilmente quello di giungere ad una risoluzione di una guerra che ormai sembra senza sbocco e che genera, in ogni caso, un certo grado di instabilità in Ucraina.

Le prospettive

Boris Gryzlov, rappresentante russo presso il Gruppo Trilaterale di Contatto, ha ricordato come, nel corso della riunione, i rappresentanti di Kiev e dei separatisti abbiano ribadito il loro impegno per un cessate il fuoco nella regione ma ha anche aggiunto come questo cessate il fuoco non sia pienamente attuato e l’auspicio è che possa divenirlo grazie al ritiro congiunto degli eserciti da nuove aree. Non sarà facile per gli schieramenti in campo, divisi da anni di violenze e scontri, riuscire a riappacificarsi completamente ma è possibile che tanti piccoli passi nella direzione giusta possano contribuire, nel lungo termine, a sbloccare la situazione ed a facilitare il raggiungimento di una tregua stabile e permanente. Volodymyr Zelensky, dal canto suo, può godere di un discreto sostegno ai suoi piani ma dovrà anche essere altrettanto attento a non trascurare gli altri problemi dell’Ucraina ed a focalizzarsi esclusivamente sul Donbass. Il Paese, infatti, deve progredire lungo la strada dello sviluppo economico per facilitare un miglioramento delle condizioni di vita di una parte il più possibile consistente della popolazione.

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