Benjamin Netanyahu ha rinunciato alla possibilità di poter formare il governo ed Israele si avvia così verso un nuovo periodo di turbolenza politica. Il leader del Likud ha comunicato la decisione al Presidente Reuven Rivlin dopo essersi reso conto dell’impossibilità di arrivare ad un accordo con il rivale politico ed ex generale Binyamin Gantz, a capo del partito di centrodestra Blu e Bianco. Gantz avrà 28 giorni per provare a formare l’esecutivo ed in caso di fallimento incombono le terze consultazioni legislative in meno di un anno. La situazione è comunque bloccata: lo schieramento politico guidato dal Likud e quello di Blu e Bianco non hanno la maggioranza dei seggi, 61 sui 120 della Knesset, necessari per guidare il prossimo esecutivo.

Stallo

Le elezioni di settembre avevano assegnato 33 seggi a Blu e Bianco, 32 al Likud, 16 ai partiti religiosi Ultra-Ortodossi, 13 alla Lista Unita (un’alleanza politica progressista dei palestinesi), 8 alla destra laica di Yisrael Beitenu e 7 a quella di Yamina, 6 scranni erano andati ai Laburisti e 5 ai progressisti di campo democratico. Il blocco politico del Likud formato dagli Ultra-Ortodossi e da Yamina, con 55 seggi totali, sembrava avere migliori possibilità di poter formare il prossimo esecutivo ed aveva così ricevuto il primo incarico dal Presidente della Repubblica. I contrasti tra Avigdor Lieberman, leader di Yisrael Beitenu ed i partiti Ultra-Ortodossi e l’ostinazione di Gantz hanno continuato ,però, a privare questo schieramento della possibile maggioranza ed ora la palla dovrebbe passare nel campo di Blu e Bianco. Il compito dell’ex generale, se possibile, è ancora più difficile,

Blue e Bianco, per ottenere la maggioranza dei seggi, dovrebbe mettere insieme i Laburisti, Campo Democratico, la Lista Unita ed il falco Lieberman. I profondi contrasti tra questi schieramenti, non è chiaro infatti come l’ultradestra di Yisrael Beiteinu possa convivere con una Lista palestinese, rendono improbabile questo esito. Gantz potrebbe anche puntare su una scissione nel Likud o sul sostegno di uno o più movimenti ultra-ortodossi ma anche questi scenari sono di difficile realizzazione.

Le prospettive

Gli sforzi del presidente Rivlin di giungere alla formazione di un governo di unità nazionale tra il Likud e Blu e Bianco si sono conclusi con un sostanziale fallimento a causa delle difficoltà di entrambi i partiti di scendere a compromessi. Netanyahu avrebbe preteso che, nella nuova coalizione politica, sarebbero dovuti entrare anche i partiti religiosi, rinforzando in questo modo la sua posizione. Gantz, invece, avrebbe rifiutato la proposta di turnazione dell’incarico di primo ministro: la posizione sarebbe stata assunta inizialmente da Netanyahu che avrebbe poi lasciato il posto all’ex generale in caso di possibile rinvio a giudizio per le accuse di corruzione.

Non sembra così che ci siano molte alternative ad un nuovo voto in Israele, che sarebbe il terzo dallo scorso aprile. Un sondaggio elettorale, recentemente diffuso, certifica peraltro come il blocco rischi di riproporsi anche in caso di nuove elezioni: il Likud salirebbe a 33 seggi, secondo le stime, raggiungendo così Blu e Bianco, risultati invariati per tutti gli altri schieramenti ad eccezione di Yisrael Beiteinu che perderebbe uno scranno. Il rischio è che la paralisi politica possa essere difficile da sciogliere e che ciò destabilizzi la nazione: questo scenario potrebbe avere effetti nefasti sulla stabilità dell’intera regione mediorientale ed è destinato a causare notevoli preoccupazioni all’interno della comunità internazionale.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.