Dopo solo un mese dalla sua creazione la Nupes, Nuova unione popolare ecologica e sociale, è riuscita a strappare la maggioranza in parlamento a Emmanuel Macron assicurandosi il secondo gruppo parlamentare più grande. Con 142 seggi Macron dovrà far fronte a un’opposizione che gli darà filo da torcere su molti temi: dalla questione del potere d’acquisto a quella delle pensioni arrivando fino al tema della transizione ecologica. Il futuro dell’Assemblea nazionale è adesso incerto e la coalizione di sinistra rischia di vacillare. 

Il quartier generale Nupes in festa

Ieri sera la coalizione formata da ecologisti, socialisti e comunisti si è ritrovata al 72 di boulevard Marguerite-de-Rochechouart nel 9° arrondissement di Parigi, per assistere agli exit poll del secondo turno delle legislative. Una grande folla ha occupato le strade nei pressi della conferenza. La maggior parte giovani studenti e attivisti che nell’ultimo mese hanno seguito con fervore il risvegliarsi di una sinistra che sembrava ormai morta. Alle 20 i primi risultati: Macron non raggiunge la maggioranza assoluta. Urla e canti di gioia per il risultato raggiunto malgrado gli 89 seggi vinti dal Rassemblement National, partito di estrema destra di Marine Le Pen. L’obbiettivo è stato semi raggiunto. Macron non è riuscito nel suo intento e Nupes ha fatto in modo che il Presidente da ora fino alle prossime elezioni dovrà confrontarsi costantemente con una coalizione di opposizione che ha preso voti più di quanto ci si aspettava.

Il primo a salire sul palco è stato Jean-Luc Mélenchon, l’uomo che è riuscito in poco più di un mese a riunire quasi tutte le sinistre e a ribaltare i risultati delle elezioni del 2017, portando milioni di persone tra le sue fila. “Il fallimento del partito presidenziale è totale. Abbiamo raggiunto l’obbiettivo principale che ci siamo prefissati: far cadere colui che con arroganza  aveva fatto il filo a tutto il Paese per farsi eleggere senza che nessuno sapesse per quale motivo”. Così dicendo Mélenchon ha sottolineato l’importanza del risultato raggiunto malgrado la crescita dell’estrema destra. Dalla République en marche (LRM) segni di debolezza con l’uscita di Cristophe Castane, presidente uscente dell’Assemblea nazionale e di Amélie de Montchalin ministro della Transizione ecologica travolti dai candidati Nupes. “Che piacere vedere espulsi l’egregio Castaner e l’insultante Montchalin” ha commentato il leader della Nupes.

Il leader di Nupes, Jean-Luc Melenchon, pronuncia il suo discorso dopo i primi risultati del secondo turno delle elezioni legislative francesi nel quartiere di Montmartre a Parigi, il 19 giugno 2022. Foto di Allegra Filippi

Ma l’astensione è risultata comunque alta, più di quella del primo turno di domenica scorsa raggiungendo il 54%. Mélenchon e i suoi alleati hanno addossato la colpa a Macron per questo. Julien Bayou, segretario nazionale dei Verdi si è detto “arrabbiato” perché per colpa di Macron le persone hanno perso fiducia nella politica e hanno deciso di non andate a votare.

Julien Bayou, segretario nazionale dei Verdi, pronuncia il suo discorso dopo i primi risultati del secondo turno delle elezioni legislative francesi nel quartiere di Montmartre a Parigi, il 19 giugno 2022. Foto di Allegra Filippi

Mélenchon ha descritto l’afflusso alle urne “insufficiente” e constatato che la maggior parte dei francesi non ha le idee chiare su chi votare, tanto che tra i gruppi eletti, i numeri di differenza sono pochissimi. Il leader ha continuato il suo discorso accusando Macron di aver rafforzato il gruppo parlamentare del Rassemblement National che da 8 deputati è arrivato a ben 89. “Ma è in tutto e per tutto il fallimento elettorale della Macronie. È il fallimento, più grave, il fallimento morale di queste persone che davano costantemente lezioni a tutti e che pretendevano di essere la barriera all’estrema destra e il cui principale risultato è stato quello di averne rafforzato i ranghi. Questo li squalifica, mi sembra, d’ora in poi, dal dare lezioni di morale a chiunque”. Ha sentenziato Mélenchon. 

Dopo di lui hanno preso parola Corinne Narassiguin del Partito socialista, Julien Bayou, Sophie Tallié-Polian di Génération.s e Igor Zamichiei del Partito comunista. Tutti insieme hanno espresso la loro gratitudine verso gli elettori e felicità per aver ampliato la loro presenza all’Assemblea dichiarando che l’era macroniana è finita e che adesso si impegneranno tutti per cambiare le carte in tavola. 

Igor Zamichiei, leader del Partito comunista francese, pronuncia il suo discorso dopo i primi risultati del secondo turno delle elezioni legislative francesi fuori dal quartier generale del Nupes a Parigi il 19 giugno 2022. Foto di Allegra Filippi

Cosa accadrà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane è tutto da vedere, ma un dubbio sale subito alla mente: riusciranno tutte queste forze coalizzate a restare unite nei prossimi anni a venire? Riusciranno a mantenere questo blocco forte e compatto come da previsto?

Quale futuro per la Nupes?

Il punteggio di domenica consente a ciascuno dei membri della coalizione di formare un proprio gruppo parlamentare. Vittoria quindi per gli ecologisti che da essere quasi assenti dal Parlamento passando ad avere una ventina di deputati. Anche i socialisti ne escono vincenti riuscendo a mantenere il proprio gruppo ben saldo all’Assemblea. I deputati della France Insoumise passeranno da 17 a 84, record storico. Questo vuol dire che ogni partito facente parte della coalizione avrà un proprio gruppo indipendente il che potrebbe essere un’arma a doppio taglio se in un futuro sorgeranno divergenze.

Quanto durerà la Nuova unione popolare, ecologica e sociale? Le domande sorgono spontanee a tutti, persino agli stessi deputati de La France Insoumise come Leïla Chaibi che ha dichiarato: “sarà necessario dare prova di coesione, in modo che il primo gruppo di opposizione in Assemblea sia il nostro”. Tutti sono stati di un solo avviso: lavorare congiuntamente come da programma. “Siamo stati eletti nel quadro comune del Nupes, continueremo a lavorare insieme” ha detto Olivier Faure, segretario del Partito socialista. Jean-Luc Mélenchon si dice fiducioso e afferma di credere che l’alleanza durerà: “La grande fuoriuscita dal profondo delle ribellioni francesi ha ora un volto, quello del nostro collettivo, l’Unione Popolare”. 

Già il programma Nupes, consultabile online, rende chiare le differenze in seno alla coalizione: “abbiamo rifiutato di mascherare i disaccordi quando non siamo riusciti a superarli nel breve tempo a nostra disposizione. Infatti, su alcuni punti del programma di governo condiviso – 33 su 650 – le organizzazioni politiche che sostengono questo programma, faranno proposte nel dibattito parlamentare per chiarirli o qualificarli. Non abbiamo voluto nascondere nulla su questo tema ed è per questo che, per quanto limitati, questi punti sono riportati alla fine di ogni capitolo del programma di governo condiviso. Saranno quindi soggetti al dibattito dell’inter gruppo e alla saggezza dell’Assemblea”. Nei prossimi mesi sarà chiaro se queste differenze stroncheranno la coalizione o riusciranno nel loro intento di molteplicità di voci riunite. Il tempo ce lo dirà. 

Sostenitori di Nupes fuori dalla conferenza dove la coalizione si è riunita per gli exit poll di domenica 19 giugno a Parigi, Francia. Foto di Allegra Filippi

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