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I lavori di ricostruzione del Karabakh sono entrati in piena attività nel 2021, l’anno che ha visto il completamento di molti progetti e l’inaugurazione di altrettanti. Il processo di ricostruzione del Karabakh è iniziato poco dopo la dichiarazione del 10 novembre che ha messo fine alla guerra di quarantaquattro giorni tra Armenia e Azerbaigian. Dopo la guerra, l’Azerbaigian ha liberato i suoi territori, costituenti circa il 20% del territorio totale dell’Azerbaigian, che erano stati occupati dalle forze armene nei primi anni Novanta.

Durante l’occupazione, durata approssimativamente trent’anni, il Karabakh è stato oggetto di distruzione bieca e saccheggio da parte degli occupanti. Di conseguenza, la maggior parte delle infrastrutture sociali, inclusi edifici residenziali, scuole e ospedali, sono state totalmente distrutte e molte parti dei territori occupati lasciate senza niente.

Nonostante la distruzione totale del Karabakh renda il processo di ricostruzione complesso e lungo, l’Azerbaigian ha voluto cominciare immediatamente i lavori. Per questo fine, è stato preparato il piano per lo sviluppo socioeconomico dei territori liberati, per la cui implementazione sono stati costituiti i quartieri generali di coordinamento e diciassette gruppi di lavoro in diverse aree.

Gli aeroporti del Karabakh

Nel 2021, due miliardi e duecento milioni di dollari sono stati allocati dal bilancio statale al processo di ricostruzione. Ed è previsto lo stanziamento della stessa quantità nel 2022. L’allocazione delle dovute risorse finanziarie e lo stabilimento di corpi statali per l’organizzazione efficiente del processo di ripresa hanno condotto all’implementazione rapida dei progetti nel 2021.

Il progetto più degno di nota, che è stato quasi completato, è l’aeroporto internazionale di Fuzuli. L’inaugurazione dell’aeroporto ha avuto luogo a Fuzuli, città liberata dell’Azerbaigian localizzata nel Karabakh, il 26 ottobre. Si è trattato del primo aeroporto edificato nelle aree liberate dall’Azerbaigian, e ci sono voluti soltanto otto mesi per costruirlo. È stato costruito in accordo con gli standard internazionali più elevati, che lo rendono in grado di ricevere ogni tipo di velivolo – è stato dotato di una pista lunga tremila metri e larga sessanta metri.

Il primo volo pilota all’Aeroporto internazionale di Fuzuli è stato eseguito il 5 settembre 2021, quando il più grande aereo di linea dell’Azerbaigian Airlines, chiamato Karabakh, è atterrato all’aeroporto. In ragione della sua posizione, il nuovo aeroporto è considerato la “porta aerea del Karabakh”. Insieme all’aeroporto di Fuzuli, nel 2021 sono state gettate le fondamenta di altri due aeroporti nei distretti di Lachin e Zangilan.

Tanti chilometri di autostrade

L’anno 2021 è stato caratterizzato dall’inaugurazione dell’autostrada Horadiz-Jabrayil-Zangilan-Agband. La pietra fondativa di questa strada è stata posata il 26 ottobre, in presenza dei capi di Stato di Azerbaigian e Turchia. Lunga 124 chilometri, è parte del corridoio dello Zangezur, il cui stabilimento era stato immaginato nella dichiarazione del 10 dicembre. Il corridoio dello Zangezur è un progetto molto importante e cambierà l’architettura dei trasporti del Caucaso meridionale e del suo vicinato. La sua prossimità al Karabakh, e la connessione alle principali strade della regione, accelereranno il rinnovamento e lo sviluppo del Karabakh.

Un altro importante evento del 2021, concepito all’interno del processo di ricostruzione, è stata l’inaugurazione dei lavori del primo villaggio intelligente del Karabakh, ad Agali (distretto di Zangilan), il 26 aprile. Lo scorso ottobre, era in corso la costruzione di oltre 110 ettari. Il villaggio includerà duecento case ecologiche, quattro edifici non residenziali, una scuola intelligente per circa 360 studenti e un asilo per sessanta bambini. E sono anche in corso i lavori per costruire un’infrastruttura agricola intelligente di circa seicento ettari. Il programma di ricostruzione prevede di rifondare le città e i villaggi nei territori liberati in accordo coi concetti di “città intelligente” e “villaggio intelligente”. Perciò, dopo il villaggio di Agali, il concetto verrà esportato nelle altre aree del Karabakh.

Il 2021 ha anche visto l’apertura dell’autostrada che connette le città di Fuzuli e Shusha. Dato che quest’autostrada traversa il territorio utilizzato per liberare Shusha, che ha un significato simbolico per l’Azerbaigian, è stata perciò ribattezzata la “strada della vittoria”. La Fuzuli-Shusha, a sua volta, è parte della Ahmadbeyli-Fuzuli-Shusha, una delle principali autostrade del Karabakh – 101.5 chilometri di lunghezza, riduce la distanza da Baku a Shusha di circa 363 chilometri.

Nel corso del 2021, inoltre, sono state gettate le fondamenta di un altro progetto di trasporto: la ferrovia Horadiz–Agband. Essa avrà una lunghezza di cento chilometri ed un valore strategico, visto che connetterà l’Azerbaigian storico con l’exclave di Nakhchivan attraverso il corridoio dello Zangezur.

Sempre nel corso del 2021, insieme alle strade di cui si è scritto, si è svolta la cerimonia inaugurale dell’autostrada di ventotto chilometrii che connette la città di Tartar con i villaggi di Sugovushan e Talish. Oltre ai ventotto chilometri, un’ulteriore espansione del progetto, da Talish a Naftalan, condurrà alla costruzione di altri ventidue chilometri. Sono, infine, continuati i lavori di diversi progetti di trasporto, tra i quali la linea ferroviaria Barda-Agdam, la linea ferroviaria Fuzuli-Shusha e l’autostrada Toganal-Kalbahar.

L’energia

Nell’ambito del programma di ricostruzione sono stati condotti anche dei lavori globali nel settore energetico, che sono stati eseguiti tenendo a mente che la strategia per i territori liberati prevede che siano trasformati in “zone ad energia verde” e connessi alla rete infrastrutturale energetica dell’Azerbaigian.

Nel 2021, nei territori liberati sono state ricostruite e rimesse in funzione le piccole stazioni idroelettriche Gulabird, Sugovushan-1 e Sugovushan-2, che hanno una capacità totale di venti megawatt. Nel complesso, tra le regioni del Karabakh e dello Zangezur orientale sono state erette nove sottostazioni digitali. Simultaneamente, nelle regioni di Agdam e Jabrayil è stata completata la costruzione delle sottostazioni Agdam-1, Agdam-2 e Jabrayil, così come l’edificazione del Centro per la gestione dati regionale del Karabakh.

L’altro importante progetto nel settore energetico è stato il Centro di gestione digitale di Fuzuli. Questo progetto, la cui realizzazione rappresenta una prima storica per il Caucaso meridionale, consentirà, attraverso processi automatizzati, di ridurre l’impatto antropico nei processi del circuito elettrico, aumentandone l’affidabilità e riducendo le perdite durante la trasmissione di energia. Tutti questi progetti nel settore energetico serviranno a mantenere la sicurezza energetica nei territori liberati e a trasformarli in “zone ad energia verde”.

I progetti di cui sopra mostrano che l’Azerbaigian ha lavorato attivamente alla ricostruzione del Karabakh nel 2021. Ciò permetterà all’Azerbaigian di integrare pienamente l’economia del Karabakh in quella dell’Azerbaigian e di sfruttarne le potenzialità economiche negli anni a venire. Anche il settore non petrolifero dell’Azerbaigian trarrà beneficio dalla ricostruzione, dato che i territori liberati possiedono un vasto potenziale in settori quali l’agricoltura e l’energia. L’implementazione di tutti i progetti cominciati nel 2021 non soltanto contribuirà allo sviluppo economico dell’Azerbaigian, ma permetterà all’Azerbaigian e al Karabakh di diventare il centro economico e dei trasporti della regione.

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