La Russia interferisce nelle elezioni straniere, statunitensi in particolare? Il partito del presidente della Federazione Russa Vladimir Putin e del Primo Ministro Dmitri Medvedev – Russia Unita – non ci sta e replica con un rapporto che testimonia come i media statunitensi abbiano tentato di influenzare l’esito del voto delle ultime elezioni parlamentari svoltesi lo scorso settembre. A riportarlo non è una fonte vicina al Cremlino ma l’autorevole Foreign Policy. Elezioni – segnate dal record storico di scarsa affluenza (47.88%) – che hanno visto trionfare la stessa Russia Unita con il 54,20% delle preferenze, seguita dal Partito Comunista di Gennadij Zjuganov (13,34%) e dal Partito Liberal-Democratico di Vladimir Zhirinovsky (13,14%).Il rapporto di Russia UnitaSecondo il rapporto, tre media, in particolare – Radio Svoboda (costola di Radio Free Europe), Voice of America e la CNN – avrebbero cercato di influenzare la politica interna della Russia mettendo in luce un netto squilibrio e una certa partigianeria nel modo in cui hanno dato le notizie e fatto informazione. Secondo il dossier, infatti, questi mezzi di comunicazione hanno garantito una copertura positiva solamente ai partiti d’opposizione, tentando altresì di screditare le forze governative, come confermato da Leonid Levin, a capo del comitato della Duma per la politica e l’informazione. Secondo Levin, questa coperta mediatica faceva parte «di una strategia degli Stati Uniti al fine di influenzare la politica interna della Russia». A tal proposito, Vladimir Zhirinovsky, leader del Partito Liberal-Democratico, ha chiesto la convocazione di una riunione urgente a porte chiuse e alla presenza dei vertici della sicurezza del Cremlino.La guerra dell’informazioneSecondo l’autorevole rivista geopolitica statunitense, le accuse del partito di Putin e Medvedev sono in parte fondate: «Da un lato – osserva Emily Tamkin su Foreign Policy – queste supposizioni hanno un certo significato. Radio Svoboda e Voice of America, infatti, sono entrambe sponsorizzate dal governo degli Stati Uniti. Dall’altra, non hanno molto senso. Come rileva il giornalista Alexey Kovalev su Twitter, la CNN non viene nemmeno trasmessa in Russia, e le altre due hanno una portata quasi irrilevante – come Russia Today negli Stati Uniti». Comunque la si pensi, il rapporto di Russia Unita rappresenta un importante tassello del conflitto mediatico in essere tra gli Stati Uniti e la Federazione Russa, in un periodo in cui la presidenza Trump è sotto l’occhio del ciclone a causa dello scandalo «Russiagate».Maria Zakharova: “Basta bugie sulla Russia”I rapporti tra il Cremlino e i media statunitensi non mai stati troppi idilliaci. All’inizio di marzo, la portavoce del Ministro degli Esteri, Maria Zakharova, accusò proprio la CNN «di diffondere bugie e fake news». A scatenare la reazione piccata della Zakharova, una domanda del giornalista dell’emittente americana sulle presunte accuse di spionaggio ai danni dell’ambasciatore russo negli Stati Uniti, Sergey Kislyak: «Ho una domanda – disse Maria Zakharova durante il briefing – questo è il fondo oppure i media americani possono scavare ancora? Questi mezzi d’informazione hanno varcato la linea dell’etica professionale. Accusano e giudicano semplicemente fabbricando false informazioni».

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