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Politica /

Avere al proprio interno delle infrastrutture efficienti e moderne non serve soltanto ad accrescere i servizi per la popolazione. Così come non serve per far avanzare una mera opera di immagine di Soft Power. Scommettere sul potenziamento infrastrutturale significa anche porsi come vero e proprio hub commerciale per un’intera regione. Un esempio in tal senso arriva dal Marocco. Il Paese nordafricano già da anni ha puntato sulla costruzione di nuove autostrade, nuove ferrovie e nuovi porti. E oggi ha assunto l’aspetto di una vera e propria “porta d’Africa” per merci, mezzi e persone. Una circostanza che sta proiettando Rabat verso un ruolo di protagonista regionale anche sul fronte politico.

Il porto di Tangeri

Tangeri è l’anello di congiunzione tra Europa ed Africa, Mediterraneo ed Atlantico. Affacciata sul mare, di fronte alle sue coste c’è l’Andalusia, a pochi chilometri dal suo centro c’è la punta più estrema del Marocco in cui le acque del mare nostrum si confondono con quelle dell’oceano. Qui si vive dunque la trasposizione moderna del concetto di “colonne d’Ercole”, il confine cioè del mondo conosciuto nell’antichità classica che coincideva con lo stretto di Gibilterra. Nel 2004 le autorità marocchine hanno dato il via libera alla costruzione di un’infrastruttura in grado di sfruttare le convergenze geografiche del territorio di Tangeri. Si tratta del porto cosiddetto di “Tangeri Med“, ossia lo scalo situato nella parte mediterranea dell’hinterland della città marocchina. Una struttura proiettata verso il Mediterraneo, ma in grado al tempo stesso di servire le coste atlantiche del Marocco e, soprattutto, costituire la porta più settentrionale dell’Africa.

Il primo container qui è stato poggiato nel 2007. Ma negli anni il porto è stato ulteriormente ingrandito. Fino a diventare nel 2018 il principale scalo africano, superando anche Durban e Port Said. Secondo i dati forniti dal Tmpa, la società che gestisce il porto, almeno il 38% delle merci viene smistato nel resto del continente africano, il 27% invece è diretto in Europa. Segno dell’importanza strategica di un’infrastruttura capace di essere collegata con 186 porti di 77 Paesi. Tutto ciò sta permettendo al Marocco di essere un punto di riferimento vitale per i Paesi confinanti. Soprattutto per quelli dell’Africa occidentale, i quali vedono nel porto di Tangeri uno degli hub principali per i loro commerci. Rabat in tal modo sta assumendo un ruolo politico nella regione sempre più importante.

Tra autostrade e alta velocità

Il porto di Tangeri Med non è comunque stato concepito come una cattedrale nel deserto. L’infrastruttura è collegata ad una serie di grandi opere progettate e in parte già costruite. A partire dall’alta velocità ferroviaria, la prima nel continente africano, inaugurata nel 2018 proprio a Tangeri e che mette in collegamento la città affacciata tra Atlantico e Mediterraneo con Casablanca, ossia la metropoli più grande del Paese. I treni per compiere il tragitto impiegano poco più di due ore, passando anche per la capitale Rabat e Kenitra. Sono in progettazione altre linee per collegare la restante parte del litorale atlantico con Casablanca e per far arrivare l’alta velocità nell’entroterra. Per le autorità marocchine appare essenziale completare i progetti entro il 2035. Una data non così vicina, ma nemmeno così lontana, scelta non a caso.

Infatti sempre entro il 2035 dovrebbero essere portati a termine i lavori per il prolungamento delle autostrade marocchine e delle superstrade interne. L’obiettivo è correre più in fretta possibile anche per anticipare gli altri Paesi concorrenti. Il discorso è lo stesso che ha portato alla progettazione del porto di Tangeri Med: rendere il Marocco hub principale dell’Africa occidentale. In tal senso, sul fronte stradale, si sta muovendo anche l’Algeria con i lavori della cosiddetta “transahariana”. Entro giugno Algeri punta ad annunciare la fine dei cantieri in Niger per il percorso autostradale in gradi di collegare Algeri con Lagos, in Nigeria. Un’opera su cui tuttavia pesano le incognite dell’instabilità della regione del Sahel. Il Marocco punta quindi a velocizzare i lavori dell’itinerario che da Tangeri si addentra nel cuore della parte occidentale del continente.

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Autore Marocco