Un faccia a faccia di circa un’ora. Nessuno sa precisamente cosa si siano detti Donald Trump e Vladimir Putin nel lungo bilaterale avuto in occasione del G20 di Osaka; in compenso sappiamo che è andata benissimo. Il portavoce del Cremlino, Dimitry Peskov, ha definito l’incontro “intenso”, ma non ce n’era bisogno visto che Trump e Putin si sono presentati davanti ai giornalisti con il fare di due vecchi amici di scuola, tra scherzi, battute e sorrisi. Un bel biglietto da visita che scaccia in un colpo solo il Russiagate e contribuirà, nei prossimi mesi, ad avvicinare Washington a Mosca. Per quale motivo Trump è stato così cordiale con Putin? Certo, la stima fra i due è nota e risaputa eppure, secondo alcune indiscrezioni, il tycoon starebbe seguendo una strategia politica.

Trump Show

Trump era arrivato in Giappone con più obiettivi da raggiungere, molti dei quali consequenziali e complementari. Il più importante di tutti consisteva nel far capire agli altri Paesi che gli Stati Uniti, nonostante l’ascesa della Cina, sono ancora l’attore principale con cui fare i conti in ambito internazionale. L’immagine di The Donald brillava come non mai, tra strette di mano e complimenti carichi di ammirazione: quindi, da questo fronte, missione compiuta. Il Presidente americano doveva però anche sciogliere diversi nodi diplomatici, fra cui trovare un punto di incontro con la Cina e ritrovare l’armonia con la Russia. Anche qui missione completata, con l’aggiunta di aver fatto buona impressione con Xi Jinping e Vladimir Putin.

Questione di consensi

Trump, stando a quanto hanno affermato i suoi consiglieri, avrebbe incassato il consenso generale degli altri leader – compresi dunque il Presidentissimo cinese e l’omologo russo – per ottenere la riforma della World Trade Organization (Wto). Il piano di Trump è intelligente: se gli Stati Uniti vogliono mantenere la leadership globale senza fare guerra alle nuove potenze sorte nel XXI secolo, devono cambiare le carte in tavola con l’appoggio degli stessi nemici. Il Wto ha un ruolo centrale negli scambi commerciali a livello mondiale ma alcune delle sue regole sono obsolete e non più adatte al contesto attuale. Queste stesse regole hanno limitato la crescita di alcuni Paesi (ad esempio gli Stati Uniti) a discapito dell’ascesa di altri (Cina); ecco perché Trump spinge per un aggiornamento della governance del Wto.

Un dialogo costruttivo

Per arrivare a un simile traguardo serve un forte consenso, quello che Trump ha raccolto tra i vari leader presenti al G20 giapponese. Putin era un attore politico da riconquistare dopo gli attriti tra Stati Uniti e Russia e Trump è riuscito nell’impresa. Anzi, i due Presidenti hanno riso del Russiagate e dialogato di temi quali il disarmo globale e Corea del Nord. Non è mancato un siparietto in cui Trump ha puntato il dito verso Putin dicendogli scherzosamente di non immischiarsi più nelle elezioni presidenziali americane. Sorrisi e risate da entrambe le parti che hanno alimentato non poche polemiche all’interno di una parte dell’opinione pubblica statunitense, che considera Putin un vero e proprio nemico. In ogni caso, lo Zar ha addirittura invitato il tycoon in Russia il prossimo maggio per la commemorazione del 75esimo anniversario della vittoria russa nella Seconda Guerra Mondiale. Mosca ha apprezzato molto la distensione di Trump: “Riconosciamo un approccio costruttivo da parte del Presidente – ha spiegato il portavoce Peskov – e accogliamo il suo desiderio di cooperare dal punto di vista economico-commerciale. Vogliamo continuare un dialogo ai massimi livelli anche sul controllo degli armamenti”.

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