“Marco Rubio è stato fantastico, Katie Britt grandissima e anche Herschel” Walker è in vantaggio. Così l’ex presidente Donald Trump, in un breve discorso tenuto a Mar-a-Lago, nella sua residenza in Florida, ha commentando l’andato delle elezioni di midterm, affermando che il partito repubblicano può contare su “80 vittorie e 3 sconfitte”. L’annunciata “red wave” non c’è stata ma il vantaggio alla Camera e il probabile pareggio al Senato, consentiranno comunque all’ex presidente Donald Trump di ufficializzare, il prossimo 15 novembre, la sua candidatura alle prossime elezioni presidenziali. Le elezioni di midterm erano un banco di prova essenziale per il tycoon al fine di testare la sua reale presa sul partito repubblicano, diviso fra appoggiare un ritorno sulla scena del magnate oppure puntare sul più giovane governatore della Florida, appena riconfermato, Ron DeSantis, che il tycoon peraltro non ha nemmeno citato nel suo breve discorso. L’ex presidente è pronto a cogliere i successi dei candidati ultraconservatori come “convalida” per la sua campagna del 2024, ma deve fare i conti anche con alcune sconfitte importanti.

Vittorie e sconfitte per il tycoon

Donald Trump ha investito molto sulle candidature di Kari Lake in Arizona, Herschel Walker in Georgia e JD Vance in Ohio. La prima va verso la sconfitta ed è in netto svantaggio rispetto alla candidata dem, Katie Hobbs, mentre Walker si gioca l’elezione in Georgia in un appassionante un testa a testa con lo sfidante dem Raphael Warnock. Trump può godersi la vittoria del repubblicano JD Vance, salito alle cronache per il suo libro divenuto poi un film su Netflix ‘Hillbilly Elegy’, vincitore in Ohio, dove è riuscito a battere il dem Tim Rian e a conquistare così un posto in Senato.

Il trumpiano Mehmet Oz in Pennsylvania è in svantaggio nella sfida con il democratico John Fetterman, mentre Blake Masters, in Arizona, non sembra avere alcuna possibilità di vittoria. Donald Trump deve fare i conti anche con qualche cocente sconfitta, come quella che ha visto trionfare la democratica Maggie Hassan, rieletta al Senato in New Hampshire in un seggio che i repubblicani speravano di strappare. Hassan ha sconfitto il repubblicano Don Bolduc, sostenuto proprio da Donald Trump. I repubblicani non hanno sfondato nemmeno a New York, dove speravano di insidiare la governatrice uscente Kathy Hochul: anche qui il filo-trumpiano Lee Zeldin, è stato sconfitto: 54,6% a 45% per la candidata dem sostenuta da tutto l’establishment del partito democratico.

Come sono andati gli altri candidati MAGA

Notizie positive per il magnate arrivano però proprio dai sobborghi di New York city: nel 21esimo distretto la deputata repubblicana Elise Stefanik, trumpiana di ferro con un passato da moderata/centrista, ha sconfitto l’ex ufficiale dell’intelligence, Matt Castelli, mentre nel 97esimo distretto Michael Lawler, sostenuto dall’ex presidente, è in vantaggio, secondo le proiezioni, contro Sean Patrick Maloney. Sul fronte dei governatori, oltre alla larga vittoria di Ron DeSantis in Florida, in Arkansas l’ex segretaria stampa della Casa Bianca, Sarah Sanders, è stata eletta governatrice dello stato. Licenziata da Trump, è una delle più fedeli sostenitrici dell’ex presidente. Il gop vince in Georgia confermando il governatore Brian Kemp nella sfida con Stacey Abrams, ma per Trump non è una buona notizia, vista la rivalità del neo rieletto governatore con il magnate. In generale, tutto si può dire tranne che i candidati trumpiani abbiano “sfondato” come sperava l’ex presidente, nonostante le dichiarazioni di facciata. Da segnalare, in tal senso, il commento del senatore repubblicano Lindsey Graham, il quale ha espresso delusione per i primi risultati emersi dalle urne, a poche ore di distanza dalla chiusura dei seggi delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti. “Decisamente non c’è stata un’onda repubblicana, questo è dannatamente sicuro”, ha affermato il Senatore ai microfoni dell’emittente televisiva “Nbc” durante la notte del voto.

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