Tra passato e futuro: la Tunisia è stata raggiunta giovedì dalla morte del suo ex presidente Ben Alì, che segue di poche settimane quella del successore Essebsi, mentre intanto si prepara ad una delicata campagna elettorale in vista del ballottaggio in cui si deciderà il nome del nuovo capo dello Stato. A Tunisi dunque, così come nel resto del paese, si vivono giorni piuttosto intensi.

Sfida aperta tra Saied e Karoui

I risultati ufficiali confermano quanto trapelato dai primi exit poll di domenica sera, subito dopo la chiusura dei seggi. I due che si affronteranno al secondo turno sono Kais Saied e Nabil Karoui: il primo ottiene il 18.4% dei consensi al primo turno, il secondo invece il 15.58%. Si tratta di un vero e proprio terremoto politico in Tunisia: per la prima volta dalla caduta di Ben Alì, non si assiste al dualismo tra un candidato espressione dell’anima laica del paese ed uno invece rappresentante del movimento islamista Ennahda. I due candidati che, a dispetto degli altri 24, avanzano al ballottaggio sono indipendenti o comunque non espressione ufficiale dei principali partiti e riescono ad intercettare il forte malcontento che serpeggia in seno alla società.

I rappresentanti dei principali partiti, sono costretti ad accodarsi: Abdelfattah Mourou, candidato di Ennahda, è soltanto terzo con il 12.9% dei voti, il premier uscente Chaled ottiene uno scarso 7.4%. L’avanzata dei due sfidanti è segno di come l’elettorato, più che sull’atavica divisione tra laici ed islamisti, voglia dire la propria sulle condizioni di vita non affatto migliorate dal 2011 in poi, su un’economia che arranca e su un senso di disillusione e disaffezione dimostrato anche da uno scarso 45% di affluenza complessiva alle urne. Nasce dunque, a prescindere dal voto del ballottaggio, una Tunisia diversa rispetto a quella dell’ultimo decennio.

Una campagna elettorale anomala

La data del secondo turno non è stata ancora ufficialmente fissata. Il limite massimo, seguendo le indicazioni della legge, è il 13 ottobre. Ma da Tunisi prende sempre più piede l’ipotesi di far svolgere il ballottaggio in una giornata più vicina al primo turno, ossia il prossimo 29 settembre. Una decisione in tal senso dovrebbe essere presa entro e non oltre lunedì. Se, vista la quantità di candidati presenti, è impossibile alla vigilia del voto di giorno 15 fare una previsione, altrettanto ma per altri motivi vale per il ballottaggio. I due candidati Saied e Karoui sono distanziati da pochi punti percentuali al primo turno, per il momento non emergono né apparentamenti e né orientamenti dati dai candidati ufficiali esclusi dal ballottaggio.

La campagna elettorale sarà comunque anomala: Karoui è infatti in carcere e non potrà condurre comizi od avere dibattiti televisivi con il suo avversario. Questo perché il candidato dallo scorso 23 agosto è raggiunto dall’accusa di truffa e frode e, proprio nei giorni scorsi, il giudice gli ha negato la libertà provvisoria su cauzione. Dunque Karoui, magnate delle televisioni e fondatore di Nessma Tv, non potrà fare altro che lanciare proclami tramite i suoi portavoce e quelli del movimento “Al cuore della Tunisia”, da lui fondato a giugno.

Il fatto che Karoui sia in carcere è una vera incognita per il risultato delle elezioni: per alcuni analisti, le accuse di frode potrebbero alla fine agevolare il rivale Saied, ma per altri la sua incarcerazione potrebbe rendere l’imprenditore una “vittima politica” agli occhi di molti elettori, i quali dunque lo voterebbero. L’anomala campagna elettorale tunisina è solo all’inizio.

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