Prima la visita del Papa, poi il vertice sulla Libia, quindi adesso l’arrivo del presidente cinese Xi Jinping. Si respira un’aria molto diversa dal solito in questi mesi a Palermo, la quale riscopre a distanza di tanti anni un certo respiro internazionale e capace di richiamare personaggi illustri da tutto il mondo. Non solo artisti, ma anche leader e capi di Stato. Una Palermo che crea forse ancora più disagi ai suoi cittadini, ma che comunque inizia a sentirsi meno periferia del mondo.

“Come mai viene qui?”

Come descritto da Roberto Chifari su IlGiornale.it, il capoluogo siciliano è blindato: posti di blocco e forze dell’ordine ovunque, specie nella zona di villa Igiea, l’hotel che a novembre ospita il summit sulla Libia ed in cui nella serata di sabato è previsto il pernottamento del presidente cinese. A Palermo ci si prepara ad una giornata storica, i preparativi logistici proseguono di pari passo agli ultimi accorgimenti sulla sicurezza. Meno di 24 ore di visita, che però spingono la città verso un inaspettato importante clamore mediatico. Si discute da giorni in tutta la Sicilia sul perché, proprio a cavallo tra due appuntamenti diplomatici importanti nell’agenda di Xi Jinping (a Roma prima ed a Parigi poi), il leader del gigante asiatico sceglie l’isola come una delle tappe del suo tour europeo.

La domanda più in voga sia a Palermo che nel resto della Sicilia nelle ore dell’immediata vigilia dell’arrivo di Xi, è proprio questa: “Come mai viene qui?”. Gli abitanti dell’isola vivono nel perenne e mai risolto dualismo di avere due distinti e distanti stati d’animo circa la considerazione che la Sicilia ha all’estero: da un lato un fin troppo manifestato senso di frustrazione dovuto alla preoccupazione di essere periferia d’Europa, dall’altro un mai del tutto celato orgoglio di sentirsi al centro del Mediterraneo e quindi del mondo.

Ecco perché, in occasioni come queste, emerge una curiosità piuttosto “ambigua”: nel chiedersi i motivi per i quali personaggi come Xi scelgano la Sicilia, c’è molta di quella preoccupazione e quella frustrazione di ritrovarsi nella periferia della storia. Quasi come se chi atterra nell’isola fosse quasi un “pazzo” nel venire “fin quaggiù”. Ma in fondo, ed è qui che risiede l’ambiguità prima richiamata, nella curiosità di queste ore non manca un pizzico di soddisfazione ed anche di aspettativa.

Sì perchè da queste parti, stringi stringi e visto l’andazzo che la storia percorre da diversi decenni, alla fine in Sicilia la speranza, spesso segreta ed a volta invece esplicita, nel nuovo straniero che sbarchi nell’isola e la riporti ai fasti di un tempo dimora nell’animo di ogni cittadino. Ed allora, mentre a Palermo ci si chiede come mai Xi sabato atteri proprio da queste parti, in tanti sono pronti ad immortalare l’evento ed a mostrare, ad un mondo che torna a puntare gli occhi sulla Sicilia, la proverbiale ospitalità che caratterizza il carattere spiccatamente siculo.

Palermo riscopre la sua vocazione internazionale

Intanto, al di là di suggestioni e curiosità siciliane, in questo ultimo periodo emerge un dato oggettivo che pone la Sicilia ed il capoluogo sotto i riflettori internazionali. Per Palermo una dura ma significativa prova sia organizzativa che logistica: da settembre ad oggi, questo è il terzo importante appuntamento ospitato in città. Una grande pubblicità ed un significativo clamore internazionale che non guasta, così come uno sforzo non indifferente che al momento viene ripagato dal riposizionamento di Palermo tra i più importanti centri internazionali, almeno dell’area del Mediterraneo. Ad aprire la serie di eventi è la visita di Papa Francesco lo scorso 15 settembre, passando poi per il vertice sulla Libia del 12 e 13 novembre: in quest’ultimo caso, Palermo ospita 38 delegazioni internazionali, diversi capi di Stato e di governo e vede il suo nome iscritto nel processo di stabilizzazione del paese africano. La prova, sotto il profilo logistico e della sicurezza, in entrambi i casi appare ben superata.

Adesso la visita di Xi chiude il cerchio: Palermo nell’agenda del presidente cinese si trova tra la tappa di Roma e quella di Montecarlo e Parigi. Un motivo di vanto indiscutibile, che vale i disagi legati a traffico e sicurezza di queste ore. La Sicilia, in generale, torna ad avere un ruolo internazionale non indifferente. Agli appuntamenti palermitani di questi mesi, occorre ricordare il G7 del 2017 ospitato a Taormina ed altri meeting mediterranei minori svolti negli ultimi due anni.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.