Affari d’oro fra l’Arabia Saudita e la Cina: Ryiad avrebbe potenziato il proprio armamento grazie all’aiuto di Pechino. Il condizionale è d’obbligo perché l’accusa arriva da un servizio della Cnn che cita un’analisi dei servizi segreti americani, un report che fotografa una situazione giudicata dall’amministrazione Trump significativa e allarmante.

Armi e missili dalla Cina

Nonostante i buoni rapporti diplomatici con gli Stati Uniti, l’Arabia Saudita non può acquistare missili balistici dagli americani a causa di un patto informale risalente al 1987, il Missile Tecnhology Control Regime, non sottoscritto dalla Cina. Per bypassare l’ostacolo, i sauditi avrebbero chiesto l’aiuto della Cina, ben lieta di prestare il supporto a Ryiad, che adesso potrebbe possedere vettori in grado di montare testate nucleari. Pare inoltre che l’entourage di Trump fosse a conoscenza del legame militare fra Arabia Saudita e Pechino ma che avrebbe comunque deciso di non informare il Congresso. Alcuni senatori americani temono che The Donald possa chiudere un occhio e non affrontare a muso duro una situazione potenzialmente pericolosa per gli interessi statunitensi.

Xi Jinping chiama, bin Salman risponde

Oltre a dotare l’Arabia Saudita della possibilità di lanciare testate nucleari contro i suoi avversari – Iran in primis – l’ingerenza della Cina spaventa gli Stati Uniti, perché nei mesi scorsi Trump aveva dato l’impressione di aver raggiunto un’ottima intesa con il principe ereditario saudita Mohammad bin Salman. Un’intesa che tuttavia non si è rivelata leale dal momento che bin Salman si sarebbe rivolto al nemico numero uno di Washington per interessi personali. Anzi, Xi Jinping ha superato a destra Trump spendendo parole al miele nei confronti del governo saudita in occasione dello scorso G20, quando Ryiad era nella bufera in seguito all’uccisione del giornalista Kashoggi.

Pechino allontana Ryiad da Washington

Pochi mesi dopo Cina e Arabia Saudita si sono ritrovate, precisamente a febbraio, per firmare una trentina di accordi economici oltre al potenziamento di relazioni culturali. Ryiad vede in Pechino un alleato strategico oltre che un modello da imitare; sviluppo economico e controllo sociale interno sono le due parole chiave a cui intende rifarsi bin Salman. Intanto l’Arabia Saudita può far tesoro delle decine di missili a medio raggio già acquistati dalla Cina, i cosiddetti Dongfeng DF-3A, esibiti al pubblico nel 2014. E se bin Salman fosse davvero entrato del tutto nell’orbita cinese per gli Stati Uniti si metterebbe male. Washington considerava l’Arabia Saudita il suo principale alleato in Medio-Oriente insieme a Israele; con l’avvicinamento dei sauditi a Pechino la situazione potrebbe cambiare radicalmente.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.