Alcune amicizie si pagano care, a maggior ragione se c’è in gioco la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e se la minaccia arriva dalla Cina. Candance Claiborne, diplomatica specialista del Dipartimento di Stato Usa presso la sede di Pechino, lo ha imparato sulla propria pelle.

Nel luglio 2019 il Dipartimento di Giustizia statunitense ha condannato Caliborne, 63 anni, a 40 mesi di prigione per aver mentito agli investigatori in merito ad alcuni soldi ricevuti da agenti dell’intelligence cinese in cambio di documenti americani. La donna ha anche ricevuto una multa dal valore di 40mila dollari. I suoi reati? Cospirazione per frodare gli Stati Uniti. Un’accusa pesante, certo, ma meno grave rispetto al reato di spionaggio, del quale Claiborne non è invece stata accusata.

Prima di raccontare questa folle vicenda, degna dei migliori film d’azione, vale la pena mettere a fuoco il problema centrale. Ossia, il reclutamento, negli ultimi anni sempre più comune, da parte di spie di Pechino di funzionari statunitensi con accesso a informazioni Usa riservate (o riservatissime). D’altronde se è vero, come hanno scritto vari esperti, che Stati Uniti e Cina stanno combattendo una seconda Guerra Fredda, una contrapposizione del genere prevede un confronto a tutto campo tra le due più grandi superpotenze del pianeta.

Da questo punto di vista ogni millimetro conquistato è un millimetro tolto al rivale e ogni successo, anche minimo, equivale a un vantaggio sulla controparte. E riuscire a impossessarsi di file top secret, utilizzando tecniche di spionaggio, consente di conoscere segreti, piani e strategie rivali senza la necessità di utilizzare la benché minima violenza. Claiborne è finita, suo malgrado in una trappola orchestrata alla perfezione.

Le spie del Dragone

La storia di Claiborne, raccontata da vari media, è emblematica per capire come lo spionaggio cinese sia cresciuto a dismisura rispetto agli ultimi decenni, e come adesso sia in grado di mettere davvero i bastoni tra le ruote agli Stati Uniti.

Basti pensare che fino a pochi anni fa Washington poteva contare su ombre invisibili ben infiltrate oltre la Muraglia. Con l’ascesa di Xi Jinping la musica è cambiata. Come faceva notare il New York Times, dal 2010 al 2012 il governo cinese ha smantellato varie operazioni di spionaggio della Cia nel Paese, uccidendo o imprigionando oltre una dozzina di fonti Usa e paralizzando letteralmente la raccolta di informazioni americana.

Non solo: Pechino ha organizzato la sua controffensiva, sguinzagliando i suoi uomini oltre Oceano e penetrando nelle crepe diplomatiche statunitensi in Cina. Claiborne rappresenta alla perfezione una di queste crepe, usata dal Dragone per danneggiare gli interessi del suo rivale numero uno.

La storia di Candace Claiborne

Tutto inizia nel 2009, quando Candace Claiborne viene inviata a Pechino dal Dipartimento di Stato americano. Nell’ambasciata statunitense in Cina, una specie di fortezza da 434 milioni di dollari, recintata a dovere, difesa da un fossato, vetri infrangibili e perfino postazioni di controllo, il clima è teso. Giusto per chiarire la cornice, poco prima che Caliborne arrivasse, due operai americani avevano consegnato informazioni sulla struttura ai servizi d’intelligence cinesi.

All’epoca il Dragone non era ancora diventato il colosso che conosciamo oggi. Ma quello era il periodo in cui il Dragone si stava per risvegliare dal suo sonno, e gli Stati Uniti erano in apprensione. La nuova arrivata avrebbe infatti dovuto lavorare in un contesto del genere per tre anni, imparando a evitare ogni possibile trappola allestita degli 007 cinesi. Già, perché a Claiborne viene assegnata la scrivania dell’ufficio dell’ambasciata in cui si maneggiano informazioni riservate e un nulla osta di sicurezza.

Relazioni pericolose

Il comportamento della donna è sempre stato impeccabile e nella sua vita non c’erano zone d’ombra. O almeno, questo era quello che pensava il Dipartimento Usa. C’era un piccolo particolare sfuggito a tutti: durante la sua prima missione in Cina, a cavallo tra Pechino e Shanghai e avvenuta anni prima, Claiborne e il figlio, negli atti processuali chiamato “cospiratore A”, avevano stretto amicizia con un misterioso cinese, il signor Wu.

Non sappiamo come Claiborne sia riuscita a incontrare Wu, ma sembra che i due non fossero legati sentimentalmente, anche se in stretta confidenza. In ogni caso, prima di tornare in Cina, l’impiegata contatta Wu per chiedere aiuto: suo figlio vorrebbe continuare gli studi in Cina, ma non ha né i biglietti aerei né un posto dove alloggiare.

La richiesta è molto nebulosa: non si capisce se la donna ha bisogno di una lettera di presentazione o di soldi. Fatto sta che il signor Wu si mette all’opera e accontenta la sua amica. Perché tutta questa premura? Mesi dopo il governo americano scoprirà che Wu era una spia al soldo del governo cinese.

Il metodo cinese

Ryan Gaynor, un agente speciale dell’Fbi che ha indagato sul caso, ha spiegato, come ha riportato il magazine 1843, il suo punto di vista sull’intera faccenda: “Emerge chiaramente che i servizi d’intelligence cinesi sono disposti a investire tempo e risorse per il reclutamento di semplici impiegati amministrativi”. Altro che il “cavallo di Troia” Huawei, le minacce del 5G e altre aziende simili.

Tornando alla nostra storia, in Cina i favori sono considerati merce di scambio preziosa. Detto altrimenti, offrire favori non richiesti, non sempre comporta amicizia. A volte è sottinteso che il ricevente del favore (o dei favori) debba, all’occorrenza, restituirlo in un secondo momento.

Nell’aprile 2011 Claiborne riceve un bonifico di 2.480 dollari da Delta Shipping, una misteriosa azienda di Hong Kong. Quei soldi erano destinati a suo figlio. Un mese più tardi era previsto, negli Stati Uniti, un incontro tra funzionari cinesi, l’allora vicepresidente Usa, Joe Biden, e l’ex segretaria di Stato, Hillary Clinton. Ebbene, al termine del vertice, il signor Wu chiede a Claiborne lumi sulla valutazione interna del Dipartimento di Stato in merito a quel summit.

La donna decide quindi di inviare a Wu una mail con varie informazioni generali, ma l’uomo cinese non appare soddisfatto: “Sono utili queste informazioni, ma si trovano anche su internet”. Claiborne avrebbe dovuto capire quali fossero le reali intenzioni di Wu, amico paziente, premuroso (fin troppo) e sempre pronto ad aiutare suo figlio.

Mss

Gli esperti definiscono quelli come Wu dei “cutout“, ovvero agenti con una copertura credibile e al servizio del ministero della Sicurezza di Stato cinese. Il Mss è un mix tra la Cia e l’Fbi americane. Ha sede a Pechino, più altri uffici sparsi in tutta la Cina.

Si occupa di sicurezza interna e intelligence internazionale. In passato, sostengono fonti Usa, questo ministero avrebbe reclutato informatori usando metodi più o meno bizzarri, e si sarebbe reso protagonista di alcuni importanti attacchi informatici.

Gli 007 cinesi sono abilissimi a corrompere agenti stranieri, e la vicenda Claiborne è l’esempio più lampante delle loro doti. Come se non bastasse, i servizi segreti del Dragone hanno dimostrato di avere tempo e risorse economiche a volontà da investire nella causa dello spionaggio.

Tempo e denaro

In ogni caso, dopo l’insoddisfacente mail ricevuta, Wu attende il prossimo passo falso di Claiborne. Che infatti arriva puntuale due mesi più tardi. La donna scrive al signor Wu una mail in cui gli chiede denaro per il figlio. Morale della favola: il misterioso cinese, impiegato proprio del Mss, gli invia altri 580 dollari.

A un certo punto Claiborne teme di essere troppo dipendente dall’amico, quindi dice al figlio che d’ora in avanti dovranno camminare con le proprie gambe. Il ragazzo, non ascoltando la madre, contatta Wu e instaura con lui un rapporto molto solido, tanto che l’agente in incognito gli pagherà un viaggio in Cina, gli troverà un appartamento e gli passerà uno stipendio mensile dal valore di 3mila yuan.

Il signor Wu arriverà pure a organizzare la festa di compleanno del figlio di Claibrone sulla terrazza di un hotel di lusso a Shanghai. Quel giorno si presenta all’evento anche il signor Zhang, collega di Wu al Mss. Quest’ultimo entra subito in confidenza con Claiborne e il figlio. Un giorno, tanto per dare un’idea dell’approccio friendly, scrive al ragazzo un biglietto esplicito: “Concentrati sulla scuola. Io e il signor Wu faremo del nostro meglio a coprire le spese”. Difficile essere più chiari di così.

Vittima o complice?

La missione di Claiborne in Cina sta per finire. Nel modulo che deve compilare in vista del colloquio finale, la donna scrive che no, non ha avuto interazioni con cittadini non americani. L’americana termina così la sua avventura a Pechino e viene spedita in Sudan. Prima di partire riceve da Wu e Zhang un Iphone e un MacBook: i due agenti, si scoprirà in seguito, li avrebbero usati per tracciare ogni suo movimento.

Nel frattempo il figlio della diplomatica è sempre in Cina, spesato dal Mss. Un bel giorno il ragazzo viene accusato di un reato. Zhang si offre subito di aiutarlo. Il tandem di spie avvisa Claiborne: loro avrebbero convinto le autorità a non incriminare il giovane. Missione compiuta, anche se il visto dell’americano viene ritirato. Risultato: il “cospiratore A” deve tornare in America al più presto.

Claiborne, sempre più dipendente dai cinesi, rientra a Washington dopo la missione africana e chiede a Wu altri soldi. Immediata la risposta: “Su quale conto vuoi i cinquemila?”. Intanto, dopo l’ennesimo hackraggio riscontrato negli Stati Uniti (tutto lascia pensare che gli autori provengano dalla Cina), il Dipartimento convoca la donna per un’indagine di sicurezza.

A Claiborne viene chiesta una spiegazione dettagliata delle sue attività in Cina, ma la donna omette i soldi ricevuti, i regali, i favori e, più in generale, i contatti con Wu e Zhang. L’Fbi capisce che qualcosa non va e controlla ogni mossa di Claiborne, che intanto, parlando con il figlio, prossimo all’ennesimo viaggio in Cina, dichiara: “Se parlerai con Wu, dì che Candace sta lavorando a Washington. Sono sicura che te lo chiederanno. Sono spie”.

Epilogo

Nel gennaio 2017, poco dopo l’inaugurazione della presidenza di Donald Trump, un uomo si presenta a casa di Claiborne. Dice di essere un collega di Wu e Zhang e spiega di lavorare per il Mss. Porge alla donna un rotolo di banconote. Claiborne rifiuta il dono, spiegando che le cose “non sono più come prima”. L’uomo, in realtà, non era un amico dei cinesi, ma un agente dell’Fbi sotto copertura. Claiborne, poco dopo, viene arrestata.

L’ex impiegata modello è stata accusata di aver trasmesso informazioni sensibili al Mss e di aver potuto danneggiare le attività del Dipartimento di Stato Usa. Un esempio? Il telefono e il computer che aveva ricevuto come regalo avrebbero  potuto essere usate come cimici, arrecando un danno enorme alla sicurezza degli Stati Uniti. Intanto Wu e Zhang si sono volatilizzati. Presumibilmente stanno continuando a praticare il loro lavoro di agenti sotto copertura in Cina, pronti a fiondarsi sulla prossima vittima.

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