La Turchia ha dichiarato di possedere una nuova letale e futuristica arma sottomarina che le permetterà di controllare le proprie coste del Mar Nero e del Mediterraneo Orientale. Si tratta delle mine navali di ultima generazione “Wattoz” o “Stingray” : mine governabili in remoto come un drone subacqueo, sviluppate nel “Programma Wattoz” che ha visto la collaborazione dei ricercatori del principale produttore di droni turco, Albayrak Defense, e di quelli provenienti dalla Karedeniz Technical University.

La “mine navale mobile” Wattoz è apparentemente un drone o Uuv – unmanned underwater vehicles – a forma di “razza”, realizzata in titanio e alluminio ricoperta di silicone. Provvista di una coppia di telecamere alloggiate degli ‘occhi’ , è armata di una carica esplosiva capace di causare gravi danni e “affondare qualsiasi tipo di nave da guerra o sottomarino”. Di dimensioni troppo ridotte per essere capata da un radar, capace di navigare a una velocità massima di 5,5 nodi, per un massimo di 12 ore di autonomia grazie ai suoi tre motori integrati, è stata sviluppata per missioni di sorveglianza o di assalto. Controllata in remoto da onde sonore/ acustiche criptate, una volta rilasciata “nuoterebbe” furtivamente sott’acqua come una “vera” razza – cercando l’obiettivo grazie alle telecamere integrate sul muso – per poi attaccarsi allo scafo dell’unità navale nemica attraverso dei magneti elettromagnetici, essere ‘armata’, e detonare tramite ordine impartito in remoto dalla stazione di controllo.

Questa nuova tipologia di mina navale, secondo quanto affermato dal presidente dell’Albayrak Savunma, può rimanere inattiva sul fondo marino in modalità di stand-by proprio come un branco di razze insabbiate che attendono la loro preda – per essere attivata all’occorrenza ed essere guidata sull’intruso. Steso il ‘campo minato’ nella zona di mare sensibile che si vuole difendere, e in connessione con altri sistemi radar e sonar, la mina navale Wattoz potrebbe davvero rivelarsi un’arma silenziosa e letale, capace di affondare un cacciatorpediniere o un sommergibile. Secondo quando riportano dalla Albayrak Savunma, il mina Wattoz sarebbe dotata – data la sua somiglianza con un vero “pesce” – di un sistema di auto-protezione che allontana i predatori marini attraverso segnali elettromagnetici e ultrasuoni. Secondo quanto dichiarato dalla Albayrak Defense, i frutti del programma Wattoz, che ha impegnato scienziati e ricercatori per oltre 2 anni, verrà presentato al pubblico entro i prossimi tre mesi, e potrà essere immediatamente schierato nei tratti di mare dove si temono ‘incursioni’ in quello che viene definito come un momento ‘molto difficile’ per la Turchia. Anche se non esiste alcuna foto o prova della reale esistenza della mina Wattoz, l’azienda ha diffuso un video realizzato al computer che illustra il teorico impiego di questa nuova ‘curiosa’ quanto incredibile arma.

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