Nella giornata di lunedì, alcune migliaia di cittadini armeni sono scesi in piazza nella capitale Erevan, per protestare contro la nomina di Serzh Sargsyan quale primo ministro del Paese. 

Il 16 aprile il partito repubblicano dell’Armenia e le fazioni della Federazione Rivoluzionaria Armena (Hay Heghapokhakan Dashnaktsutyun) hanno approvato all’unanimità Sargsyan come candidato per il posto. Il Parlamento ha votato la questione nel pomeriggio del 17 aprile, ufficializzando la nomina.

Leader del partito di opposizione “Elk” (Contratto civile), e deputato del parlamento armeno Nikol Pashinyan, oggi in Piazza di Francia nella capitale del Paese, ha detto a Tass che sta “avviando una rivoluzione di velluto, di popolo e pacifica”.

I manifestanti, molti sventolando bandiere armene, hanno intasato il Marshal Bagramyan Avenue, che conduce alla sede dell’Assemblea Nazionale, fermando il traffico. Colonne di polizia antisommossa hanno impedito alla folla di avanzare ulteriormente verso il parlamento.

Alcuni media riportano di ferite a carico di Pashinyan che medicato in ospedale, è voluto ritornare immediatamente alla guida dei cortei di protesta. Sputnik ha detto che durante le dimostrazioni sono rimasti feriti 5 poliziotti, e che circa una trentina di manifestanti sono stati condotti nei commissariati più vicini. 

Nel Paese sta maturando una situazione rivoluzionaria: nelle città di Gyumri, Iyevan, Vanadzor, Kapan e Metsamor i manifestanti hanno bloccato strade e le direttrici interstatali. La gente non va al lavoro, è cominciato uno sciopero di massa “, ha detto Pashinyan.

A Gyumri, gli studenti sono scesi in strada, e a Vanadzor il movimento di protesta è stato presieduto dal capo del partito “Yerkir Tsirani“(Paese albicocca) Zaruhi Postanzhyan, i quali hanno organizzato una protesta presso il Consiglio degli anziani del municipio di Yerevan , e lanciando contro le banche escrementi prelevati dalle fogne locali. Le forze dell’ordine di Vanadzor stanno cercando di convincere i manifestanti a liberare la carreggiata e non disturbare i conducenti. C’è stato un piccolo conflitto tra poliziotti e manifestanti.

In una dichiarazione rilasciata nella mattinata del 16 aprile, la polizia ha asserito che le proteste fossero illegali e ha avvertito che le forze dell’ordine avevano l’autorità di “interrompere” in modo forzato le riunioni in strada, poiché accompagnate da “violazioni collettive dell’ordine pubblico”.

Per l’intera giornata di lunedì, i giornalisti riportano di manifestanti giunti nel centro della capitale armena con il proprio mezzo, abbandonandolo per strada, per poi sdraiarsi al centro della carreggiata per impedire il transito agli altri veicoli. Anche il servizio di trasporto pubblico della metropolitana è stato interrotto, a causa dell’invasione di tre delle principali stazioni della metropolitana nel centro città, invase dai manifestanti. 

La questione ha assunto rilievo tra la popolazione a causa del fatto che, nel 2015, in Armenia, a seguito di una riforma costituzionale, sia mutata la forma di governo: da repubblica presidenziale si è passati ad una formula di tipo parlamentare, depotenziando così la figura del presidente, che racchiude ora una serie di funzioni meramente istituzionali e rappresentative, oggi traslate sulla figura del primo ministro. 

Il ruolo di Sargsyan, dunque, modificando la sua posizione, riuscirà ad essere in carica per un terzo mandato consecutivo, dopo essere stato presidente in carica per 10 anni, dal 2008 al 2018. 

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