Se il gasdotto Nord Stream 2 ha creato qualche scintilla di troppo tra Angela Merkel ed Emmanuel Macron, con la cancelliera che non intende cedere – nonostante le tensioni con Mosca sul caso Navalny e l’espulsione di diplomatici europei – e il presidente francese che nutre più di una riserva, c’ha pensato il dossier Cina a ricalibrare l’asse Berlino-Parigi. Un binomio, quello tra la leader tedesca e il capo dell’Eliseo, recentemente rilanciato dal patto sui semiconduttori.

Dicevamo della Cina. A margine di un incontro online del Consiglio franco-tedesco di difesa e sicurezza, Merkel e Macron hanno tenuto una conferenza stampa congiunta in merito alla posizione che dovrebbe tenere l’Unione europea nei confronti di Pechino. In seguito all’elezione di Joe Biden, molti analisi ritenevano che gli Stati Uniti avrebbero accelerato al massimo sull’Europa, nel tentativo di arruolare il Vecchio Continente in chiave anti cinese.

Biden, democratico e decisamente più moderato di Donald Trump, sarebbe stato l’uomo perfetto per ricucire i rapporti tra le due sponde dell’Oceano, dopo i molteplici screzi provocati da The Donald con varie cancellerie europee. Insomma, il matrimonio tra Stati Uniti e Unione europea sembrava una pura e semplice formalità. La realtà potrebbe essere diversa. Il rischio, per la Casa Bianca, è quello di ritrovarsi un alleato, in questo caso l’Europa, che anziché offrire un vero e proprio appoggio sul dossier cinese possa trasformarsi in un rivale strategico

Il messaggio di Merkel e Macron

Il duo Macron-Merkel è stato chiaro. L’Unione europea deve mantenere un’autonomia strategica e, al tempo stesso, adottare una propria politica nei confronti della Cina. Il che significa non ricalcare, obbligatoriamente, l’approccio americano. Detto in altre parole, Washington e Bruxelles restano solide alleate, ma non è scritto da nessuna parte che, in futuro, l’Ue accetti di condividere, in tutto e per tutto, la posizione statunitense nei confronti di Pechino.

“Abbiamo già compiuto un passo in questa direzione con l’accordo raggiunto con la Cina sul trattato bilaterale sugli investimenti“, ha sottolineato Merkel, come riportato dall’Ansa. “Penso che l’Ue dovrebbe avere una propria politica nei confronti della Cina”, ha quindi aggiunto la cancelliera. Secondo Merkel, inoltre vi sono “molte ragioni” per lavorare con la Cina, al fine di “riaffermare il multilateralismo su scala globale”. Macron non può che concordare.

Ue, Usa e Cina: un triangolo da ricostruire

Piccolo problema: nel suo primo discorso in materia di politica estera, Biden ha definito la Cina il “più serio concorrente” degli Stati Uniti. Implicito il piano dell’amministrazione del presidente democratico: richiamare all’appello gli alleati europei, così da arginare l’avanzata economica, commerciale, tecnologica e anche politica di Pechino in Occidente. Tra i partener americani più affidabili da impiegare in chiave anti cinese troviamo proprio l’Europa, che tuttavia ha dimostrato di voler approfondire le relazioni con i cinesi in chiave commerciale.

Certo, come ha rimarcato Merkel, la politica Ue nei confronti del Dragone dovrebbe “tenere in considerazione punti di convergenza con gli Stati Uniti” ma “ciononostante, vi sono numerosi motivi, come la lotta ai cambiamenti climatici e altri temi, che ci spingono a collaborare con la Cina, in particolare per rafforzare il multilateralismo”. Nasce così un asse di ferro, quello tra Macron e Merkel, che ha l’intenzione di trasformare l’Unione europea in un soggetto politico capace, almeno sul tema cinese, di smarcarsi dall’ombra americana e approfondire i legami con il gigante asiatico. Gli Stati Uniti sono avvisati.

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