Il segretario di Stato Usa Mike Pompeo si recherà in visita in Europa dal 27 settembre al 2 ottobre. Due prime importanti tappe In Italia e presso la Santa Sede: a Roma incontrerà il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio per discutere del rapporto bilaterale Usa-Italia, delle risposte all’emergenza Covid-19 e della stabilità regionale. Il 30 settembre Pompeo terrà anche un discorso all’ambasciata degli Stati Uniti presso la Santa Sede, in occasione di un simposio sull’avanzamento e la difesa della libertà religiosa attraverso la diplomazia. A seguire, due fondamentali tappe ad est: Pompeo, infatti, proseguirà il suo tour in Croazia e Grecia.

La tappa in Grecia

In Grecia, Pompeo incontrerà il premier Kyriakos Mitsotakis e il ministro degli Esteri Nikos Dendias “per rinnovare l’impegno condiviso per promuovere la sicurezza, la pace e la prosperità nel Mediterraneo orientale e celebrare la più forte relazione tra Stati Uniti e Grecia degli ultimi decenni”. Un gesto altamente significativo a seguito delle forti tensioni nel Mediterraneo con la Turchia.

A Salonicco, il segretario di Stato firmerà un accordo bilaterale sulla scienza e la tecnologia: qui, inoltre, incontrerà i leader aziendali del settore energetico per una discussione volta ad evidenziare la diversificazione dei progetti infrastrutturali in Grecia. A Creta, il segretario visiterà la Naval Support Activity (Nsa) nella Baia di Souda per sottolineare la forte partnership di sicurezza degli Stati Uniti con il partner ellenico in ambito Nato. La Nsa ha come obiettivo quello di estendere la capacità di combattimento nella guerra congiunta attraverso il supporto operativo alle forze statunitensi, alleate e di coalizione schierate all’interno dell’Eucom/Centcom /Africom. Questa installazione estende la capacità di combattimento bellico fornendo, gestendo e sostenendo strutture e servizi superiori dedicati alla prontezza al combattimento e alla sicurezza di navi, aerei, distaccamenti e personale. La visita arriva sulla scia dei commenti bomba del senatore statunitense Ron Johnson, che presiede la sottocommissione per le relazioni estere del Senato con l’Europa. Johnson, all’inizio di questo mese aveva dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero intenzione di rimodulare l’installazione navale come sostituto alla base aerea di Incirlik in Turchia.

Johnson aveva rilasciato un’intervista al quotidiano e think tank conservatore Washington Examiner in cui sosteneva che gli Stati Uniti, pur intenzionati a “mantenere la loro piena presenza e cooperazione in Turchia”, sono fortemente spinti ad un ritiro progressivo per via dell’acuirsi delle tensioni bilaterali e a guardare la Grecia da un punto di vista strategico nettamente diverso. Alla notizia, rimbalzata immediatamente sull’Anadolu, era seguito il no comment del Pentagono: il portavoce del tenente colonnello Thomas Campbell aveva immediatamente sottolineato che gli Stati Uniti “non hanno intenzione di porre fine alla presenza nella base aerea di Incirlik”. La base è stata sotto il controllo congiunto turco-americano dal 1955 ed è una delle risorse maggiormente strategiche per l’alleanza NATO, in quanto si trova alle porte del mondo arabo ed era un tempo un luogo adatto per immagazzinare armi dirette contro l’Unione Sovietica, prima, e contro la Russia, poi. Al netto delle esternazioni di Johnson, Washington non sta necessariamente pensando a un’alternativa a İncirlik, ma ad una serie di opzioni di ricollocamento che sono in moto da tempo, e che si stanno realizzando a tappe. Ergo, pur mantenendo il sito turco, nel futuro prossimo potrebbe mutare la qualità, la natura e la portata della presenza e degli investimenti degli Stati Uniti in questi siti alternativi.

La visita in Croazia

Il 2 ottobre, Pompeo si recherà in Croazia per incontrare il primo ministro Andrej Plenkovic, il ministro degli Esteri Gordan Grlic Radman e il ministro della Difesa Mario Banozic. Con i rappresentanti di Zagabria verranno discusse le opportunità per una più stretta cooperazione tra gli Stati Uniti e la Croazia in aree chiave di reciproco interesse, tra cui la cooperazione in materia di difesa, le crescenti relazioni di investimenti bilaterali e i forti sforzi croati per promuovere l’integrazione dei Balcani occidentali.

Sul tavolo delle trattative alcune questioni molto tecniche come la politica dei visti: Croazia, Bulgaria, Romania e Cipro, infatti, sono gli unici Stati membri dell’Unione Europea i cui cittadini non possono entrare negli Stati Uniti senza visto. A questo si aggiunge un accordo sulla annosa questione dei croati con doppia cittadinanza: gli accordi impediranno il doppio pagamento delle tasse e li proteggeranno da qualsiasi procedura discriminatoria. È previsto, inoltre, anche un meccanismo di cooperazione tra le autorità fiscali di entrambi i Paesi che risolverà eventuali malintesi che potrebbero emergere nell’attuazione.

La visita di Pompeo potrebbe assumere anche dei toni propagandistici legati allo scontro con Russia e Cina: Pompeo ha, infatti, recentemente visitato la Polonia, la Repubblica Ceca, l’Austria e la Slovenia: in tutte queste occasioni il segretario americano ha tenuto incontri di alto livello durante i quali ha esortato i suoi omologhi europei, mettendoli in guardia “contro la crescente influenza di Cina e Russia”. Il refrain, dunque, potrebbe ripetersi anche in Croazia. Radman, invece, non si è espresso sulla posizione che assumerà la Croazia sulla tecnologia 5G e su un’eventuale dichiarazione congiunta sul tema. L’argomento sarà comunque al tavolo delle trattative: proprio nel giugno scorso, in Croazia, la Hrvatski Telekom (Ht) ed Ericsson Nikola Tesla (Ent) hanno firmato un accordo di cooperazione che rende EntT il fornitore esclusivo della parte radio per la rete mobile di HT fino al 2024. Si tratta del primo accordo 5G firmato in Croazia da aziende croate: il regolatore Hakom, tuttavia, ha annunciato di posticipare l’assegnazione dello spettro per il 5G attraverso un’asta pubblica fino alla prima metà del 2021.

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