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Il 12 giugno, lungo il rovente circuito di Baku, si disputerà un capitolo-chiave del Campionato mondiale di Formula 1 2022: il Gran premio d’Azerbaigian. Un classico delle gare automobilistiche, sin dalla prima edizione datata 2017, che costituisce una delle massime espressioni della diplomazia sportiva che ha riscritto l’immagine internazionale dell’Azerbaigian.

Formula 1 e tanto, tanto calcio

È dal 2016 che il circuito di Baku, inaugurato quello stesso anno ospitando l’ultima edizione del Gran premio d’Europa, è sede dei grandi eventi della Formula 1. E quest’anno, domenica 12 giugno 2022, sarà il tetto – per la quinta volta – del Gran premio d’Azerbaigian, valevole per il campionato mondiale di Formula 1.

L’Azerbaigian non è sempre stato un paese per grandi eventi sportivi. Lo è diventato con l’inoltrarsi degli anni Duemila, su spinta della scelta lungimirante del presidente Ilham Aliyev di fare dello sport un punto di forza per l’Azerbaigian, investendo nella costruzione di infrastrutture avveniristiche e nell’ammodernamento delle esistenti.

Nel 2014 la fine dei lavori nell’Arena nazionale di ginnastica. Nel 2015 l’inaugurazione dello Stadio olimpico di Baku e il rinnovamento del Palazzo di sport di Baku. Nel 2016 l’apertura del circuito di Baku. Una sequela di edifici costruiti o rifatti ex novo che ha facilitato la magnetizzazione di appuntamenti di vario tipo: dalle gare automobilistiche ai giochi simil-olimpici.

Dal 2000 ad oggi, complici l’arricchimento dell’offerta turistica, il riempimento del panorama urbana con nuove infrastrutture e l’incremento del potere morbido detenuto, l’Azerbaigian ha attratto i più importanti eventi sportivi dell’Europa, dell’Asia e dell’intero pianeta: le Olimpiadi – più nello specifico le qualificazioni di taekwondo ai giochi estivi del 2004 –, la prima edizione dei Giochi europei – nel 2015 –, la quarta stagione dei Giochi della solidarietà islamica – nel 2017 – e calcio di alto livello – dalla finale della UEFA Europa League 2018/19 a UEFA Euro 2020.

Sport e multivettorialità

L’Azerbaigian ha costruito una politica estera basata sulla cosiddetta multivettorialità: la bussola dell’interesse nazionale che punta contemporaneamente verso i quattro punti cardinali, senza che ciò implichi o dia luogo a contraddizioni di sorta. Tutti i partner sono uguali, e nessuno è più uguale dell’altro. Una logica riproposta (con successo) nell’ambito sportivo.

Nel nome della multivettorialità, Baku è divenuta la sede di una gamma eterogenea e vasta di eventi sportivi carichi di valore economico e portatori di significati identitari. Gli Europei di calcio e i tornei UEFA – indicanti la (tanta) “voglia di Europa” della classe dirigente. I Giochi della solidarietà islamica – espressione dell’ancoraggio identitario della nazione azerbaigana, fondata sui pilastri della turchicità e dello sciismo. I Giochi mondiali dei popoli nomadi – Baku potrebbe ospitare l’edizione 2024 – per celebrare e rammentare le origini ancestrali e nomadiche degli azerbaigiani.

Il caso studio dell’Azerbaigian è l’esemplificazione delle potenzialità del potere morbido ed un possibile modello di riferimento per tutti quei paesi desiderosi di investire nello sport sia come elemento sociale-si pensi ai vantaggi per le giovani generazioni, che come strumento di conoscenza del paese all’estero. Un caso che (di)mostra l’importanza dello sport: magnete di grandi eventi e unificatore di popoli.

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