Secondo il sito French Intelligence, gli Hezbollah starebbero costruendo almeno due installazioni in Libano, dove produrre missili ed armamenti. Sebbene questa notizia circolasse da tempo sui siti arabi, il magazine francese ha fornito maggiori dettagli su queste due strutture, indicandone la posizione e la tipologia di armamenti prodotti.

Una prima struttura si troverebbe nei pressi di Hermel, nella Bekaa, mentre la seconda sarebbe posizionata tra Sidone e Tiro. Nella prima installazione verrebbero prodotti razzi Fateh 110 capaci di colpire quasi tutto il territorio israeliano, con una gittata di 300 km e un discreto livello di precisione. Nel complesso situato sulla costa mediterranea invece verrebbero fabbricate munizioni di piccolo calibro.

Le rivelazioni del magazine online francese arrivano in concomitanza con la ricorrenza degli undici anni della guerra dei 34 giorni, che vide contrapposti gli Hezbollah ed Israele nel luglio del 2006. Da allora, se si eccettuano i raid israeliani in Siria contro gli Hezbollah, il confine tra Libano ed Israele è stato relativamente tranquillo.

Nel corso del conflitto siriano più volte le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno effettuato una serie di raid contro postazioni e convogli degli Hezbollah, evitando conferme ufficiali circa la natura di queste missioni. Alcune di queste operazioni hanno colpito esponenti del movimento sciita libanese e comandanti di alto rango operanti in Siria ma, secondo le ricostruzioni dei media e degli esponenti delle IDF, lo scopo principale di questa “guerra segreta” è stato prevenire il trasferimento di armi sofisticate dalla Siria al Libano.

Secondo le indiscrezioni fornite lo scorso marzo dal quotidiano kuwaitiano Al Jarida, le installazioni segrete sarebbero una risposta degli Hezbollah, supportati dai reparti speciali iraniani (IRGC), contro i raid israeliani in Siria.

Intervenendo proprio su questo argomento, alle commissioni esteri e difesa della Knesset (il parlamento israeliano), il capo di Stato Maggiore delle Idf, Gadi Eisenkot, ha affermato quanto sia fondamentale, al pari della lotta allo Stato Islamico, diminuire l’influenza iraniana nelle zone confinanti con Israele. Eisenkot ha quindi dichiarato che le Idf, in questi anni, hanno operato affinché gli Hezbollah, tramite l’Iran, non raggiungessero un livello di armamenti così sofisticati e precisi. Il capo della Idf ha poi spiegato come, dalla fine del conflitto del 2006, l’apparato militare israeliano abbia migliorato le sue capacità d’intelligence ed operative.

Il Ministro della Difesa israeliano, Avidgor Liberman, ha dichiarato di essere al corrente della costruzione degli impianti di armamenti iraniani in Libano ed ha aggiunto di “sapere cosa deve esser fatto…”.

Analoghe preoccupazioni sono state diffuse anche dal capo dell’intelligence delle Idf, Herzl Halevi, che ha dichiarato di non poter ignorare il fatto che, da almeno un anno, l’Iran starebbe lavorando alla creazione di queste infrastrutture per la produzione di armamenti. Altri esponenti del governo israeliano, come Eran Etzion, responsabile per la pianificazione politica presso il Ministero degli Esteri, sostengono che gli Hezbollah, con l’esperienza maturata in Siria, si stiano preparando per la terza guerra del Libano contro Israele. Una guerra dove, sebbene le capacità militari dello Stato d’Israele consentirebbero di colpire massicciamente gli Hezbollah, al tempo stesso non eviterebbero ingenti danni ad aree abitate ed infrastrutture sul territorio israeliano.

I segnali di una crescente tensione, almeno a livello verbale, giungono anche dal Libano, dove due giorni fa, Sayyed Hashem Safieddine, responsabile per le attività economiche e sociali degli Hezbollah, ha confermato che il movimento ha sviluppato nuove capacità militari non riscontrabili dalle agenzie d’intelligence dei paesi nemici. La guerra tra Hezbollah ed Israele, almeno sotto il profilo della retorica, non si è mai interrotta.

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