Dopo gli attentati degli ultimi tempi e il caso Regeni il turismo in Egitto ha subito un forte calo. Gli Occhi della Guerra ha fatto il punto con Amr Ezabi consulente del ministero del Turismo egiziano che ha curato molte campagne pubblicitarie, alcune anche per il pubblico italiano.Dopo il caso Regeni vi sono state molte tensioni tra l’Italia e l’Egitto. Questa situazione ha avuto forti ripercussioni su un settore già provato dal terrorismo come quello turistico…L’Egitto ha dei rapporti molto forti con l’Italia dal tempo degli antichi romani. Nel ventesimo secolo c’era una comunità italiana molto forte in Egitto e i rapporti sono rimasti ottimi anche dopo le nazionalizzazioni degli anni 50. Inoltre, negli ultimi decenni gli italiani sono stati i primi a raggiungere il traguardo del milione di turisti. Proprio per queste ragioni sono sicuro che il legame tra i due paesi saprà superare questo momento difficile.Vi sono molte preoccupazioni sulla sicurezza dei voli dopo l’attentato di Sharm El Sheik contro l’aereo russo e il misterioso incidente del volo partito da Parigi. Il governo egiziano sta migliorando la sicurezza degli scali?Sulla sicurezza degli aeroporti si sta facendo molto, l’Egitto sta collaborando con la Russia, la Germania e la Gran Bretagna per migliorare la sicurezza degli scali. Il governo egiziano ha anche chiesto alla Control Risks, una delle compagnie internazionali più famose nel settore, di migliorare la sicurezza degli aeroporti egiziani.Dopo la tragedia di Giulio Regeni gli italiani hanno paura di viaggiare in Egitto. Lo stato ha dei programmi per formare le forze dell’ordine su come comportarsi con gli stranieri?Sono sicuro che il governo egiziano e quello italiano alla fine arriveranno alla verità sul caso Regeni. È importante capire che il turismo è una delle priorità del governo egiziano e le statistiche dimostrano che i turisti possono essere sicuri che la polizia li tutelerà. Ci sono 15 milioni di persone in Egitto che dipendono dal turismo, tutti sono consapevoli dell’importanza di questo settore. La tragedia di Regeni non può essere generalizzata. Nonostante la diminuzione dei turisti degli ultimi anni, i numeri restano importanti e il governo fa il suo massimo per garantirne la sicurezza.Il terrorismo ha preso di mira il turismo e la cooperazione economica. In un’epoca in cui le persone hanno paura di spostarsi, come evitare la paralisi e la vittoria degli islamisti?La cooperazione resta importantissima in un momento in cui il terrorismo mondiale tenta di far crollare il turismo e costruire finti scontri tra civiltà. Per quanto sia normale che vi siano inquietudini, sarebbe un errore immenso far vincere i terroristi costruendo muri e non viaggiando più. Bisogna farsi coraggio e non cadere in questa trappola. Sono preoccupato non solamente per la diminuzione del turismo, ma anche perché i paesi europei hanno tagliato i fondi per gli scambi culturali con l’Egitto.Il terrorismo ha invece aumentato il numero di persone che viaggiano per disperazione tentando di scappare verso i paesi del nord del Mediterraneo…Solamente rilanciando lo sviluppo dei paesi del sud del Mediterraneo e dell’Africa si potranno fermare le ondate di migranti che sbarcano in Europa. L’Egitto per fortuna non è imploso come molti paesi dell’area e quindi è un partner fondamentale con cui cooperare, anche in momenti in cui si possono avere divergenze anche molto forti. Tagliare i rapporti non porterebbe nessun beneficio, mentre parlarsi, anche aspramente può comunque portare a miglioramenti reciproci. In un’epoca cupa come questa, in cui i turisti vengono attaccati in tutto il mondo, è fondamentale avere una strategia comune. Non possiamo risolvere questa tragedia se non si collabora tutti insieme.Cosa si può fare?Gli islamisti sono un problema per gli europei come per i veri islamici. È naturale quindi che si debba collaborare per uscire da questo vicolo cieco. Anche l’Europa deve imparare a scegliere meglio i suoi alleati nel mondo islamico che spesso sono islamisti mascherati da moderati.In un momento nero come questo come reagire con coraggio alle sfide poste dal terrorismo ?Continuando a parlare e collaborare tra stati, anche di fronte a disaccordi importanti. Bisogna sfidare la paura e l’insicurezza in cui l’Asia, l’Africa e l’Europa sono piombate. Si tratta di un momento storico importante e bisognerà aver coraggio.

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