Nella giornata in cui il premier Giuseppe Conte è atteso al Copasir, dagli Stati Uniti emergono nuove importanti notizie sulle trasferte romane datate 15 agosto e 27 settembre dell’Attorney general William Barr e del procuratore John Durham che indagano sulle origini del Russiagate e sul possibile complotto orchestrato contro Donald Trump e la sua campagna nel 2016. Secondo i media americani, Barr e Durham non sono tornati a casa a mani vuote dopo i due incontri con i vertici dei servizi segreti italiani. Come riporta Fox News, l’indagine del procuratore John Durham “si è estesa” sulla base “di nuove prove raccolte durante un recente viaggio a Roma con il procuratore generale William Barr”.

Ricordiamo che, come dichiarato dallo stesso premier Conte, fu lui ad autorizzare l’incontro tra il capo del Dis Gennaro Vecchione e Barr per cercare “nell’interesse dell’Italia di chiarire quali fossero le informazioni degli Stati Uniti sull’operato dei nostri Servizi all’epoca dei governi precedenti”, quindi Renzi e Gentiloni. Alla riunione del 27 settembre, oltre a Vecchione, parteciparono anche i i direttori di Aise (Luciano Carta) e Aisi (Mario Parente).

Nuove prove raccolte dopo il viaggio a Roma

Secondo i media americani, le prove raccolte da Barr e Durham a Roma sono talmente rilevanti che, appena tornato a Washington, John Durham ha deciso di estendere le indagini sulle origini del Russiagate. Come ha riportato InsideOver il 9 ottobre scorso,  l’indagine condotta dal team investigativo guidato da Duhram e dall’Attorney general William Barr sull’operato delle agenzie federali alle origini del Russiagate si estende e ora copre un arco temporale che interessa, per quanto riguarda anche l’Italia, anche il governo Gentiloni. Come scrive Fox News, Durham sta sondando una linea temporale più ampia di quanto precedentemente noto, secondo diversi funzionari dell’amministrazione Trump: il periodo preso in esame va dal 2016 – prima delle elezioni presidenziali di novembre – fino alla primavera del 2017, quando Robert Mueller viene nominato procuratore speciale per il Russiagate.

Su indicazione dell’Attorney general Barr, l’avvocato avrebbe inoltre ampliato la sua indagine con nuovi agenti e risorse, spiegano gli stessi funzionari a Fox News. Il procuratore Durham, detto “bulldog”, sta raccogliendo informazioni da numerose fonti, tra cui un certo numero di Paesi stranieri, tra cui l’Italia. Nel mirino, come più volte abbiamo rimarcato, c’è il docente maltese Joseph Mifsud e la sua rete di relazioni e contatti.

Il nastro misterioso su Mifsud è la prova decisiva?

Secondo quanto riportato dal Daily Beast, quando Barr si è presentato all’ambasciata americana di Palazzo Margherita, a Roma, ha chiesto due cose: una sala conferenze per incontrare agenti di sicurezza italiani di alto livello in cui potesse essere sicuro che nessuno avrebbe potuto ascoltarlo e una sedia in più per il procuratore John Durham, incaricato dallo stesso Barr di fare luce sull’origine del Russiagate.

Un funzionario dell’ambasciata americana a Roma avrebbe rivelato al Daily Beast che quella di William Barr è stata una visita inaspettata. Secondo la testata americana, Barr e Durham erano particolarmente interessati da ciò che i servizi segreti italiani sapevano sul conto di Joseph Mifsud, il docente maltese al centro del Russiagate, colui che per primo – secondo l’inchiesta del procuratore Mueller – avrebbe rivelato a Papadopoulos l’esistenza delle mail compromettenti su Hillary Clinton. Mifsud avrebbe fatto domanda di protezione alla polizia in Italia dopo essere “scomparso” nel nulla.

Nella deposizione audio del docente maltese che i servizi italiani hanno fatto ascoltare ai procuratori americani, Mifsud spiegherebbe il motivo per il quale “alcune persone” vorrebbero fargli del male. Una fonte del ministero di Giustizia italiano, parlando a condizione di anonimato, avrebbe confermato che Barr e Durham hanno ascoltato il nastro e ci sarebbe stato uno scambio di informazioni fra i procuratori americani e l’intelligence italiana. “Nuove evidenze” che hanno indotto Durham ad estendere l’indagine.

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