La storia del Pakistan è un “unicum” nel panorama internazionale: è infatti l’unico Stato nato per aggregare una determinata comunità di musulmani. L’islam è religione maggioritaria in diverse nazioni mediorientali, ma l’identità nazionale nasce prima dell’avvento della fede musulmana. Invece Ali Jinnah, padre della patria pakistana, immagina una Repubblica musulmana in grado di dare una nazione ai seguaci dell’Islam presenti nell’India posta ancora sotto la colonizzazione inglese. Per molti quello, compreso per lo stesso Jinnah, è un modo per evitare tensioni tra la componente induista e quella islamica. Jinnah muore pochi mesi dopo la fondazione del Pakistan, non fa in tempo a guidare la nuova nazione e, di conseguenza, ad evitare che con l’India sorgesse una rivalità in grado di innescare potenziali gravi conflitti.

La questione del Kashmir 

Per la verità il conflitto più importante tra Pakistan ed India risale per ben altro contenzioso. Nel 1971 i due paesi entrano in guerra mentre il Bangladesh attua la sua secessione. Quest’ultimo fino a quell’anno è una provincia orientale del Pakistan, staccato però dalla madrepadria e diviso dalla presenza dell’immenso territorio indiano. Essendo però territorio a maggioranza musulmana, nel 1947 si decide di incorporarlo al Pakistan. La Lega Awami guida il Bangladesh alla totale indipendenza del paese da Islamabad, l’India appoggia il nascente governo bengalese. Da qui un conflitto durato appena due settimane, ma terribilmente cruento tanto da creare da allora dei gruppi di contatto volti ad evitare altri scambi di colpi lungo il confine. Ma in realtà la vera rivalità si ha riguardo al Kashmir. Nonostante questa montuosa regione sia a maggioranza musulmana, nel 1947 viene assegnata alla federazione indiana.

Da allora il Pakistan ne rivendica la sovranità e subito dopo l’indipendenza scattano offensive e vere e proprie battaglie su entrambi i fronti. Proprio il conflitto del 1971 fa sì che tra i due paesi regni un clima di equilibrio, seppur sempre sospeso e regolato da una certa tensione. Il problema odierno, è che sia Pakistan che India oggi sono potenze nucleari. Ed anche una piccola provocazione può degenerare e destare non poca preoccupazione. Figurarsi poi, come avvenuto in queste ore, se tra i cieli del Kashmir si verificano escalation che riguardano reciproci abbattimenti di mezzi militari e di scambio di colpi di artiglieria.

Il perchè dell’escalation

Eppure lungo questo delicato asse asiatico sembra palesarsi una certa stabilità negli ultimi mesi. Proprio di recente Pakistan ed India vengono toccate dalla visita del principe ereditario saudita Mohammad Bin Salman, accolto in grande stile in entrambi i paesi. Tra contratti energetici e forniture di armi ed infrastrutture, Islamabad e New Delhi sembrano accantonare le divergenze. Ed invece pochi giorni dopo arriva l’escalation. Alla base di tutto ciò sussistono motivazioni sia di politica interna che estera. A livello interno, India e Pakistan affrontano momenti molto delicati: in India si vota in primavera, il governo guidato dai nazionalisti Indù non può esimersi dal mostrare i muscoli proprio contro la potenza rivale. In Pakistan si è votato lo scorso anno, con le elezioni che incoronano Imram Khan quale nuovo premier e con il suo partito che avvia una fase di ulteriore avvicinamento alla Cina.

La zona contesa del Kashmir (Alberto Bellotto)

E qui forse vi sono le ragioni riguardanti la politica estera: India e Cina sono due potenze emergenti rivali. Anzi, proprio il governo indiano può fare da argine all’avanzata cinese nella zona. Pechino dal canto suo ha nel Pakistan uno snodo fondamentale per la nuova via della Seta. I cinesi infatti costruiscono il grande porto di Gwadar, nel sud del paese, destinato ad essere usato come sbocco del dragone asiatico nell’oceano indiano. Islamabad e Pechino hanno rapporti decennali: è proprio il governo pakistano a fare da intermediario tra Usa e Cina quando al timone vi è ancora Mao e quando gran parte del mondo riconosce quello taiwanese quale unico rappresentante del popolo cinese. Se si chiede ad un cinese qual è il paese estero preferito, in maggioranza rispondono proprio Pakistan. Dunque, tanto dall’India quanto dal Pakistan oggi c’è interesse a mostrare i muscoli. Un gioco però che potrebbe diventare pericoloso. E le diplomazie, in queste ore, sono già a lavoro per distendere gli animi ed evitare ulteriori e ben più gravi conseguenze.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.