Ancora importanti manovre in seno al governo di Al Sarraj, l’esecutivo cioè stanziato a Tripoli e riconosciuto ufficialmente dall’Onu. Il primo rimpasto arriva ad ottobre, quando a pochi giorni dal richiamo di Perrone a Roma e dalla fine degli scontri interni alla capitale libica, Fayez Al Sarraj puntella il governo con nuovi ingressi e con rotazioni all’interno dei principali dicasteri. Tra questi, spicca certamente la nomina come ministro dell’interno del misuratino (vicino ai Fratelli Musulmani) Fathi Bishaga. Adesso, a pochi giorni dalla nomina del nuovo ambasciatore italiano a Tripoli, arrivano altre importanti novità. 

I nuovi ministri del governo Al Sarraj 

Dalla capitale libica nei giorni scorsi sono arrivate le conferme circa le firme, apposte da Al Sarraj, sui decreti di nomina dei nuovi capi di alcuni dicasteri cruciali. In primis, la prima rotazione riguarda il ministero del governo locale: al posto di Badad Qansu subentra Milad Tahir. Il ministero in questione è uno dei più importanti, in quanto si occupa dei rapporti con le amministrazioni locali di tutto il paese. E proprio in questi giorni risultano in ballo i rapporti soprattutto con le autorità locali del sud della Libia. Dopo le proteste nel Fezzan, il blocco del giacimento di Al Sharara, il caos riscontrato in alcune delle più importanti municipalità della regione, da Tripoli si cerca di dare alcune risposte. La nomina di un nuovo ministro destinato a curare i rapporti con i governi locali, potrebbe quindi tradursi nell’intenzione di lanciare un segnale sotto questo importante e delicato fronte. 

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Il cambio riguarda anche il ministero della Sanità. Al posto dell’uscente Omar Al-Tahir, Al Sarraj nomina Hamid bin Omar. Anche tale dicastero appare tra i più importanti, specialmente in un periodo in cui emergono gravi problematiche relativo a questo settore. Molti ospedali, in Tripolitania come nel Fezzan, rischiano di poter curare e servire sempre meno persone tra difficoltà logistiche e carenza di medicinali. Inoltre, come si legge su Libya Observer, sempre Al Sarraj nomina Nuri Khalifa Alabbar, ex capo della commissione elettorale, come direttore generale del Centro nazionale per il supporto decisionale del Consiglio dei ministri.

Il perché del nuovo rimpasto 

Questi movimenti avvengono in una fase politicamente cruciale dove il consiglio presidenziale, così come gli altri enti ed autorità del frastagliato contesto libico, è impegnato nell’organizzazione della conferenza nazionale. Un appuntamento che dovrebbe tenersi il prossimo mese di gennaio, considerato come una delle più importanti tappe del percorso verso la riconciliazione della Libia varato dall’Onu. Pochi giorni prima del nuovo rimpasto, quasi a sottolineare la delicatezza del momento, il governo di Al Sarraj deve annotare le dimissioni dell’oramai ex ministro delle finanze, Faraj Abdelrahman Omar Bomtari. Una fuoriuscita causata, secondo il quotidiano Al Wasat, da divergenze con il governatore della banca centrale di Tripoli. Movimenti e rimpasti dunque, che dimostrano come in seno al consiglio presidenziale si stia cercando in questa particolare fase il raggiungimento di ben determinati equilibri.

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Se però il periodo scelto per questo nuovo rimpasto, a pochi mesi dal precedente, sia casuale o funzionale a dare precise indicazioni al momento non è possibile definirlo. Certo però che Al Sarraj, dopo gli scontri di settembre accaduti nella capitale libica, ha profondamente rimodulato l’esecutivo da lui guidato. “Ha scelto accademici, persone con una buona nomina – afferma Alessandro Scipione, di AgenziaNova – Milad Tahir, il nuovo ministro del governo locale, è un uomo dell’università di Sebha, una personalità stimata nel Fezzan”. Un’indicazione dunque di non poco conto: si cerca di puntellare l’esecutivo, di poter ripartire anche con tecnici fidati anche per rilanciare il dialogo con le altre parti del paese. Il primo banco di prova, come detto sopra, rimane comunque l’organizzazione della conferenza nazionale di gennaio. 

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