Una visita a sorpresa, ma fino ad un certo punto. Che Haftar dovesse volare a Roma in questi giorni è un fatto che, nella capitale, è dato per scontato già da una settimana. La visita però arriva prima del previsto ed assume un’importanza a dir poco vitale in vista del vertice di Palermo. L’uomo forte della Cirenaica già domenica sera viene dato in zona palazzo Chigi, dove incontra il presidente del consiglio Giuseppe Conte. Ma Haftar starà a Roma anche oggi, dove vedrà il ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi. La due giorni del generale libico è di fatto il timbro ufficiale della sua presenza nel vertice siciliano del 12 e 13 novembre. 

Il colpo di scena di Haftar sull’ambasciatore: “Torni Perrone a Tripoli”

Secondo quanto trapelato da un articolo su IlMessaggero, Haftar a Conte avrebbe di fatto dato il via libera sul ritorno del nostro rappresentante diplomatico in Libia. Giuseppe Perrone, nominato ambasciatore a Tripoli nel 2016, si trova a Roma dallo scorso mese di agosto: la Farnesina, alla luce delle rimostranze proprio di Haftar ma anche della parte tripolina della Libia, lo richiama in patria per evitare ulteriori sconquassi della strategia italiana in Libia. Perrone infatti, a seguito di un’intervista, ha iniziato ad essere visto malamente sia a Tripoli e sia dallo stesso Haftar, il quale in più occasioni si rivolge a lui quale “persona non gradita in Libia”. Il suo richiamo a Roma da un lato allenta le tensioni, dall’altro però mette in difficoltà la diplomazia italiana la quale, alla vigilia del delicato vertice di Palermo, si ritrova di fatto senza un ambasciatore in Libia. Adesso la situazione appare però sbloccarsi: Haftar non riterrebbe più Perrone persona non gradita ed il nostro rappresentante diplomatico potrebbe tornare in carica già prima del summit siciliano. 

Haftar a Palazzo Chigi avrebbe inoltre chiesto all’Italia di aiutare la Libia a ritrovare la sua stabilità. Il riconoscimento esplicito dunque del ruolo del nostro paese, prezioso non solo in vista di Palermo ma anche nel braccio di ferro con la Francia per avere maggiore influenza in Libia. Haftar dovrebbe ripartire oggi da Roma, con destinazione Bengasi. Ma dalla città simbolo della “sua” Cirenaica sarebbe già pronto il biglietto per Palermo per l’incontro di novembre. Una scommessa che, dunque, seppur in extremis per l’Italia potrebbe essere vinta. 

Decisiva la mediazione russa

A sbloccare la situazione, come già annunciato nei giorni scorsi, sarebbe stata la visita di Giuseppe Conte a Mosca lo scorso 24 ottobre. In quell’occasione Putin, pur ribadendo la difficoltà logistica di essere fisicamente presente a Palermo, rassicura l’Italia ed il suo governo sulla presenza di un alto rappresentante della federazione russa in Sicilia. Dovrebbe trattarsi del primo ministro Dmitri Medvedev, accompagnato da importanti funzionari del governo e del ministero degli esteri. Il sostegno russo però non sarebbe limitato solo alla presenza del capo dell’esecutivo. Proprio il via libera di Putin avrebbe dato ad Haftar il definitivo ed ufficiale disco verde per poter essere presente a Palermo. Il generale libico, da sempre vicino alla Francia, ha però il sostegno vitale di Putin e del presidente egiziano Al Sisi. La mossa del Cremlino di dare sostegno all’Italia sul vertice sulla Libia, è l’elemento decisivo in grado di convincere Haftar a spostarsi in Sicilia per il summit. 

Intanto, proprio in vista degli incontri di Palermo, proseguono i preparativi e gli sforzi diplomatici dell’Italia. Roma in questi giorni è un via vai di autorità e personalità libiche. La settimana scorsa è toccato ad Al Serraj, leader del governo riconosciuto da Onu ed Italia, essere nella capitale. Poi è stata la volta di Ghassan Salamè, alto rappresentante delle Nazioni Unite sul dossier libico, ed adesso si Haftar. Nei prossimi giorni dovrebbe arrivare anche Aguila Saleh, presidente del parlamento di Tobruck. 

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