Le ultime rivelazioni che emergono dall’indagine di John Durham, il consigliere speciale che indaga sulle origini del Russiagate e sulla possibile fabbricazione di false prove per “incastrare” l’allora candidato alla Casa Bianca Donald Trump e dimostrare così la sua collusione con Mosca, si stringono sull’ex Segretario di Stato Hillary Clinton e sulla sua cerchia. In un deposito del tribunale risalente a lunedì scorso, Durham ha diffuso nuove prove che sembrano inchiodare l’avvocato vicino al Partito democratico Usa, Michael Sussmann, accusato di aver rilasciato una falsa dichiarazione all’agente dell’Fbi, James Baker, durante un incontro risalente al settembre 2016. Sussmann avrebbe omesso di rivelare i suoi veri clienti ai federali, che includevano Hillary Clinton e la sua campagna presidenziale, quando si offrì di fornire al Bureau informazioni circa il rapporto tra il team di Donald Trump e l’Alfa Bank, la più grande banca privata russa, con sede a Mosca. Lo scopo di questo “disegno” sembra essere chiaro: tentare di incastrare The Donald e provare, su più livelli, una falsa “collusione” fra lo stesso Trump e la Federazione russa. L’ultimo deposito di Durham dimostrerebbe infatti che la sera prima dell’incontro, Sussmann avrebbe inviato un messaggio a Baker, affermando: “Vengo da solo, non per conto di un cliente o di un’azienda, voglio aiutare il Bureau”. L’avvocato voleva dimostrare di agire per conto proprio.

Durham inchioda l’avvocato di Hillary Clinton

Come ricorda The National Review, il deposito include riferimenti al dossier redatto dall’ex spia britannica Christopher Steele. Molte delle accuse contenute nel dossier Steele, che fu utilizzato dall’Fbi per ottenere mandati di sorveglianza contro l’ex collaboratore della campagna Trump, Carter Page, sono state da allora screditate e smontate. Delle vere e proprie “bufale”. Steele era un subappaltatore di Fusion Gps, una società di investigazione privata che l’ex studio legale di Sussmann, Perkins Coie, aveva assunto per esaminare potenziali collegamenti tra la Campagna di Trump e la Russia. Marc Elias, un esperto in campagne elettorali e uno dei partner di Sussmann alla Perkins Coie, rappresentava la  campagna di Clinton e assunse Fusion Gps per indagare su Trump. Il deposito di lunedì di Durham sostiene infatti che Sussman avrebbe incontrato “l’autore di un ormai noto dossier su Trump” – Steele – negli uffici di “Law Firm-1”, ossia Perkins Coie.

Gli avvocati difensori di Sussmann hanno affermato che Durham sta promuovendo una “narrativa infondata secondo cui la campagna di Clinton ha cospirato con altri per indurre il governo federale a indagare sui legami tra il presidente Trump e la Russia”. Dal canto suo, Durham ha chiesto al giudice di impedire alla difesa di avanzare argomentazioni e presentare presunte prove “che descrivono il procuratore speciale come motivato politicamente in base alla sua nomina” da parte dell’amministrazione Trump. “L’unico scopo nell’avanzare queste argomentazioni sarebbe quello di agitare la pentola della polarizzazione politica, attirare l’attenzione del pubblico e, nel modo più inappropriato, confondere i giurati o incoraggiare l’annullamento della giuria”, ha affermato.



Chi è Michael Sussmann

Come abbiamo già evidenziato su InsideOver, Sussmann è un avvocato di Washington Dc che ha lavorato con il suo studio per la campagna presidenziale della candidata dem Hillary Clinton. Sussmann ha mentito circa i rapporti con la sua illustre cliente all’agente federale James Baker mentre raccontava all’Fbi di presunte prove digitali che avrebbero collegato i computer della Trump Tower alla banca russa Alfa. Sussmann, che ha conseguito la laurea in legge presso la Brooklyn Law School, è entrato a far parte del comitato consultivo per la sicurezza informatica del Comitato nazionale democratico sin dall’agosto 2016, mesi prima delle elezioni presidenziali di quell’anno. Secondo l’accusa, il mese successivo chiese un incontro con l’Fbi per informare il Bureau dei presunti rapporto fra il tycoon e il Cremlino. In precedenza Sussmann era stato accusato dall’ex consulente di Trump, Carter Page, di aver diffuso le false informazioni contenute nel dossier Steele.

Nella vicenda del Russiagate, l’avvocato avrebbe un ruolo tutt’altro che marginale. Secondo RealClearInvestigations, Sussmann e il suo collega a Perkins Coie, Marc Elias, il principale consigliere per la campagna di Clinton del 2016, hanno infatti “sollecitato e diffuso disinformazioni” circa i rapporti fra Trump e Mosca. Non solo. Nell’aprile 2016, l’avvocato dei Clinton assunse CrowdStrike, la società di sicurezza informatica che ha innescato pubblicamente la saga del Russiagate sostenendo la tesi – mai provata – che la Russia fosse dietro l’hacking delle e-mail del Comitato nazionale democratico rilasciate da WikiLeaks. Successivamente il suo socio, Marc Elis, assunse la società Fusion Gps e l’ex spia britannica Christopher Steele per scavare su Donald Trump e produrre un dossier che si è rivelato infondato e ricco di false informazioni. Una storia torbida, su cui John Durham sta facendo luce, pezzo per pezzo.

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