Cinquant’anni dopo lo sbarco sulla Luna, a riprovarci a tornare lassù prima di tutti, è l’India. In realtà, negli ultimi anni lo spazio è diventata materia di interesse principalmente orientale e la cosa potrebbe cambiare perfino la geopolitica della regione e del mondo.

L’India non è la sola alla conquista dello spazio, ma si trova in buona compagnia dei suoi vicini, i cinesi, anche loro a testa in su a caccia di progressi tecnologici e di prestigio. Andare nello spazio, infatti, per Indiani e Asiatici, per prima cosa significa prestigio internazionale e la possibilità di sedersi al tavolo dei “grandi” nei futuri progetti spaziali. Poi, obiettivo non meno importante è quello dello sviluppo tecnologico. L’India ha investito molto nel progetto spaziale, il quale ha già contribuito a migliorare il prestigio del paese in ambito tecnologico e non di poco. Se a questo si aggiunge un terzo obiettivo, non dichiarato ma evidente a tutti, il gioco si complica di tanto sul piano geopolitico. Sì, perché l’avventura spaziale indiana, oltre alla conquista della Luna punta alla conquista di nuove tecnologie e strategie militare che possano spostare l’ago della bilancia nel loro sub-continente.

Superfluo citare la rivalità con il Pakistan, che l’India vorrebbe risolvere con uno scudo spaziale come quello pensato dagli Stati Uniti durante la guerra fredda e mai realizzato per limiti tecnologici (lo scudo non è mai riuscito a superare i test per bloccare effettivamente i missili, andandoci però estremamente vicino). Bisogna anche aggiungere la continua crescita della Cina, che spaventa l’India, non solo in campo bellico ma anche economico. La tecnologia è territorio di sfida negli ultimi anni, per alcuni è una guerra a tutti gli effetti, ma è anche guerra economica. Raggiungere per primi una tecnologia, che questa sia militare o semplicemente inerente al campo delle telecomunicazioni, potrebbe sbilanciare e di molto gli equilibri della regione e non solo. Basti pensare a quello che rappresentò la conquista della Luna durante gli anni della Guerra Fredda tra Stati Uniti e Urss.

Senza dover guardare solo al lato negativo della faccenda, i progressi del programma spaziale indiano potrebbero anche essere un’occasione per nuove alleanze o per stringere ancora di più quelle esistenti. Sebbene principalmente guidato dalla necessità di raggiungere obiettivi di sviluppo tecnologico (l’Indian Space Research Organisation ha come obiettivo la organizzazione è lo sviluppo delle tecnologie spaziali e le loro applicazioni per lo sviluppo dell’India), il programma spaziale indiano non si limita alla sola ricerca di vantaggi utilitaristici e socioeconomici. Lo spazio è anche uno strumento nel calcolo geopolitico dell’India, una dimensione che si è progressivamente rafforzata nel corso di tutto l’ultimo decennio. Grazie a missioni esplorative come Chandrayaan-1 e Mangalyaan, lo spazio è diventato sempre più una risorsa per aumentare il prestigio nazionale, un prestigio diretto tanto ai suoi cittadini quanto alla comunità internazionale. Allo stesso modo, lo spazio è diventato anche uno strumento di politica estera e diplomazia, nonché un elemento nella sua modernizzazione militare. È essenziale vedere il contesto di un crescente significato geopolitico dello spazio alla luce del ruolo crescente dell’India sulla scena mondiale. E sono proprio questi obiettivi diplomatici che potrebbero fare molto comodo agli Stati Uniti. Stringere i rapporti con l’India, farli sedere al tavolo con Europa e Russia a parlare di missioni spaziali, isolerebbe la Cina, anch’essa a caccia di successi extra planetari. Un sogno per gli Stati Uniti ma, sebbene la Nasa sia spesso stata usata per fini politici, nell’epoca moderna è difficile da immaginare. Il rafforzamento bellico del paese è però una realtà visto che la Cina, che a sua volta si trova nel mezzo di un rinnovamento su ampia scala per quanto riguarda militari e armi, spaventa e non poco.

A questo bisogna aggiungere gli eventuali progressi tecnologici e, eventualmente, strategici che potrebbero destabilizzare anche diversi equilibri economici interazionali. Lo sviluppo del programma spaziale significa apprendere il know-how di come progettare e costruire in maniera efficacie e funzionale, vuol dire quindi implementare progettazione e produzione tecnologica. Vuol dire poter entrare nel mercato dei cellulari e dei computer, qualora si arrivasse a progressi significativi, ma significa anche la possibilità di raggiungere credibilità a livello internazionale sulla produzione degli stessi prodotti. Significa quindi, poter sottrarre, in futuro, diverse commesse produttive alla Cina e a altri paesi, in diversi campi. L’India garantisce già manodopera a basso costo, se questa diventasse anche iper-specializzata nel campo tecnologico, potrebbe veramente spostare gli equilibri economici globali.

Per questo motivo gli occhi del mondo sono puntati alla ricerca spaziale indiana, per lo stesso motivo si guarda alla ricerca cinese e, sempre per motivi affini, Europa e Stati Uniti hanno ripreso a puntare molto su di essa. La maggior parte delle tecnologie che si usano tutt’oggi, sono state implementate di colpo negli anni della ricerca spaziale, che fece fare un balzo a Stati Uniti e Russia, soprattutto nel campo dell’aeronautica militare, delle telecomunicazioni ma anche della tecnologia di tutti i giorni come, banalmente, in quella delle batterie e degli elettrodomestici. La rincorsa si esaurì quando Nixon, una volta che Armstrong aveva già posato un piede sulla luna, si trovò sul tavolo 2 proposte della Nasa. La prima era visionaria e puntava ad arrivare su Marte, l’altra era il programma “Shuttle”, per la creazione di navicelle riutilizzabili. Aerei, insomma, in grado di decollare e atterrare, a differenza dei razzi “usa e getta” usati fino a quel momento. Nixon ritenne più utile questa tecnologia, forse anche per scopi bellici: la possibilità di volare oltre la stratosfera vuol dire poter raggiungere qualunque angolo del pianeta rapidamente e indisturbati. Eppure questo mise un freno alla ricerca spaziale e al progresso tecnologico spaziale. Ora gli occhi del mondo tornano a guardare al cielo. Chi riuscirà ad arrivare prima di tutti questa volta?

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