Le celebrazioni del 69° Republic Day, tenutesi a Nuova Delhi il 26 gennaio scorso, hanno visto il governo indiano ospitare come invitati d’onore i leader dei 10 Stati membri dell’ASEAN, l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico.

Invitando i rappresentanti dei Paesi dell’importante associazione, che rappresenta 639 milioni di abitanti e un mercato in rapido sviluppo con un PIL totale di 2.800 miliardi di dollari, il Primo Ministro Narendra Modi ha voluto sviluppare un nuovo capitolo della sua strategia “Act East”, che focalizza nel consolidamento dell’operatività di Nuova Delhi sull’asse indo-pacifico e nel contenimento della Cina le principali priorità dell’interesse nazionale.

L’Act East Policy, lanciata ufficialmente nel 2014, mira innanzitutto a sviluppare i tradizionali legami bilaterali tra l’India e i Paesi ASEAN in una partnership multilivello capace di dare maggiore rilevanza ai vertici annuali tra Nuova Delhi e l’organizzazione, giunti nel 2017 alla loro quindicesima edizione.

L’ASEAN contesa tra Cina e India

Modi non ha dubbi nel considerare la Cina un potenziale rivale strategico e, in prospettiva, un avversario molto più minaccioso rispetto al Pakistan, nonostante le spinte alla collaborazione che gli indicatori del commercio bilaterale sembrano incentivare. Lo sviluppo della Belt and Road Initiative e il crescente riarmo, soprattutto navale, in corso nell’Indo-Pacifico sono per Nuova Delhi i sintomi di una crescente tensione regionale che i vertici euroasiatici annuali con la stessa Cina e la Russia possono solamente smorzare.

In tale contesto, l’India punta a ritagliarsi in sede ASEAN una crescente influenza a scapito di Pechino partendo dall’incentivazione delle relazioni economiche. Connettività, commercio e cultura, secondo Harsh Pant di The Diplomat, potrebbero rappresentare le chiavi di volta per rafforzare il soft power indiano nella regione. Pant sottolinea come l’incentivazione dei legami economici tra India e ASEAN potrebbe partire con la crescita dei consistenti investimenti indiani nelle infrastrutture e nelle tecnologie digitali dei Paesi dell’organizzazione.

Come fa notare, sempre su The DiplomatRajeswari Pillai Rajagopalan, il commercio tra India e ASEAN si è espanso di circa 40 volte dal 1992 a oggi, passando da 2 a 70 miliardi di dollari annui. Non è certamente sul campo commerciale, in ogni caso, che attualmente Nuova Delhi può pensare di arginare la Cina, che ha visto nel 2017 le sue relazioni economiche con i Paesi ASEAN dilatarsi notevolmente, e il commercio bilaterale raggiungere quota 514,18 miliardi di dollari (+13% sul 2016).

Geopolitica dell’ASEAN contesa tra Cina, India e Stati Uniti

Su Gli Occhi della Guerra abbiamo di recente analizzato come la Cina abbia negli ultimi tempi rafforzato le relazioni bilaterali con le Filippine di Rodrigo Duterte e la Cambogia di Hun Sen, sulla scia della “diplomazia commerciale” di Li Keqiang; al contempo, Pechino risulta il primo investitore in Myanmar e si sta progressivamente avvicinando a Singapore, cui prospetta un ruolo primario sulle rotte della “Nuova Via della Seta”.

Se dalla sua ascesa al potere Modi ha sicuramente rafforzato la cooperazione economica, politica e militare tra India e Paesi ASEAN, certamente risulta difficile pensare che Nuova Delhi possa arrivare a destabilizzare la capillare rete di rapporti costruiti da Pechino nell’organizzazione. Essa non è un blocco geopolitico omogeneo, dato che i Paesi membri danno priorità al versante commerciale delle relazioni internazionali, e gli interessi strategici dei membri sono, allo stato attuale delle cose, polarizzati tra Cina e Stati Uniti.

Proprio gli USA di Trump, sotto l’effetto del crescente distacco tra Washington e il Pakistan e della lobby indiana al Congresso, risultano i principali sponsor della strategia geopolitica di Modi. Individuando nella Cina il rivale numero uno, l’India vede l’avvicinamento a Washington come un risultato naturale della sua politica estera: in questo contesto, la corsa all’influenza sull’ASEAN da parte di schieramenti fondamentalmente contrapposti è destinata a farsi sempre più accanita nei prossimi anni.

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