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“Smettetela di interferire nei nostri affari interni”, “Non abbiamo bisogno di voi”, “Andatevene!”. Un rigurgito di insofferenza antiamericana sta attraversando la società sudcoreana, e questi sono alcuni degli slogan intonati da un gruppo di 19 studenti che pochi giorni fa ha fatto irruzione nell’ambasciata americana a Seul. I ragazzi sono riusciti a scavalcare il muro di cinta, entrare in una zona offlimits e inscenare una protesta contro gli Stati Uniti. Già, proprio gli americani, quelli che nel 1953 aiutarono la Corea del Sud a respingere l’invasione del Nord, e che negli anni a venire hanno contribuito a ricostruire un Paese distrutto, sia dall’invasione giapponese, sia dal sanguinoso conflitto militare fratricida. Il prezzo da pagare, per i sudcoreani, è stato però altissimo perché dalla fine della Guerra di Corea, la parte meridionale della penisola coreana è finita dritta nell’abbraccio di Washington. Un abbraccio che adesso non viene più percepito dai locali come una gentile premura, bensì come un vero e proprio stritolamento. Non sorprende, dunque, la protesta del gruppetto di studenti; a quanto pare una coalizione di universitari progressisti.

La protesta dei giovani sudcoreani

Le richieste dei ragazzi non sono campate in aria, e sono simili a quelle dei cittadini giapponesi. I giovani hanno esposto uno striscione per criticare l’aumento del 500% del costo di mantenimento dei quasi 30 mila soldati americani presenti in Corea del Sud, mantenuti dal governo sudcoreano dalla fine della Guerra di Corea a oggi. Secondo quanto riportato dal Washington Post, Seul sta discutendo con Washington su come condividere le spese della presenza militare americana, anche se Trump, come dimostra una situazione analoga in Giappone, non sembra più essere disposto a fare sconti a nessuno. Chi vuole la protezione americana, da ora in poi, deve pagarla. Eppure l’area indo-pacifica dovrebbe rappresentare una regione geopoliticamente rilevante per le ambizioni della Casa Bianca di tenere a freno la Cina.

Vigilanza rafforzata

In ogni caso, lo stesso gruppo progressista aveva già provato a entrare nell’ambasciata americana lo scorso gennaio, ma in quell’occasione fu prontamente fermati dalle forze dell’ordine. Questo episodio ha spinto le autorità a rafforzare la sicurezza nella residenza dell’ambasciatore degli Stati Uniti a Seul, limitrofa all’ambasciata. “Notiamo con grande preoccupazione – ha detto il portavoce dell’ambasciata americana a Seul –  che questa è la seconda istanza di ingresso illegale nel complesso residenziale dell’Ambasciatore in 14 mesi. Esortiamo il il governo locale a rafforzare i suoi sforzi per proteggere tutte le missioni diplomatiche nella Repubblica di Corea”. Il ministero degli Affari esteri sudcoreano, dal canto suo, ha detto che “qualsiasi danno o attacco non può essere giustificato in nessuna circostanza e il governo prenderà tutte le misure appropriate per proteggere le missioni e prevenire eventuali atti che disturbano il loro svolgimento”.

Un costo troppo elevato

I sudcoreani iniziano a sentire il peso della presenza statunitense, ormai considerata da alcuni una vera e propria occupazione abusiva. Stati Uniti e Corea del Sud sono legati da un trattato di mutua difesa firmato nel 1953, al termine del conflitto coreano. Tale accordo prevede che circa 28.500 truppe statunitensi siano di stanza in territorio sudcoreano per prevenire eventuali minacce di Pyongyang. Ricordiamo che la Guerra di Corea è stata congelata da un armistizio, ma nessun trattato di pace è ancora stato firmato. Tecnicamente, quindi, Corea del Nord e Corea del Sud (assieme agli Stati Uniti) sono ancora in guerra tra loro. Ma quanto costa mantenere l’enorme contingente americano a Seul e dintorni? Qualche mese fa Trump aveva protestato dicendo che gli Stati Uniti stavano garantendo una protezione ai sudcoreani dal valore complessivo di 5 miliardi di dollari, a fronte di un pagamento di appena 500 milioni. Il Washington Post ha calcolato che nel 2018 la Corea del Sud ha pagato a Washington la somma di 830 milioni di dollari, cioè quasi il 40% del costo totale necessario al mantenimento delle truppe Usa. Il costo totale dovrebbe aggirarsi attorno a 1,25 miliardi di dollari. Intanto, entro la fine dell’anno, gli Stati Uniti completeranno il trasferimento della loro più grande base militare da Seul alla nuova struttura di Camp Humphreys, 45 miglia più a sud.

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