L’Irlanda non è immune dal terrorismo internazionale di matrice islamica. Questo è il monito lanciato dai servizi britannici e da molti quotidiani irlandesi, che hanno voluto porre l’accento sulle inquietanti falle del sistema di sicurezza irlandese rispetto alla minaccia jihadista. Forse perché sicuri di non essere un obiettivo primario del terrorismo islamico, forse anche perché privi di una reale presenza islamica nel Paese, i governi irlandesi, nel tempo, non hanno mai considerato la minaccia jihadista quale un tema concreto su cui sviluppare la propria intelligence. Un tema invece sentito in tutta l’Europa, sia nel Regno Unito sia nell’Unione Europea, le cui intelligence hanno voluto in queste ultime settimane segnalare come vi siano dei problemi seri nel dispostivi odi sicurezza costruito da Dublino e che rischia di condurre l’isola di smeraldo ad essere un porto franco della lotta al terrorismo internazionale.Un primo motivo di questo disinteresse dei servizi irlandesi riguardo alla minaccia jihadista è stato per lungo tempo l’assenza di comunità islamiche molto forti nel territorio della repubblica. Rispetto al vicino Regno Unito, in Irlanda la presenza di musulmani nel Paese è decisamente inferiore e comunità radicali non sono nate né si sono radicate. Questo fenomeno non è nel complesso aumentato molto, però c’è comunque una crescita di presenza di immigrati che, pur non costituendo di per sé una minaccia per il tessuto sociale irlandese, potrebbe comunque creare in futuro quella famigerata “seconda generazione” che in Europa è diventata ormai fonte di terrore. C’è quindi prima di tutto un allarme sociale nel fare il possibile per evitare che si lascino sole queste nuove componenti e non si integrino nel sistema irlandese.All’interno dell’Unione europea, invece, il tema dell’assenza di un sistema d’intelligence adeguato in territorio irlandese è particolarmente sentito. Recentemente, alcuni esperti europei, riuniti a Londra, hanno voluto segnalare come sia una minaccia per tutto il continente il fatto che l’Irlanda consideri la sicurezza nazionale quasi come “uno scherzo”. Innanzitutto perché questa rete a maglie larghe dei servizi irlandesi permette agli affiliati all’Isis di trovare nell’isola un posto abbastanza tranquillo e sicuro dove rifugiarsi, mentre negli altri Paesi i controlli cominciano ad essere particolarmente incisivi. Inoltre, il rischio nasce anche dal fatto che l’Irlanda è una base molto vantaggiosa per far partire miliziani sia per il Regno Unito che per tutta l’Unione Europea. La Common Travel Area istituita tra Irlanda e Regno Unito e il fatto che l’Irlanda sia dentro il sistema di libera circolazione dell’Unione Europea, comporta che possa essere molto semplice lo spostamento tra UK ed Europa. In particolare a preoccupare la facilità con cui sono collegati Irlanda e Regno Unito, soprattutto in territorio irlandese.Che la questione sia tutt’altro che remota è comprensibile anche dalle ultime notizie che provengono dalle cronache irlandesi. Due settimane fa, la Garda Síochána, la forza di polizia irlandese, ha arrestato quattro sospetti jihadisti tra Dublino e Trim. Alcuni facevano parte di un’organizzazione che raccoglieva soldi per inviarli in territorio siriano, finanziando le attività dello Stato Islamico. Altri arrestati, di origine algerina e marocchina, sono stati poi in seguito rilasciato senza cauzione.La sicurezza del Regno Unito sta monitorando ormai da mesi gli scambi di persone e merci tra Irlanda e Gran Bretagna. Secondo quanto riportato dall’antiterrorismo britannico, il rischio vero nasce dalla facilità dei traffici, come accennato in precedenza. Così come il traffico di droga sfrutta il vantaggio dell’assenza di controlli rigidi fra le due frontiere, così anche il terrorismo potrebbe tranquillamente utilizzare le rotte che collegano le due isole per formare un canale sicuro di armi o di soldi. Un problema che è oltretutto amplificato dal fatto che, prima che si concluda Brexit, la frontiera fra Irlanda e Irlanda del Nord è ancora quella di due Paesi facenti parte dell’Unione Europea. E dunque i rischi si duplicano per l’intelligence del Regno Unito. Nonostante tutto, però, il governo irlandese sembra essere sicuro che il Paese, pur non immune, non è da considerare un obiettivo del terrorismo. Una sicurezza che tuttavia non deve sfociare nell’assenza di controlli rigidi. E in questo senso, sembra che purtroppo il lassismo dell’antiterrorismo di Dublino continui ad essere molto evidente. Il rischio deriva soprattutto dal fatto che, come segnalato dal Regno Unito, l’estata è la stagione in cui l’Irlanda si riempie di turisti e i festival internazionali sono all’ordine del giorno. Le lacune della sicurezza e la cronica assenza di un numero di poliziotti adeguato al controllo di tutto il territorio, hanno indotto molti analisti a ritenere di dover considerare l’Irlanda non tanto un Paese sicuro e pacifico, quanto il ventre molle della rete antiterroristica irlandese. Ma tra facilità di traffici, libertà di circolazione e la minaccia dei cosiddetti lupi solitari in agguato, anche l’Irlanda deve iniziare a comprendere che il suo apporto all’Europa è fondamentale tanto quanto quello di ogni altro Stato.

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