La lunga storia d’amore tra Donald Trump e Twitter potrebbe essere giunta al capolinea. Il presidente americano è su tutte le furie dopo che la piattaforma social ha deciso di inserire, per la prima volta, dei link di fact-checking ad alcuni dei suoi tweet ed ha minacciato di firmare un ordine esecutivo che regolamenti o che possa portare alla chiusura di alcuni social. Secondo Trump i social media “silenziano le opinioni dei conservatori” mentre Twitter è stato accusato di censurare la libertà di espressione. La parzialità dei social è stata poi ribadita in un’ulteriore occasione e c’è forte attesa per i contenuti dell’imminente ordine esecutivo. Jack Dorsey, amministratore delegato di Twitter, sembra non voler cedere ed ha affermato che il social continuerà ad evidenziare le informazioni non corrette o contestate postate sulla piattaforma.

La causa dello scontro

La lite tra Donald Trump e Twitter è scaturita da un tweet del presidente sulle elezioni del 2020: il Capo di Stato ha affermato che il voto per posta, proposto da alcuni Stati a causa dell’emergenza Covid-19, faciliterà corruzione e frodi massicce. Twitter lo ha segnalato, annotando che vi sarebbero contenute “informazioni potenzialmente fuorvianti sul processo di voto” ed ha invitato i suoi follower “ad informarsi sul voto per corrispondenza”. La diffusione del coronavirus ha trasformato le votazioni per corrispondenza in un vero e proprio terreno di scontro tra liberali e conservatori: i primi sono schierati in favore dell’esercizio di questa possibilità da parte degli elettori mentre i secondi ritengono che possa portare a delle frodi. I Democratici sono sotto pressione da parte della propria base: la richiesta è quella di sfruttare il prossimo pacchetto di aiuti al Congresso per far sì che ogni Stato offra agli elettori la possibilità di votare per posta.

I social media sono importanti per Trump

La paventata chiusura dei social media è chiaramente irrealizzabile ma è comunque probabile che The Donald cerchi di attuare una stretta nei loro confronti. Il tentativo sarà probabilmente oggetto di ricorsi giudiziari che polarizzeranno, ancora una volta, il Paese come in occasione di quanto accaduto con i Travel Ban. Lo scontro frontale in atto potrebbe però rivelarsi controproducente per il presidente che, sin dalla clamorosa vittoria alle elezioni del 2016, ha dimostrato di saper usare la rete per diffondere i propri punti programmatici e per comprendere le esigenze prioritarie degli elettori. L’esposizione mediatica di Trump è cresciuta esponenzialmente proprio grazie alle condivisioni di post ed ai retweet e The Donald si è dimostrato in grado di coinvolgere i propri seguaci sui social.

La necessità di un ripensamento

Il profitto twitter di Donald Trump, secondo quanto riferito dall’azienda Social Blade, ha più di ottanta milioni di follower ed è ottavo tra quelli più seguiti del sito. Il numero dei suoi follower è cresciuto di oltre sei volte rispetto a quanti lo seguivano nel 2016 e solamente negli ultimi trenta giorni è riuscito ad attirare circa 55mila nuovi seguaci al giorno. Twitter è il social media più amato da Trump, che l’ha utilizzato almeno 52mila volte per esprimere il proprio pensiero. Questi dati dovrebbero indurre il Capo di Stato ad un ripensamento: i suoi profili social sono un volano produttivo dal valore inestimabile e c’è il rischio che il divampare delle polemiche possa sminuirne l’efficacia e contribuire all’allontanamento di alcuni. I sondaggi elettorali potrebbero indurre Trump a manifestare ulteriore prudenza: Joe Biden avrebbe, secondo una serie di istituti demoscopici, un vantaggio compreso tra i 4 ed i 9 punti percentuali nei suoi confronti. L’esponente repubblicano deve dunque pensare, il più in fretta possibile, a come recuperare terreno prima che sia troppo tardi.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.