La Germania ha perso il suo ruolo leader all’interno dell’Europa. La Francia, dopo anni passati in sordina, ad obbedire ai diktat di Berlino, è pronta al sorpasso. Emmanuel Macron si sente già al vertice dell’Ue. Certo, i numerosi problemi interni cui deve far fronte il Capo dell’Eliseo non lo fanno certo essere in una botte di ferro. Eppure, se paragoniamo adesso la tenuta del sistema politico francese e quello tedesco, notiamo come a essere più traballante sia il secondo.

L’equilibrio sul quale poggiava la tenuta della Gross Koalition, e quindi l’intera architettura teutonica, è a un passo dalla rottura. L’aura di Angela Merkel ha smesso di brillare mentre gli alleati della Cdu, i socialdmocratici dell’Spd, spingono per la rottura. I nuovi leader, Norbert Walter-Borjans e Saskia Esken, hanno soppiantato il potente ministro delle Finanze, Olaf Scholz, e proposto una ricetta dal sapore laburista. Il messaggio è chiaro: basta austerity, basta allearsi con i cristiano-democratici, basta governo di ampie intese.

Insomma, come se non bastassero le grane politiche, la Germania deve far fronte a un’economia abulica, in apnea e senza sussulti. Le percentuali continuano a scendere, i dati non fanno sorridere. Le ultime stime sono chiare: Berlino tornerà ad avere un bilancio federale in rosso, tanto che le proiezioni per il 2021 ipotizzano una perdita netta di 1,7 miliardi di euro.

Le mosse di Parigi

La Francia non naviga certo nell’oro. Eppure, con un paio di mosse astute, Macron è riuscito a prendersi il centro della scena e la luce dei riflettori. I cittadini lo contestano per la riforma delle pensioni, i gilet gialli sono ancora vivi, ma il capo dell’Eliseo ha un appeal diverso rispetto a qualche anno fa.

Come sottolinea Politico, i rapporti di forza tra Berlino e Parigi sono cambiati. E se ciò è accaduto, la “colpa” è anche e soprattutto dei tedeschi. Già, perché quando Macron è stato eletto, la prima cosa che ha fatto è stato correggere gli errori del suo predecessore Francois Hollande. Per attuare riforme ambiziose ha chiesto e ottenuto l’appoggio della Germania, la quale ha concordato modifiche importanti per l’Eurozona.

A quel punto Parigi è uscita dall’ombra, puntandosi sulle trattative commerciali con gli Stati Uniti, opponendosi all’ingresso nella Ue di Albania e Macedonia e collocandosi esplicitamente al di sopra di Berlino. Macron ha una nuova idea di Unione Europea, che non coincide affatto con il sogno di Merkel. Nell’ottica del presidente francese l’Ue deve diventare un attore strategico e politico “a una sola voce”, e non tanto un soggetto tenuto insieme dal libero mercato.

Il piano di Macron

Non a caso Macron spinge per la creazione di una difesa europea, studia per trattare da pari a pari con Donald Trump e Xi Jinping e cerca di caricarsi sulle spalle il destino del continente. Chiaramente la Germania non gradisce di vedersi soffiare così la leadership dell’Ue. Ecco perché le tensioni tra Parigi e Berlino sono aumentate improvvisamente.

L’incubo della Germania è uno: che il leader francese possa sostituire il primato economico tedesco (ormai in delcino) con il primato transaplino in politica estera e in materia di sicurezza. D’altronde in patria, nonostante la rabbia del popolo, il sistema politico consente a Macron di disporre di una enorme maggioranza in Parlamento fino al 2022 e fino al 2027. A quel punto la Francia potrebbe aver già scavalcato la Germania.

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