Il Regno Unito sembra essere in piena sindrome da accerchiamento. E dopo l’affare-Skripal e le accuse rivolte alla Russia di aver colpito il territorio britannico e di voler innescare una guerra all’Occidente, ora punta il dito addirittura contro la Corea del Nord.

Ebbene sì, l’ultimo documento ufficiale pubblicato dal parlamento di Sua Maestà porta di nuovo sotto i riflettori il regime di Pyongyang. Questa volta l’accusa è che tra circa un anno, massimo un anno e mezzo, i missili nordcoreani sarebbero pronti a colpire il suolo britannico. Anche se la sua capacità di armarli con testate nucleari “deve ancora essere provata”.

 “La Corea del Nord non ha ancora dimostrato pubblicamente di aver padroneggiato la miniaturizzazione o il rientro di testate nucleari” si legge nel documento. E un attacco nucleare della Corea del Nord contro il Regno Unito sembra “altamente improbabile”. Anche perché non si capisce il motivo per cui Kim Jong-un colpirebbe Londra e dintorni. 

Secondo il Comitato, “è ovvio per la Corea del Nord che il lancio di tali armi condurrebbe inevitabilmente a devastanti conseguenze militari”. Al contrario, è “molto più probabile che il Regno Unito continui a soffrire di attacchi informatici della Corea del Nord”. L’esempio è il famigerato Wannacry, che colpì le infrastrutture del Regno, paralizzandole, senza che però vi sia ancora la certezza che l’origine sia nordcoreana.

In questa serie di minacce, il Regno Unito ricorda che “non avrebbe alcun obbligo legale di fornire assistenza militare. Tuttavia, nel caso di aggressione nordcoreana, il Comitato ritiene improbabile che il Regno Unito si tenga da parte”. In cosa consisterebbe l’intervento britannico è presto detto:  assistenza nel cyberwarfare e fornire supporto alle forze statunitensi impegnate al di fuori della regione. Una sorta di sostituzione in caso di conflitto, dovendo le forze americane spostare le truppe verso la Corea del Nord.

Un modo per chiedere più fondi

Il rapporto del Parlamento britannico è interessante soprattutto perché, dopo aver paventato questa curiosa minaccia nordcoreana (vista anche la tempistica), stila una sorta di cahiers de doléances sulle spese militari. Secondo il Comitato parlamentare, il Regno Unito si troverebbe di fronte a sfide insormontabili, che richiederebbero anche l’evacuazione dei cittadini britannici da tutta la regione interessata dal conflitto.

Quindi, “casualmente”, il rapporto afferma che questa evacuazione di massa sarebbe impossibile se il governo decidesse di ridurre ulteriormente la sua capacità anfibia, “come è stato minacciato quest’anno”. Il Comitato chiede quindi al governo di garantire “categoricamente” che, come parte del suo programma, comprenda appieno “il ruolo essenziale della capacità anfibia nel condurre evacuazioni civili”. Un richiamo che ricorda molto quanto avvenuto con la Russia e che dimostra un fatto: spesso una minaccia serve a smuovere il budget per la Difesa.

“Le minacce nucleari e cibernetiche poste dalla Corea del Nord sono tipiche dei nuovi pericoli che affliggono il Regno Unito, ma le nuove minacce richiedono ulteriori investimenti, non il solito processo di semplice bilanciamento dei costi, sacrificando le capacità convenzionali che sono ancora necessarie per affrontare persistenti minacce più vecchie” E alla fine, la richiesta che svela l’arcano: è necessario investire molto più del minimo della del 2% del Pil richiesto in sede Nato. E proprio per contrastare le minacce della Russia e della Corea del Nord.

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