Nessuno negli Stati Uniti aveva mai utilizzato una strategia simile, definita dalla maggior parte degli analisti un vero e proprio azzardo politico. A patto di voler comunque rischiare, non è comunque un piano a cui non ricorrere nel caso di una campagna elettorale di un certo livello, a maggior ragione se la campagna in questione riguarda l’elezione della carica più importante degli Stati Uniti, cioè il presidente. Sappiamo però che quando c’è di mezzo Donald Trump la normalità evapora come neve al sole, e allora ecco perché Trump ha scelto di candidarsi alle presidenziali del 2020 in un modo bizzarro. Al momento, nonostante le previsioni, il meccanismo trumpiano funziona alla perfezione ed è già attivo, pronto a raccogliere ancora più consensi di quattro anni fa. Vediamolo, allora, il nuovo marchingegno elettorale orchestrato dallo staff di The Donald.

La strategia di Trump

La chiave è infiammare i supporter di Trump cercando di coinvolgere nuovi potenziali elettori. Tutto si basa sulla creazione di vere e proprie firestorm, cioè tempeste di fuoco virtuali intraprese dal presidente per incamerare il massimo profitto economico dalle inserzioni pubblicitarie piazzate su piattaforme quali Google e Facebook. Come fa notare il Time, il ciclo è semplice e sofisticato quanto ripetitivo. Nella prima fase Trump dice qualcosa di controverso o offensivo nei confronti di un certo tema; in un secondo momento il tema affrontato da The Donald finisce nell’occhio del ciclone, proprio nel cuore del dibattito pubblico. A questo punto l’interesse degli internauti verso quella specifica issue spinge un grande numero di persone a cercare informazioni sul web su quanto dichiarato da Trump. Qui entrano in gioco gli ads, ovvero le pubblicità realizzate dallo staff trumpiano per incoraggiare i cittadini a supportare la campagna elettorale, con donazioni, partecipando a dibattiti e acquistando gadget di ogni tipo.

Un ciclo continuo

Il ciclo, a quel punto, ha preso il via e non conosce fine: anzi, provoca un effetto a catena. Le pubblicità chiamano l’elettorato all’azione mentre il tema sollevato da Trump travolge l’agenda dei suoi avversari politici, costringendoli a scendere su un terreno di battaglia a loro avverso. Non tutti, ma sicuramente una buona dose di elettori americani contribuiranno alla campagna del tycoon, indossando spille, cappelli e magliette: dunque altra pubblicità gratuita per l’attuale inquilino della Casa Bianca. Secondo alcuni esperti, come Julian Zeilzer, professore alla Princeton University, quella di Trump è una strategia costruita per una nuova era partigiana, cioè uno scontro all’ultimo sangue all’interno di un elettorato così polarizzato come quello americano da trasformare la conquista di ogni nuovo elettore un evento potenzialmente rilevante ai fini della vittoria finale.

Keep America Great Again

Certo, la macchina di Trump è oliata alla perfezione e procede a gonfie vele. Ma oltre a questa strategia il presidente ha altre cartucce da sparare, fra cui usare a proprio vantaggio le numerose accuse ricevute dagli avversari rivelatesi infondate. Inoltre i democratici temono che Trump possa non solo consolidare la propria base elettorale, ma anche conquistare nuovi adepti grazie agli eccellenti risultati dell’economia americana sotto la sua presidenza e agli ultimi successi degli Stati Uniti in politica estera. E tutto ciò sta avvenendo proprio mentre i candidati del Partito Democratico statunitense stanno perdendo tempo a litigare tra loro nelle primarie. Nel frattempo lo slogan di Trump cambia significato: dal “Make America Great Again” a “Keep America Great Again”. Dal rendere gli Stati Uniti di nuovo grandi, al mantenere la loro ritrovata grandezza.

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